Il “semestre europeo” e la Raccomandazione del Consiglio sul capitale umano nell’UE

1. Il “semestre europeo”, nato come meccanismo di sorveglianza multilaterale della sostenibilità delle politiche di bilancio degli Stati Membri, pur conservando questo suo mandato di fondo, sta sempre più diventando uno strumento di coordinamento di molteplici politiche pubbliche dell’UE (un meccanismo, quindi, che non vincola solo i “saldi” di finanza pubblica, ma che incide ampiamente anche sulle scelte di finanza pubblica).
La Commissione ha pubblicato il pacchetto autunnale del “semestre europeo” il 25 novembre dello scorso anno. Il pacchetto autunnale, a conferma del ruolo sempre più ampio del “semestre europeo”, conteneva, per la prima volta, una proposta di Raccomandazione del Consiglio sul capitale umano nell’UE.
La proposta è stata approvata dal Consiglio il 9 marzo scorso.
2. La Raccomandazione del Consiglio sul capitale umano nell’UE costituirà certamente un rilevante elemento di riferimento del “pacchetto istruzione” 2026 (“Education Package 2040 Roadmap”) che la Commissione intende pubblicare a novembre 2026, come ricordato nei precedenti post. [1]
La Raccomandazione del Consiglio sul capitale umano di quest’anno e quella del prossimo anno rappresenteranno parimenti dei termini di riferimento del negoziato sul Quadro Finanziario Pluriennale dell’UE e, soprattutto, sui Piani di Partenariato Nazionali e Regionali per il periodo 2028-2034 (Piani nazionali che, quasi certamente, conterranno un capitolo su istruzione e formazione professionale). [2]
3. Il Consiglio rimarca che “la raccomandazione è rivolta a tutti gli Stati Membri” e il suo obiettivo è quello di far fronte alle carenze di competenze in settori strategici, rafforzare le competenze di base e l’istruzione e la formazione professionale (IeFP), migliorare i risultati dell’istruzione terziaria nelle discipline STEM, incrementare gli investimenti pubblici e privati nell’istruzione, nella formazione e nelle competenze e, infine, migliorare l’analisi del fabbisogno di competenze per anticipare le future transizioni nel mercato del lavoro e le professioni emergenti.
4. La Raccomandazione propone sei indirizzi strategici (obiettivi strategici), che si possono raggruppare in tre ambiti di intervento (si veda la figura che segue). [3]
Figura 1 – Missione, ambiti e indirizzi strategici della Raccomandazione del Consiglio sul capitale umano nell’UE
5. L’indirizzo strategico “Investire nell’istruzione, nella formazione e nelle competenze”, come già evidenziato nel precedente post, attesta la consapevolezza delle Istituzioni europee sull’esigenza di rafforzare gli investimenti in istruzione e formazione. Nell’ambito di questo indirizzo strategico (priorità) sono richiesti miglioramenti importanti anche in materia di monitoraggio e valutazione degli investimenti in istruzione (si veda la figura che segue). [4]
Figura 2 – Raccomandazione del Consiglio sul capitale umano nell’UE – Indirizzo strategico
“Investire nell’istruzione, nella formazione e nelle competenze”
[1] Sul nuovo “pacchetto istruzione”, ovviamente, incideranno ampiamente anche l’Iniziativa “Unione delle competenze” (si veda la Comunicazione COM(2025) 90 del 5 marzo 2025) e le due Iniziative direttamente collegate, presentate lo stesso giorno: (i) Action Plan on basic skills (Comunicazione COM(2025) 88); (ii) STEM education strategic plan (Comunicazione COM(2025) 89).
Va ovviamente considerata anche la recente Risoluzione del Consiglio sul secondo ciclo del quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione verso uno spazio europeo dell’istruzione 2026-2030 (Risoluzione C/2026/3720 del 10/07/2026) che propone sei priorità (aree di intervento di riferimento):
• Competenze alfabetiche, matematiche e scientifiche per tutti.
• Sviluppare le competenze digitali e l’educazione civica.
• Apprendimento lungo tutto l’arco della vita e mobilità.
• Rafforzare attrattiva, competenze e motivazioni professionali nel settore dell’istruzione e della formazione.
• Promuovere un’istruzione e formazione professionale (IeFP) eccellente.
• Promuovere un’istruzione superiore (terziaria) europea competitiva.
Inoltre, per ciascuna di queste priorità, propone delle indicazioni chiare sulle azioni e rivede parzialmente la griglia di obiettivi e relativi target da raggiungere nel 2030 già riportata nella Risoluzione del 2021.
[2] L’Allegato V alla proposta di regolamento-quadro su Fondo ‘unico’ per le politiche dell’UE “a gestione concorrente” e Piani di Partenariato Nazionali e Regionali (PPNR) – Comunicazione COM(2025) 565 – riporta un rigido e articolato template per formulare i PPNR, con due blocchi di riferimento (Titolo I e Titolo II), come sintetizza la figura che segue.
A titolo di completezza si ricorda che la proposta di regolamento-quadro iniziale è stata emendata dal Consiglio nel “testo di compromesso” approvato lo scorso mese di giugno.
I PPNR dovranno riportare capitoli (tematici e territoriali) e Misure (investimenti e riforme).
Figura 3 – Struttura dei Piani di Partenariato Nazionali e Regionali per il periodo 2028-2034
[3] L’indirizzo strategico più articolato è certamente “Affrontare le carenze di competenze in settori strategici”. Il Consiglio rimarca che:
• le carenze di competenze su cui concentrare gli sforzi sono quelli in campo scientifico, tecnologico, ingegneristico e matematico – STEM – comprese quelle digitali e in materia di Intelligenza Artificiale;
• i settori di importanza strategica sono quelli che sostengono la competitività e la resilienza, che il Consiglio individua in tecnologie digitali e pulite; economia circolare e decarbonizzazione industriale; salute e biotecnologie, agricoltura, pesca e acquacoltura; bioeconomia, industria della difesa e spazio.
[4] Questo breve articolo è stato realizzato senza il supporto di strumenti di Intelligenza Artificiale.
