La recente Risoluzione del Consiglio che rilancia lo spazio europeo dell’istruzione

 

1. Nei mesi scorsi ho dedicato diversi post alle politiche per la competitività dell’UE (sempre più centrali nell’agenda politica dell’UE) e al conseguente progressivo rafforzamento della “dimensione industriale” della politica di coesione (sia quella del periodo 2021-2027, che quella delineata dalla Commissione con le proposte sui Piani di Partenariato Nazionali e Regionali e sul FESR nel periodo 2028-2034).
La Commissione ha anche avanzato una specifica proposta regolamentare sul Fondo Sociale Europeo (FSE). La Comunicazione COM(2025) 558 che delinea ruolo e funzioni del FSE prevede, tra l’altro, la conferma della centralità dell’ambito di intervento Istruzione e Formazione Professionale (IeFP).
2. A fronte degli effetti dirompenti dell’Intelligenza Artificiale (IA) e di altre nuove tecnologie sempre più rilevanti per la competitività sui sistemi produttivi europei sulla domanda di profili professionali, nei prossimi anni il FSE avrà un ruolo fondamentale nel reindirizzare ampiamente i sistemi di IeFP verso la formazione di nuove figure formative in grado di utilizzare i “sistemi di IA” e le nuove tecnologie essenziali “per l’economia di domani” (espressione molto efficace utilizzata nella Comunicazione della Commissione COM(2025) 30 sulla “bussola per la competitività”).
3. Tale questione è oggetto di un interessante confronto di idee a livello di Istituzioni europee.
A tale riguardo vorrei ricordare che il 10 luglio scorso è stata pubblicata sulla GUUE la Risoluzione del Consiglio C/2026/3720, ossia la Risoluzione sul secondo ciclo del quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione verso uno spazio europeo dell’istruzione e oltre (2026-2030).
4. La Risoluzione, di fatto, conferma la centralità dell’obiettivo dello “spazio europeo dell’istruzione” nell’agenda politica unionale e del quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione quale “meccanismo di coordinamento aperto” delle politiche degli Stati Membri in materia di capitale umano.
Il Consiglio rimarca che «il quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione sarà il principale strumento per sostenere e realizzare lo spazio europeo dell’istruzione, nel pieno rispetto del suo approccio olistico e, se del caso, in sinergia con l’Unione delle competenze» (p. 3).
Il Consiglio propone sei priorità per il ciclo 2026-2030:
• Competenze alfabetiche, matematiche e scientifiche per tutti.
• Sviluppare le competenze digitali e l’educazione civica.
• Apprendimento lungo tutto l’arco della vita e mobilità.
• Rafforzare attrattiva, competenze e motivazioni professionali nel settore dell’istruzione e della formazione.
• Promuovere un’istruzione e formazione professionale (IeFP) eccellente.
• Promuovere un’istruzione superiore (terziaria) europea competitiva.
Propone parimenti 14 indicatori per monitorare gli esiti dell’attuazione da parte degli Stati Membri di interventi sempre più coordinati grazie al quadro strategico per la cooperazione europea nell’ambito IeFP.
5. Alla base dello spazio europeo per l’istruzione vi è la Comunicazione della Commissione COM(2020) 625 del 30 settembre 2020 che ne fissava le sei dimensioni strategiche:
• qualità dell’istruzione e della formazione;
• inclusione e parità di genere anche nei sistemi di istruzione;
• duplice transizione digitale e verde;
• insegnanti e formatori;
• educazione terziaria;
• dimensione geopolitica. [2]
6. Gli indirizzi della Commissione sullo spazio europeo per l’istruzione hanno trovato l’avallo giuridico del Consiglio con le due seguenti Risoluzioni che, di fatto, hanno indirizzato ampiamente azioni dell’UE, meccanismi di cooperazione istituzionale e dibattito sull’IeFP nell’ultimo quinquennio:
Risoluzione del Consiglio 2021/C 66/01 (GUUE 26.02.2021) – Risoluzione su un quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione verso uno spazio europeo dell’istruzione e oltre (2021-2030).
Risoluzione del Consiglio 2021/C 497/01 (GUUE 10.12.2021) – Risoluzione del Consiglio relativa alla struttura di governance del quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione verso uno spazio europeo dell’istruzione e oltre (2021-2030). [3]
7. Per capire meglio portata e risultati maturati finora dell’azione unionale per realizzare lo spazio europeo per l’istruzione bisogna tenere a mente alcune iniziative (agende di policy) dell’UE dell’ultimo quinquennio che si possono considerare complementari e, sulla base di queste, individuare anche le principali Iniziative complementari rilevanti fino al 2030 (si veda la figura che segue).

Figura 1 – Iniziative dell’UE complementari allo spazio europeo dell’istruzione
nel periodo 21-25 e nel periodo 26-30

8. Per capire meglio le possibili iniziative complementari rilevanti fino al 2030 bisognerà attendere il prossimo mese di novembre, quando, stando agli annunci della Commissione, sarà pubblicato un articolato “pacchetto istruzione”.
9. Fra le sei priorità che il Consiglio propone per il ciclo 2026-2030 del quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione quelli più rilevanti per cercare di fronteggiare i crescenti divari fra domanda e offerta di lavoro nei settori produttivi più rilevanti “per l’economia di domani” sono certamente i primi due (Competenze alfabetiche, matematiche e scientifiche per tutti e Sviluppare le competenze digitali e l’educazione civica).
10. In particolare, appare scontato che il dibattito sugli effetti dell’IA su sistemi e processi produttivi e quello sugli effetti dell’IA sul rinnovamento di contenuti e processi educativi del sistema di IeFP condizioneranno ampiamente:
• i contenuti del nuovo “pacchetto istruzione” della Commissione (la cui pubblicazione, come già accennato, è prevista per novembre); [4]
• priorità e azioni del FSE per l’ambito di intervento istruzione e formazione. [5]

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[1] Sul rafforzamento della “dimensione industriale” della politica di coesione mi sia consentito rimandare a due contributi di analisi che ho presentato nel corso della Conferenza annuale dell’Associazione Italiana per le Scienze Regionali (AISRe) che si è tenuta a Firenze dal 24 al 26 giugno:
Bonetti A. (con Bagarani M.), Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2028-2034: è possibile una politica industriale per la sicurezza e la difesa a livello regionale?,
Bonetti A., L’onda lunga del Regolamento STEP sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2028-2034.
[2] La Comunicazione della Commissione COM(2020) 625 del 30 settembre 2020 riportava anche i seguenti obiettivi quantitativi:
• la percentuale di quindicenni con scarsi risultati in lettura, matematica e scienze dovrebbe essere inferiore al 15%;
• la percentuale di discenti all’ottavo anno della scuola dell’obbligo con scarsi risultati in alfabetizzazione informatica dovrebbe essere inferiore al 15%;
• almeno il 98 % dei bambini di età compresa tra i 3 anni e l’età di inizio dell’istruzione primaria obbligatoria dovrebbe partecipare all’educazione della prima infanzia;
• la percentuale di persone di età compresa tra i 20 e i 24 anni in possesso di almeno un titolo di istruzione secondaria superiore dovrebbe essere del 90%;
• la percentuale di persone di età compresa tra i 30 e i 34 anni in possesso di un diploma di istruzione terziaria dovrebbe essere almeno del 50%.
[3] A titolo di completezza va ricordato che il Consiglio ha rilasciato anche:
• una Risoluzione nel 2023 che aveva già ribadito la rilevanza dello spazio europeo dell’istruzione (Risoluzione del Consiglio concernente lo Spazio europeo dell’istruzione: guardando al 2025 e oltre);
• diverse Raccomandazioni “tematiche” su come migliorare i sistemi di IeFP e su come migliorare la digitalizzazione dei processi e dei contenuti formativi.
[4] Sul nuovo “pacchetto istruzione”, ovviamente, incideranno anche l’Iniziativa “Unione delle competenze” (si veda la Comunicazione COM(2025) 90 del 5.03.2025) e le due Iniziative direttamente collegate, presentate lo stesso giorno: (i) Action Plan on basic skills (Comunicazione COM(2025) 88); (ii) STEM education strategic plan (Comunicazione COM(2025) 89).
[5] Per quanto concerne il dibattito su IA e rinnovamento dei processi formativi si vedano:
Ministero dell’Istruzione e del Merito, Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle Istituzioni scolastiche (DM n. 166 del 9 agosto 2025).
OECD, Fondazione Agnelli, AI adoption in the education system. International insights and policy considerations for Italy, Paris, 2025.
OECD, OECD digital education outlook 2026. Exploring effective use of generative AI in education, Paris, 2026.