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Le raccomandazioni del “rapporto Lamy” per il 9° Programma Quadro per la R&ST

Nel corso del convegno “Verso il 9° Programma Quadro (PQ) di ricerca e innovazione. L’Italia e la sfida europeache l’APRE ha organizzato a Roma (12.12.2017) è stato evidenziato che la Commissione dovrebbe pubblicare a gennaio 2018 una prima Comunicazione su obiettivi e struttura generale del 9°PQ di R&ST sull’abbrivio delle indicazioni del c.d. rapporto Lamy (pubblicato a luglio 2017).

Immagine ex Pixabay

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Tale rapporto è stato elaborato da un gruppo di esperti indipendenti di alto livello presieduto da Pascal Lamy su mandato del Commissario per la ricerca, la scienza e l’innovazione Carlos Moedas.
Le conclusioni del “rapporto Lamy” auspicano la continuità della politica dell’UE in materia di ricerca e innovazione – in linea con lo slogan del Commissario Moedas “evolution and not revolution” – e l’aumento della dotazione finanziaria del 9° Programma Quadro, come richiesto nel giugno 2017 da una importante risoluzione del Parlamento Europeo. [1] Auspicano parimenti che i progetti finanziati vengano approvati sulla base soprattutto del loro impatto potenziale e una maggiore integrazione fra scienze umanistiche e sociali (SSH – Social Sciences and Humanities) e scienze “dure” (STEM – Science, Technology, Engineering, Mathematics). [2]

Nel rapporto sono riportate 11 raccomandazioni per la politica europea per la ricerca e l’innovazione nel periodo post 2020:
1. dare assoluta priorità alle spese per la ricerca e l’innovazione nel budget dell’UE e in quello degli Stati Membri (il rapporto richiede di raddoppiare il budget dedicato attualmente dall’UE);
2. aumentare il sostegno non solo alla ricerca di base, ma all’intera “filiera della ricerca” e all’innovazione;
3. rafforzare il legame con il sistema educativo ed investire maggiormente in capitale umano per la ricerca;
4. premiare l’impatto dei progetti di ricerca sull’economia e sulla società (il rapporto rimarca la necessità di adottare un “impact-focused” approach);
5. strutturare il 9° PQ intorno a delle “missioni” (in estrema sintesi si richiede un approccio orientato a delle missioni ben specificate e non a delle aree di ricerca; le future “mission” corrispondono indicativamente alle focus area dei work programmes 2018-2020 di Horizon 2020 recentemente adottati e dovrebbero costituire le “sezioni” dei tre pilastri dell’attuale Horizon 2020, in quanto i tre pilastri dovrebbero essere mantenuti);
6. razionalizzare il sistema complessivo degli strumenti (un numero attualmente davvero eccessivo, soprattutto nell’ambito del tema salute) e garantire un loro maggiore coordinamento con gli interventi per la ricerca e l’innovazione finanziati dai Fondi Strutturali e di Investimento Europeo (Fondi SIE);
7. semplificare le procedure amministrative;
8. adottare un approccio “open innovation, favorendo quanto più possibile attività di sensibilizzazione e di educazione alla scienza e all’innovazione dei cittadini e un loro maggiore coinvolgimento nei progetti di ricerca [3];
9. potenziare le sinergie fra gli interventi per la ricerca e l’innovazione a livello europeo e quelli a livello nazionale;
10. incrementare ulteriormente la dimensione internazionale del 9° PQ, promuovendo più ricerca in cooperazione con Paesi Terzi;
11. migliorare la comunicazione in merito agli impatti dei progetti di ricerca sulla competitività del sistema produttivo europeo e sulla società.

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[1] Cfr. European Commission; FAB – LAB – APP. Investing in the European future we want. Report of the Independent High Level Group on maximising the impact of EU Research and Innovation Programme, July 2017
Nella risoluzione del 13 giugno 2017 il Parlamento Europeo ha richiesto che quale sia la proposta della Commissione sul budget finanziaria del Quadro Finanziario Plurieannale per il periodo post 2020, per il 9° PQ vengano allocati 120 miliardi di Euro.
[2] La questione del bilanciamento fra SSH e STEM è parimenti centrale nel progetto di ricerca Bohemia, progetto che sta influenzando ampiamente il dibattito a livello comunitario sul 9° PQ di R&ST. Anche il rapporto finale di ricerca di questo progetto dovrebbe essere pubblicato a gennaio 2018.
[3] In questa raccomandazione riecheggiano le indicazioni de rapporto di ricerca della Commissione “Open science, open innovation, open to the world” (2016)

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