La Strategia europea per la sicurezza economica e la Strategic Technologies for Europe Platform

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«A new world of regions is emerging,
where state-backed economic expansion provokes defensive counter-reactions.
Technological spill overs from foreign firms are channelled to domestic industrial bases.»
Scott Lavery (2024, p. 348) [1]

Bideneconomics” e Strategia europea per la sicurezza economica

1. Il nuovo corso della politica industriale europea sempre più incentrato su “autonomia strategica aperta” e rafforzamento della base industriale e tecnologica di difesa europea – si veda il post del 10 aprile scorso – viene delineato soprattutto dall’Iniziativa “Strategia europea per la sicurezza economica”, proposta da Commissione e Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza il 20 giugno 2023 (si veda la Joint Communication JOIN(2023) 20 del 20/06/2023).
2. L’UE che, nel corso del 2023, ha avviato una serie di Iniziative “inward-looking” intese a rafforzare la dimensione industriale del Green Deal europeo avviato a dicembre 2019 quale Iniziativa di riferimento del I mandato di Ursula von der Leyen alla guida della Commissione e a fronteggiare le conseguenze economiche “di lungo corso” della pandemia e quelle del conflitto in Ucraina ed altre “outward-looking“, volte a replicare alla politica industriale “dirigista” della Cina e degli Stati Uniti sotto l’Amministrazione Biden 2021-2024. [2]
L’Amministrazione Biden, infatti, per contrastare la crescita economica e geo-politica della Cina e rilanciare il settore manifatturiero, dopo la pandemia ha varato quattro diverse strategie di sostegno – American Rescue Action Plan (2021); Infrastructure Investment and Jobs Act (2021); Inflation Reduction Act (2022) e Chips and Science Act (2022) – che hanno influenzato ampiamente il cambio di passo delle politiche pubbliche dell’UE nel primo semestre del 2023 (si veda la figura che segue), imperniato su:
• l’Iniziativa Green Deal Industrial Plan, presentata il 1° febbraio 2023 e le Iniziative direttamente correlate sulla produzione di tecnologie “a zero emissioni nette”, sull’approvvigionamento di “materie prime critiche” e sulla riforma del mercato dell’energia (tutte presentate a marzo 2023);
• la Strategia europea per la sicurezza economica, presentata dalla Commissione e dall’Alto Rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza il 20 giugno 2023, a cui va direttamente collegata la Raccomandazione della Commissione relativa ai settori tecnologici critici per la sicurezza economica dell’UE (Raccomandazione C(2023) 6689 del 3/10/2023), i quali vengono raggruppati in dieci grandi aree tecnologiche;
• la proposta di regolamento sulla Strategic Technologies for Europe Platform (STEP), presentata anch’essa il 20 giugno 2023, con la Comunicazione della Commissione COM(2023) 335.

Figura 1 – “Bideneconomics” e conseguente deciso rafforzamento, nel 2023,
della politica industriale “dirigista” dell’UE

 

Strategia europea per la sicurezza economica e Strategic Technologies for Europe Platform

3. La Strategia europea per la sicurezza economica, presentata dalla Commissione e dall’Alto Rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza il 10 giugno 2023, si può considerare il principale catalizzatore della nuova fase della politica industriale del I mandato di Ursula von der Leyen alla guida della Commissione.
Come si evince dalla tabella che segue, essa si fonda su
• tre Priorità (promozione della competitività; protezione dai rischi per la sicurezza economica; partenariati);
• quattro aree di rischio che evidenziano in modo nitido quanto la nuova politica industriale europea, dopo l’invasione dell’Ucraina, sia sempre più condizionata da un nuovo (dis)ordine geopolitico internazionale in cui vecchie e nuove potenze perseguono la leadership tecnologica per supportare quella militare e dalla conseguente necessità di rafforzare “autonomia” e “sovranità tecnologica”;
• i principi di “proporzionalità” e “precisione” degli strumenti di de-risking.

Figura 2 – Strategia europea per la sicurezza economica varata nel 2023

I passi successivi del percorso di consolidamento di questa strategia sono stati:
• il rilascio – 3 ottobre 2023 – della Raccomandazione della Commissione relativa ai settori tecnologici critici per la sicurezza economica dell’UE (Raccomandazione C(2023) 6689 del 3/10/2023;
• il rilascio – 24 gennaio 2024 – della Comunicazione su cinque nuove iniziative intese a rafforzare la sicurezza economica, fra cui spiccano una per potenziare il controllo degli IDE e una per rafforzare la sicurezza delle attività di ricerca e di trasferimento tecnologico;
• l’approvazione del Regolamento che istituisce la Strategic Technologies for Europe Platform – STEP (Reg. (UE) 2024/795 del 29 febbraio 2024), che verrà poi emendato dal Reg. (UE) 2025/2653 del 19/12/2025 (“mini-omnibus della difesa”);
l’aggiornamento, il 3 dicembre 2025, della Strategia europea per la sicurezza economica per renderla più pro-attiva e per ampliare il novero dei rischi di riferimento (si veda la Comunicazione congiunta della Commissione e dell’Alto Rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza JOIN(2025) 977 del 3/12/2025 “Strengthening EU Economic security”). [3]
4. Fra questi passi successivi, quello più significativo è l’approvazione del Regolamento sulla STEP.
L’art. 2 del Reg. (UE) 2024/795 delinea per la STEP l’obiettivo generale di rafforzare l’autonomia strategica e la competitività dell’Unione e i seguenti due obiettivi specifici: (i) sostenere lo sviluppo o la fabbricazione di tecnologie critiche in tutta l’Unione, o salvaguardare e rafforzare le rispettive catene del valore; (ii) affrontare le carenze di manodopera e di competenze essenziali per tutti i tipi di posti di lavoro di qualità, in particolare attraverso progetti di apprendimento permanente e di istruzione e formazione.
Le tecnologie strategiche critiche vengono raggruppate in tre cluster: (i) tecnologie digitali e innovazione delle tecnologie deep tech (microelettronica, intelligenza artificiale, quantum computing, edge computing e altre molto avanzate); (ii) tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse (segnatamente tecnologie “a zero emissioni nette” ex Reg. (UE) 2024/1735 del 13 giugno 2024); (iii) biotecnologie (le tecnologie strategiche sono ampiamente in linea con quelle indicate nell’Allegato alla Raccomandazione C(2023) 6689 del 3/10/2023, per cui il Reg. (UE) 2024/795 si può considerare lo strumento di finanziamento della Strategia per la sicurezza economica). [4]
Il Reg. (UE) 2025/2653 del 19/12/2025 ha aggiunto un quarto cluster “tecnologie di difesa”.
Il Reg. (UE) 2024/795 è molto importante anche per capire l’evoluzione recente della politica di coesione e per capire gli interventi che essa finanzierà nel periodo 2028-2034, dal momento che:
• ha ampiamente condizionato il “riesame intermedio” dei Programmi 2021-2027 terminato a fine dicembre 2025, segnatamente di quelli cofinanziati dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), “riesame intermedio” che ha tenuto anche conto, ovviamente, dell’Iniziativa Competitiveness Compass (“bussola per la competitività”) e della articolata proposta di “modernizzazione della politica di coesione”, avanzata il 1° aprile 2025 e il cui iter legislativo, per quanto concerne il FESR si è concluso il 18 settembre 2025 con l’approvazione del Reg. (UE) 2025/1914;
• è destinato a condizionare ampiamente la programmazione degli interventi del FESR 2028-2034, come si argomenterà meglio nei prossimi post.

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[1] Lavery S. (2024), Rebuilding the fortress? Europe in a changing world economy, Review of International Political Economy, 31:1, 330-353, DOI: 10.1080/09692290.2023.2211281.
[2] Sulla “Bideneconomics” si vedano: Gansauer G. (2024), For growth or equity: A taxonomy of ‘Bidenomics’ place-based policies and implications for US regional inequality. Regional Studies, 59(1). https://doi.org/10.1080/ 00343404.2024.2399802; Mariotti S. (2025), “Open strategic autonomy” as an industrial policy for the EU competitiveness and growth: the good, the bad or the ugly? Journal of Industrial and Business Economics, 52, 1 – 26.
[3] La nuova versione della Strategia per la sicurezza economica proposta il 3 dicembre 2025 individua le seguenti sei grandi aree di rischio tecnologiche e militari:
• ridurre le dipendenze strategiche da beni e servizi;
• attrarre investimenti sicuri nell’UE;
• sostenere un’industria europea della difesa e dello spazio dinamica (e altri settori industriali critici);
• garantire la leadership dell’UE in tutte le tecnologie critiche;
• proteggere le informazioni e i dati sensibili;
• proteggere le infrastrutture critiche europee.
[4] In merito ai tre cluster originari della STEP si segnala il Regolamento delegato (UE) 2025/1463 della Commissione del 23/05/2025, che ha presentato in termini più dettagliati le sottocategorie delle tecnologie “a zero emissioni nette” e l’elenco dei componenti specifici utilizzati per queste tecnologie di cui al Reg. (UE) 2024/1735 e che il 16 dicembre scorso la Commissione ha avanzato una Proposta di Regolamento per rafforzare il settore biotecnologico e della bio-manifattura, ribadendo che essi sono fondamentali per competitività europea, autonomia strategica e sicurezza economica. Pochi mesi prima (2 luglio 2025) la Commissione aveva già lanciato l’Iniziativa Life Science Europe (Strategia europea per le scienze della vita).

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