«WAR IS PEACE.
SLAVERY IS FREEDOM.
IGNORANCE IS STRENGTH»
(Key-slogans of the Party)
George Orwell – 1984
1. Il FESR, come disposto dall’art. 1 della proposta di regolamento sul FESR e sul Fondo di Coesione ex COM(2025) 552 per il periodo 2028-2034, sarà lo strumento di finanziamento di riferimento dei 13 policy field dei due Obiettivi Specifici dell’Obiettivo Generale OG 2a Ridurre gli squilibri regionali e l’arretratezza delle regioni meno favorite e promuovere la cooperazione territoriale europea dei Piani di Partenariato Nazionali e Regionali (PPNR):
OS 3a Promuovere la prosperità sostenibile dell’Unione in tutte le regioni (10 policy field);
OS 3b Promuovere la sicurezza e le capacità di difesa dell’Unione in tutte le regioni (3 policy field di fatto del tutto nuovi per la politica di coesione come conosciuta finora). [1]
Il primo di questi OS è assolutamente in linea con la politica di coesione. Il secondo no (si veda la figura 1).
Il nuovo OS 3b Promuovere la sicurezza e le capacità di difesa dell’Unione in tutte le regioni è un elemento di novità assoluta per la politica di coesione e deve essere ancora “costruito”.
Fig. 1 – Obiettivi Specifici e policy field dei
Piani di Partenariato Nazionali e Regionali 2028-2034 sostenuti dal FESR
2. In un mondo in cui i tre slogan del Partito che domina il desolato e disumano mondo tratteggiato da Orwell in “1984” sembrano essere il mantra delle relazioni interpersonali e di quelle internazionali, personalmente mi ostino a ritenere che la conoscenza sia “forza”. Pertanto, invece di piegarmi allo slogan “ignorance is strength”, continuo a seguire il messaggio di una frase celebre attribuita ad Abraham Lincoln: “I will study and prepare and someday my opportunity will come”.
In questa fase, nello specifico, cerco di capire come la Commissione vorrebbe “costruire” l’OS 3b Promuovere la sicurezza e le capacità di difesa in tutte le regioni e, quindi, quali tipologie di investimenti potrebbero essere finanziate.
3. Aggiungo che per capire le nuove direttrici strategiche del FESR post 2027 – specialmente nel caso del nuovo OS 3b – ci vuole tanta determinazione e anche un pizzico di fantasia, dato che, come già discusso in post precedenti:
• le proposte ufficiali della Commissione in vari punti sono, oggettivamente, alquanto ermetiche e nel caso del FESR, la proposta di regolamento ex COM(2025) 552 non riporta neanche l’indicazione di azioni (costi) “ammissibili” e “non ammissibili” (il Reg. (UE) 2021/1058 riporta chiaramente gli interventi ammissibili nell’art. 5 e quelli non ammissibili nell’art. 7. Articoli equivalenti non si ritrovano nella proposta di regolamento per il periodo 2028-2034);
• un utile riferimento programmatico è certamente costituito dai “settori di intervento” (“campi di intervento”) riportati nell’Allegato I alla proposta di regolamento che stabilisce un quadro di tracciamento della spesa di bilancio e della performance del bilancio e altre norme orizzontali per i programmi e le attività dell’Unione (ex COM(2025) 545). Il nodo della questione è che la loro formulazione è alquanto vaga e si fatica a capire cosa davvero si potrebbe finanziare. I “settori di intervento”, infatti, vengono definiti come una categoria standardizzata e predefinita utilizzata per classificare le attività sostenute. [2]
4. Per capire meglio quali possibili azioni potrebbero essere finanziate nell’ambito di alcuni policy field dell’OS 3a Promuovere la prosperità sostenibile in tutte le regioni e nell’ambito dell’OS 3b Promuovere la sicurezza e le capacità di difesa in tutte le regioni vanno via via esaminate le nuove proposte in materia di sicurezza e capacità di difesa dell’UE (e capite meglio alcune Iniziative lanciate dalla Commissione a partire da marzo 2025). In merito, ricordo ancora che nell’ultimo trimestre del 2025 vi sono stati passi in avanti rilevanti nella definizione di una strategia europea per la difesa sempre più proattiva:
• la Commissione e l’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza Comune (PSC), il 16 ottobre scorso, hanno rilanciato il piano operativo per dare corso al Libro Bianco sulla difesa – European Defence Readiness 2030 – che era stato presentato il 19 marzo scorso [3]
• la Commissione e l’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la PSC, il 19 novembre scorso, hanno rilanciato l’Iniziativa “Mobilità militare” (“Military Mobility Package 2025”); [4]
• la Commissione e l’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la PSC, il 3 dicembre scorso, hanno rilanciato la “strategia per la sicurezza economica europea” (già varata nel 2023); [5]
• è stato approvato dai co-legislatori europei il Reg. (UE) 2025/2643 che chiude il lunghissimo iter legislativo della proposta sulla strategia per l’industria europea della difesa (European Defence Industry Strategy – EDIS) e sul Programma per l’Industria Europea della Difesa (European Defence Industry Programme – EDIP), che era iniziato con la Comunicazione della Commissione COM(2024) 150 del 5 marzo 2024;
• è stato approvato dai co-legislatori europei il Reg. (UE) 2025/2653, che disciplina “l’incentivazione di investimenti nel settore della difesa nell’ambito del bilancio dell’UE per attuare il piano ReArm Europe”, che, inter alia, modifica il Regolamento sulla Strategic Technologies for Europe Platform (STEP) del 2024 e la relativa Nota di orientamento sulle “tecnologie strategiche critiche”. [6]
5. Il Reg. (UE) 2025/2643 del 16 dicembre 2025 (Regolamento EDIP) razionalizza una serie di interventi, più o meno emergenziali, varati nel triennio 2023-2025 per rafforzare la “base industriale e tecnologica di difesa europea” (European Defence Technological and Industrial Base – EDTIB) e, quindi, inciderà ampiamente sul consolidamento di una politica industriale europea sempre più proattiva. Prometto ai miei 25 lettori che cercherò di capire meglio la sua struttura e la sua possibile influenza sulla programmazione FESR 2028-2034, ma si tratta di un “regolamento-quadro” estremamente articolato che fornisce la base giuridica di un “programma-quadro” e, quindi, una sua attenta analisi richiede tempo. [7]
6. Il Reg. (UE) 2025/2653 del 19 dicembre 2025, invece, è un regolamento “enabler”, nel senso che, analogamente al Regolamento STEP (Reg. (UE) 2024/795) si limita a emendare i Regolamenti di alcuni Programmi già operativi per indirizzare maggiormente le loro azioni verso gli obiettivi di autonomia strategica e di difesa e prontezza militare. [8]
7. Il Reg. (UE) 2025/2653 – “mini-omnibus della difesa” – è assolutamente un “segno dei tempi”, dato che è permeato dalla nuova priorità trasversale della politica europea che è il rafforzamento della capacità di difesa, ossia dell’apparato militare (si vedano i Considerando 1 e 2 sulla strategia dell’UE per potenziare ricerca e innovazione dual-use e la sovranità digitale e sul rafforzamento della base industriale e tecnologica di difesa europea). In questa luce è emblematico il Considerando 13 inerente al Programma Digitale Europeo (quello per il quale sono previste le modifiche più numerose). Questo Considerando sottolinea che “il Programma dovrebbe puntare a sostenere, in particolare, progetti, servizi e competenze con potenziali applicazioni a duplice uso nell’ambito di tutti i suoi obiettivi specifici”.
Questa considerazione, a dire il vero, vale ormai per tutti i Programmi di spesa e le politiche pubbliche dell’UE che concernono ricerca e innovazione, sostegno alla competitività della base produttiva e trasformazione digitale.
Per questo motivo il Reg. (UE) 2025/2653 fornisce una solida base per cercare di prevedere quali tipologie di intervento verranno finanziati a valere dei due Obiettivi Specifici dell’Obiettivo Generale 2a dei Piani di Partenariato Nazionali e Regionali 2028-2034.
8. Peraltro, il Regolamento “mini-omnibus della difesa” ha il grande merito di esplicitare in termini più chiari che mai come la strategia europea per la difesa sia strutturata su due pilastri:
- investimenti sulla competitività con interventi di sostegno alla ricerca e all’innovazione sempre più orientati a tecnologie e prodotti dual-use e alla “strategia per l’industria europea della difesa” (European Defence Industry Strategy – EDIS);
- investimenti sulla rete infrastrutturale ampiamente orientati alla preparedness, alla prevenzione e gestione dei rischi e alla difesa europea, che poggerà soprattutto sulla modifica al Regolamento sulla Trans European transport Network operata a giugno 2024 (ex Reg. (UE) 2024/1679 del 13 giugno 2024) e su una politica dei trasporti europea sempre più orientata a una loro funzione duale – civile e militare – delineata dal “Military Mobility Package 2025”). [9]
9. Il primo pilastro della strategia, che combina sempre di più sostegno alla competitività produttiva e strategia per l’industria europea della difesa, si può ulteriormente articolare in tre blocchi, come si evince chiaramente dal Considerando 1 del Reg. (UE) 2025/2653 (si veda la figura che segue):
• investimenti di sostegno a ricerca, innovazione e sviluppo sempre più orientati a tecnologie e prodotti a duplice uso;
• interventi per supportare la sovranità digitale europea; [10]
• investimenti volti specificamente a sostenere la base industriale e tecnologica di difesa europea (European Defence Technological and Industrial Base – EDTIB).
Fig. 2 – La strategia europea per la sicurezza e la difesa
[1] L’art. 2 della proposta di Regolamento sul Fondo “unico” per le politiche strutturali 2028-2034 ex Comunicazione COM(2025) 565 prevede che esso persegua cinque grandi Obiettivi Generali (OG). Questi sono elencati con le prime lettere dell’alfabeto.
Il primo di questi – OG 2a Ridurre gli squilibri regionali e l’arretratezza delle regioni meno favorite e promuovere la cooperazione territoriale europea – corrisponde, di fatto, alla missione della politica di coesione. Esso, a sua volta, si divide in due Obiettivi Specifici (OS).
L’art. 3 indica 5 Obiettivi Specifici (OS) elencandoli con le prime lettere dell’alfabeto.
Per questo motivo si parla di OG 2a e di OS 3a e 3b (corrispondenti all’OG 2a) e così via.
La stessa logica di elencazione si applica ai policy field.
[2] In continuità con la programmazione 14-20 e quella corrente, la vera “unità minima di programmazione” sarà costituita non dalle azioni inserite nei PPNR, bensì dai “settori di intervento” (“campi di intervento”) riportati nell’Allegato I alla proposta di regolamento che stabilisce un quadro di tracciamento della spesa di bilancio e della performance del bilancio e altre norme orizzontali per i programmi e le attività dell’Unione (ex COM(2025) 545).
L’Allegato I consiste in una tabella le cui colonne riportano:
• il settore strategico (livello 1);
• il settore strategico (livello 2);
• il campo di intervento;
• il contributo di ogni campo di intervento a: (i) la mitigazione dei cambiamenti climatici; (ii) l’adattamento ai cambiamenti climatici; (iii) gli obiettivi ambientali; (iv) gli obiettivi sociali;
• gli indicatori di realizzazione;
• gli indicatori di risultato.
[3] Si veda la Joint Communication JOIN(2025) 27 Preserving Peace. Defence readiness Roadmap 2030.
A titolo di completezza, si ricorda che il 19 novembre scorso è stata rilasciata la Comunicazione della Commissione recante proposte per promuovere innovazione radicale nell’industria della difesa – COM(2025) 845 EU Defence Industry Transformational Roadmap: Unleashing Disruptive Innovation for Defence Readiness del 19.11.2025.
[4] Sul Military Mobility Package 2025 si vedano:
• Comunicazione congiunta della Commissione e dell’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza Comune (PSC) recante la proposta di un’Iniziativa sulla mobilità militare – JOIN(2025) 846 del 19.11.2025 (Military Mobility);
• Comunicazione della Commissione recante una proposta di regolamento su un quadro di misure per facilitare il trasporto di militari e relativi equipaggiamenti – COM(2025) 847 del 19.11.2025.
[5] I documenti di strategia di riferimento dell’Iniziativa per la sicurezza economica del 3.12.2025 sono:
• Comunicazione congiunta della Commissione e dell’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza Comune (PSC) recante una proposta dettagliata intesa a rafforzare la strategia dell’UE per la sicurezza economica – JOIN(2025) 977 del 3.12.2025 (Strengthening EU Economic security);
• Comunicazione della Commissione recante la proposta di un’Iniziativa per rafforzare ulteriormente l’autonomia strategica dell’UE e la sicurezza del mercato interno (RESourceEU) – COM(2025) 945 RESourceEU Action Plan del 3.12.2025, a cui è associata anche una proposta di emendamento al Reg. (UE) 2024/1252 (Critical Raw Materials Act sulle materie prime strategiche).
Questa Iniziativa si configura come una sorta di braccio operativo dell’Iniziativa European Defence Readiness 2030 e costituisce un ulteriore tassello della “militarizzazione” della nuova politica industriale dell’UE.
[6] Il 13 maggio 2024 era stata pubblicata sulla GUUE la Comunicazione della Commissione C/2024/3209 “Nota di orientamento relativa a talune disposizioni del Reg. (UE) 2024/795 che istituisce la Piattaforma per le Tecnologie Strategiche per l’Europa – “STEP”. Tale Nota puntualizza quali siano i “settori tecnologici STEP” che, com’è noto, nel Regolamento del 29.02.2024 erano delineati in termini generali.
Il Regolamento sugli investimenti nel settore della difesa del 19 dicembre – pubblicata sulla GUUE del 22 dicembre scorso – disponeva che quella Nota venisse aggiornata dalla Commissione entro il prossimo 24 febbraio in modo da chiarire quali siano gli investimenti finanziabili nell’ambito del quarto cluster “tecnologie della difesa”. Questo aggiornamento è stato già effettuato e pubblicato sulla GUUE il 23 dicembre scorso (si veda la Comunicazione della Commissione C/2025/6798 “Seconda Nota di orientamento sulla piattaforma per le tecnologie strategiche per l’Europa – STEP”).
[7] Preme ricordare che la Corte dei Conti Europea nella Special Opinion 2/2025 inerente alla c.d. proposta di “modernizzazione” della politica di coesione ha rimarcato come essa non riporti riferimenti all’esigenza di un coordinamento fra interventi della politica di coesione dedicati alla coesione e quelli del Programma l’Industria Europea della Difesa (EDIP), il che implica il rischio di investimenti che si sovrappongono (si veda il paragrafo 19).
[8] Il Reg. (UE) 2025/2653, nel dettaglio, modifica i seguenti Regolamenti:
• Reg. (UE) 2021/694 del 29 aprile 2021, che istituisce il Programma Europa Digitale (Digital Europe Programme).
• Reg. (UE) 2021/695 del 28 aprile 2021, che istituisce il programma quadro di ricerca e innovazione Orizzonte Europa (a questa modifica si associa anche una modifica del Regolamento Finanziario intesa a facilitare il riutilizzo delle risorse non spese dai programmi annuali o biennali di attuazione di orizzonte Europa).
• Reg. (UE) 2021/697 del 29 aprile 2021, che istituisce il Fondo Europeo per la Difesa.
• Reg. (UE) 2021/1153 del 7 luglio 2021, che istituisce il Meccanismo per Collegare l’Europa (Connecting Europe Facility).
• Reg. (UE) 2024/795 del 29 febbraio 2024, che istituisce la STEP.
Si ricorda che nell’ambito del Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2021-2027 approvato a dicembre 2020 l’unico vero strumento di sostegno all’industria della difesa è il Fondo Europeo della Difesa (FED), disciplinato dal Reg. (UE) 2021/697.
[9] Sull’evoluzione degli interventi per sostenere la mobilità militare (avviati già nel 2017) e sui suoi limiti ha rilasciato, nel 2025, uno Special Report la Corte dei Conti Europea (Special Report 4/2025 “Mobilità militare nell’UE. Velocità massima non raggiunta a causa di carenze di progettazione e problemi di percorso”).
[10] Sulla strategia europea per la sovranità digitale si vedano: European Commission (2025), State of Digital Decade2025: keep building the EU’s sovereignty and digital future; SWD(2025) 290, 16.06.2025; Di Marco D., Thabit S., Kotsev A., Christensen A., Minghini M. et al., Open but Not Powerless: Towards a Common Understanding of EU Digital Sovereignty, European Commission ISPRA, 2025, JRC144908.







