«Il nuovo Bauhaus europeo esprime l’ambizione dell’UE di
creare luoghi, prodotti e stili di vita belli, sostenibili e inclusivi.
Promuove un nuovo stile di vita che concilia la sostenibilità con lo stile.»
Commissione Europea – COM (2021) 573 sul New European Bauhaus [1]
1. La difficoltà di accesso dei cittadini europei ad alloggi sostenibili per cause economiche è, al momento, un problema riconosciuto da tutte le Istituzioni europee. [2]
2. Il 16 dicembre scorso la Commissione ha proposto un autentico “pacchetto casa” per affrontare la questione abitativa, nell’ambito del quale l’Iniziativa Affordable housing è il perno di un mosaico complesso di interventi tutti, direttamente o indirettamente, collegati (si veda la figura che segue).
Figura 1 – L’Iniziativa Affordable housing nel più articolato quadro delle politiche europee
3. Il Piano Affordable housing – di cui alla Comunicazione COM(2025)1025 – è articolato in quattro pilastri verticali e un pilastro orizzontale “Azione trasversale sulla governance”. Esso prevede, in totale 10 macro-azioni (si veda la figura che segue). All’interno della macro-azione 3 “Combinare convenienza, sostenibilità e qualità dell’edilizia abitativa”, viene collocata la flaghship action “Rigenerazione dei quartieri attraverso il New Bauhaus Europeo”.
Attraverso il Piano Affordable housing, quindi, viene rilanciata l’Iniziativa sul nuovo Bauhaus europeo che era stata formalmente varata con la Comunicazione COM(2021) 573 Nuovo Bauhaus europeo. Bello, sostenibile, insieme del 15 settembre 2021, ma che era già stata annunciata nell’ambito del Discorso sullo Stato dell’Unione pronunciato dalla Presidente della Commissione von der Leyen di fronte al Parlamento Europeo il 16 settembre 2020, come azione prioritaria della Commissione complementare alla c.d. “Ondata di ristrutturazioni” (si veda il post del 10 maggio 2022 “L’Iniziativa New European Bauhaus”). [3]
Figura 2 – Struttura sintetica dell’Iniziativa Affordable housing
4. La Commissione, lo scorso 16 dicembre, a latere dell’Iniziativa Affordable housing ha presentato due documenti ufficiali intesi a rilanciare il New European Bauhaus (NEB):
• la Comunicazione COM(2025) 1026 dal titolo molto significativo “From vision to implementation”, ma anche alquanto deludente in termini di contenuti (la Comunicazione presenta l’evoluzione di questa Iniziativa, ma non aggiunge molto di più);
• la Comunicazione COM(2025) 1027 recante una Proposta di Raccomandazione del Consiglio che delinea un autentico piano operativo articolato in 8 macro-azioni e 29 flagship actions, ampiamente in linea con l’impostazione originale dell’Iniziativa e con la sua vocazione ambientale.
Il Considerando 1 della Proposta di Raccomandazione evidenzia che “il New European Bauhaus (NEB) mira a implementare la transizione pulita e il Clean Industrial Deal attraverso progetti concreti che migliorino la vita quotidiana attraverso soluzioni che combinano sostenibilità con un buon design, inclusività, accessibilità e convenienza, potenziando l’innovazione negli ecosistemi industriali per sbloccare la competitività, rispettando e promuovendo i diversi luoghi, il patrimonio culturale e la diversità culturale dell’Europa”.
5. Preme evidenziare che il nuovo Bauhaus europeo era stato anche inserito – e non poteva essere altrimenti – quale flagship action del Culture Compass for Europe, presentato dalla Commissione il 12 novembre 2025 (Culture Compass articolato in 4 “key directions” verticali, una “key direction” orizzontale e 20 flagship actions, fra cui appunto una sul “nuovo Bauhaus europeo che promuove il valore trasformativo di arte e cultura per la creatività e l’innovazione”). [4]
6. Francamente non è facile capire cosa sia, oggi, veramente il nuovo Bauhaus europeo. Esso, oggettivamente, all’inizio aveva un’aura innovativa che, oggi, malgrado il tentativo di rilancio, sembra aver perduto.
Se si esaminano congiuntamente messaggio inziale della Comunicazione COM(2025) 1026 e titolo e descrizione del nuovo Bauhaus sia nella Comunicazione sulla “bussola per la cultura” (12 novembre 2025), che in quella su Affordable housing (16 dicembre 2025), sembra delinearsi, nella fase attuale, un triplice ruolo (descritto in termini schematici nella figura che chiude il post):
• uno strumento di capacity building inteso in primo luogo a sostenere un approccio all’ampliamento del patrimonio edilizio e alla riqualificazione di interi quartieri sempre più informato a principi di sostenibilità ambientale (“clean transition”) e di innovazione verde dell’industria delle costruzioni (la Comunicazione COM(2025) 1026 e la Proposta di Raccomandazione del Consiglio così lasciano intendere, sebbene la Proposta di Raccomandazione sia alquanto articolata e si presti a più letture);
• uno strumento che, recuperando lo spirito originario del movimento culturale Bauhaus di Gropius, dovrebbe offrire un orientamento significativo su come individuare risposte innovative alle profonde trasformazioni industriali e sociali di questi anni (va in questa direzione la Comunicazione già citata COM(2021) 753 che delineava la NEB, dove, inter alia, si legge: “come un secolo fa, la questione dei materiali innovativi resta fondamentale. Mentre all’epoca si usavano cemento e acciaio, oggi dobbiamo andare alla ricerca di più materiali basati sulla natura e prodotti in modo sostenibile e sviluppare soluzioni produttive a basse emissioni di carbonio per tutti i materiali. Ciò vale sia per l’edilizia che per la moda, la progettazione, l’arredamento, i trasporti o l’energia”);
• uno strumento più focalizzato sulla promozione dell’arte e della cultura, sul loro potere trasformativo “su creatività e innovazione” e sulle loro esternalità positive (miglioramento del benessere fisico e psicologico delle persone, tutela della coesione sociale e della democrazia e maggiore sostenibilità ambientale), come evidenziato dai due documenti di riferimento della “bussola per la cultura”.
Approfondire le possibili funzioni del NEB è importante in quanto le due Comunicazioni intese a rilanciarlo si profilano come la base operativa per indirizzare gli interventi di sostegno e l’allocazione delle risorse pubbliche per il settore culturale negli anni a venire.
Figura 3 – Le possibili funzioni del New European Bauhaus nel contesto attuale
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[1] Cfr.: Commissione Europea; Nuovo Bauhaus europeo. Bello, sostenibile, insieme; Comunicazione COM(2021) 573 (15.09.2021).
[2] La questione abitativa è stata inserita dalla Commissione nel Programma di lavoro per la legislatura 2024-2029, nell’ambito della priorità “Sostenere le persone, rafforzare le nostre società e il nostro modello sociale”, nei seguenti termini: “dobbiamo affrontare con urgenza la crisi abitativa che colpisce milioni di famiglie e giovani”. Si veda: Linee Guida per la prossima Commissione 2024-2029 della presidente von der Leyen (Europe’s Choice. Political Guidelines for the next European Commission 2024-2029).
Nel corso del 2025 hanno rilasciato diversi contributi molto significativi sia il Comitato Europeo delle Regioni che il Parlamento Europeo. Si veda, in particolare lo studio datato dicembre 2025 Mapping the housing needs in the EU, assessing the impacts of scarcity and providing an overview of relevant EU legislation, elaborato su richiesta della Commissione speciale Housing (HOUS) del Parlamento Europeo.
In Italia, un contributo di ricerca molto utile per inquadrare la questione abitativa è stato rilasciato lo scorso autunno dalla Fondazione IFEL (L’offerta di abitazioni in Italia. Un quadro generale).
[3] Nella Comunicazione COM(2020) 662 del 16 ottobre 2020 su “Ondata di ristrutturazioni” il nuovo Bauhaus europeo viene inserito fra le 23 azioni-chiave riportate nell’Allegato (l’azione-chiave, specificamente, è denominata “Creazione di una piattaforma creativa per il Bauhaus europeo per combinare la sostenibilità con l’arte e il design”).
[4] La nuova “bussola per la cultura” è stata presentata il 12 novembre 2025 e, di fatto, verte su:
• la Joint Communication di Consiglio, Parlamento Europeo e Commissione “Europe for Culture – Culture for Europe” – disponibile solo in inglese – che delinea visione e obiettivi di missione della “bussola per la cultura”;
• la Comunicazione – disponibile solo in inglese – “Culture Compass for Europe” (la Comunicazione non riporta gli estremi canonici, ossia numero identificativo e data di rilascio), che costituisce una sorta di piano operativo. In merito, va anche aggiunto che non è chiaro se, più avanti, il Consiglio rilascerà una nuova Risoluzione con un Piano pluriennale per sostenere il settore culturale (attualmente è in vigore il Piano 2023-2026), oppure se la Comunicazione della Commissione costituirà di fatto l’unico Piano operativo per i prossimi anni.







