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Il negoziato sui Piani di Partenariato Nazionali e Regionali e sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale per il periodo 2028-2034

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1. L’art. 2 della proposta iniziale di regolamento sul Fondo “unico” per le politiche strutturali 2028 – 2034 e sui Piani di Partenariato Nazionali e Regionali 2028-2034 – Comunicazione COM(2025) 565 – dispone che essi perseguano un Obiettivo Globale (overall aim) e cinque Obiettivi Generali (OG). L’art. 3 riporta anche cinque Obiettivi Specifici (OS) e gli ambiti di intervento (policy field) associati a ciascuno degli OS (in totale i policy field – sub Obiettivi Specifici – sono 28).
2. Questa impostazione è stata parzialmente rivista dal “negotiating box” dell’11 giugno scorso e, ancora più nel dettaglio, dal “testo di compromesso” sulla proposta iniziale di regolamento-quadro (ambedue rilasciati dal Consiglio dell’UE), che hanno introdotto un nuovo Obiettivo Generale (Sostenere l’attuazione di politiche in materia di asilo, migrazione e integrazione, nonché politiche in materia di gestione delle frontiere, visti e sicurezza interna) e, di conseguenza, un nuovo Obiettivo Specifico con esso coerente (si veda la figura che segue).

Fig. 1 – Obiettivi Specifici dei Piani di Partenariato Nazionali e Regionali 2028-2034

3. Al nuovo OS Sostenere gli obiettivi settoriali del Fondo Asilo, Migrazione, Integrazione, del Fondo per la gestione dei flussi alle frontiere e la politica dei visti e del Fondo per la Sicurezza Interna, per ora, non sono associati specifici policy field. Essi, pertanto, continuano ad essere 28. Ma per molti di essi il “testo di compromesso” del Consiglio ha proposto una nuova formulazione.
4. Come ho evidenziato nei post degli ultimi mesi molti cambiamenti rilevanti interesseranno il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR).
Il FESR 2028-2034 (si veda la proposta di regolamento ex Comunicazione COM(2025) 552) contribuirà a raggiungere due Obiettivi Specifici (per i quali si riporta la sintesi della formulazione iniziale) aventi natura alquanto diversa:
• OS 3a Favorire la prosperità sostenibile dell’Unione in tutte le regioni.
• OS 3b Sostenere le capacità di difesa e la sicurezza dell’Unione in tutte le regioni. [1]
L’OS Favorire la prosperità sostenibile dell’Unione in tutte le regioni è articolato in 10 policy field che rientrano nel perimetro della politica di coesione, come tracciato dalla proposta di “modernizzazione della politica di coesione” del 2025 e, con riferimento al FESR, dal Reg. (UE) 2025/1914 del 18 settembre 2025.
L’OS Sostenere le capacità di difesa e la sicurezza dell’Unione in tutte le regioni è articolato in 3 policy field che sono intesi a sostenere le capacità di difesa dell’UE e la sua capacità di prevenire e gestire minacce esterne ed interne (preparedness).
5. Per ambedue gli OS il “testo di compromesso” del Consiglio ha proposto una diversa formulazione come segue:
OS 3a Favorire la prosperità sostenibile, la competitività e la coesione dell’Unione in tutte le regioni.
OS 3b Sostenere le capacità di difesa, la resilienza, la preparazione, la protezione civile e la sicurezza dell’Unione in tutte le regioni. [2]
Si tratta di cambiamenti non solo lessicali, che, indirettamente, evidenziano ancora di più quanto si tratti di due OS profondamente diversi e quanto il secondo sia un OS ampiamente avulso dal perimetro della politica di coesione come conosciuto finora e come modificato in misura rilevante dal Reg. (UE) 2025/1914.
Vi sarebbe da chiedersi, pertanto, per quale motivo l’OS Sostenere le capacità di difesa, la resilienza, la preparazione, la protezione civile e la sicurezza dell’Unione in tutte le regioni debba essere finanziato con il FESR, anche considerando il fatto che esso concerne il finanziamento di beni pubblici e/o beni comuni di dimensione trasversale rispetto ai singoli territori dell’UE.
Il “testo di compromesso” del 16 giugno scorso, inoltre, ha proposto una diversa formulazione di quasi tutti i policy field su cui interverrà il FESR 2028-2034 (si ricorda anche che il Consiglio il 29 giugno ha anche introdotto delle modifiche del testo iniziale della proposta di regolamento sul FESR 2028-2034).
Particolarmente significativi sono i cambiamenti di nome dei quattro policy field che definiscono la dimensione industriale del FESR 2028-2034 (richiamati nella figura che segue).
Questo vale in particolare per il policy field 3a.2 Competitività che, nella formulazione iniziale, era fortemente focalizzato sull’apparato manifatturiero europeo e non faceva alcun riferimento alle Strategie di specializzazione intelligente (Research and Innovation Strategy for Smart Specialisation – RIS3) e per il policy field 3b.1 Base industriale della difesa dell’UE, infrastrutture di difesa e mobilità militare. [3]
Nel corso del negoziato, tutti i portatori di interesse – istituzionali e non – dovrebbero avanzare molto esplicitamente alla Commissione due quesiti:
• come si dovranno/potranno coniugare questi due policy field?
• quali tipologie di investimenti si potranno concretamente finanziare nell’ambito dei due policy field?

Fig. 2 – La denominazione rivista dal Consiglio dei policy field che definiscono
la dimensione industriale del FESR 2028-2034

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[1] L’art. 2 della proposta iniziale di regolamento-quadro sui PPNR (Comunicazione COM(2025) 565) indica 5 Obiettivi Generali (OG) elencandoli con le prime lettere dell’alfabeto. L’art. 3 indica 5 Obiettivi Specifici (OS) elencandoli con le prime lettere dell’alfabeto. Per questo motivo si parla di OG 2a e di OS 3a e 3b (corrispondenti all’OG 2a) e così via. La stessa logica di elencazione si applica ai policy field.
Questo approccio viene reso meno chiaro ed evidente dall’introduzione da parte del Consiglio di un nuovo Obiettivo Generale e di un nuovo Obiettivo Specifico.
[2] Questi OS si possono ricondurre all’OG 2a Sostenere l’attuazione della politica di coesione riducendo gli squilibri regionali nell’Unione e il ritardo delle regioni meno favorite e promuovere la Cooperazione Territoriale Europea.
[3] Nel “testo di compromesso” del Consiglio il nome completo del policy field 3b.1 è Rafforzare la base industriale della difesa dell’UE, supportare le infrastrutture di difesa e la mobilità militare, in particolare sviluppando le infrastrutture TEN-T a duplice uso, corridoi per la mobilità e collegamenti mancanti.

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