«Digital sovereignty has emerged as a central concept in contemporary policy and academic discussions.
Policymakers increasingly use it as a tool to shape agendas and define strategic
goals, yet scholars continue to struggle with its precise definition.»
Samuele Fratini (2025, p. 3) [1]
La Strategic Technologies for Europe Platform
1. L’articolo 2 del Reg. (UE) 2024/795 delinea per la Strategic Technologies for Europe Platform (STEP) l’obiettivo generale di rafforzare l’autonomia strategica e la competitività dell’Unione e i seguenti due obiettivi specifici: (i) sostenere lo sviluppo o la fabbricazione di tecnologie critiche in tutta l’Unione, o salvaguardare e rafforzare le rispettive catene del valore; (ii) affrontare le carenze di manodopera e di competenze essenziali per tutti i tipi di posti di lavoro di qualità, in particolare attraverso progetti di apprendimento permanente e di istruzione e formazione.
Le tecnologie strategiche critiche vengono raggruppate in tre cluster: (i) tecnologie digitali e innovazione delle tecnologie deep tech (microelettronica, intelligenza artificiale, quantum computing, edge computing e altre molto avanzate); (ii) tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse (segnatamente tecnologie “a zero emissioni nette” ex Reg. (UE) 2024/1735 del 13 giugno 2024); (iii) biotecnologie.
2. Le tecnologie strategiche sono ampiamente in linea con quelle indicate nell’Allegato alla Raccomandazione C(2023) 6689 del 3/10/2023 (Raccomandazione della Commissione relativa ai settori tecnologici critici per la sicurezza economica dell’UE) come delineata dalla Strategia europea per la sicurezza economica varata a giugno 2023, per cui il Reg. (UE) 2024/795. Pertanto, il «Regolamento STEP» si può considerare lo strumento di finanziamento della Strategia per la sicurezza economica (discussa nel precedente post del 20 aprile). [2]
Il «Regolamento STEP» sostiene lo sviluppo e la fabbricazione delle tecnologie critiche per l’autonomia strategica dell’UE (“tecnologie STEP”), non con “fresh money”, bensì raccogliendo finanza pubblica nell’ambito di Programmi/strumenti di finanziamento dell’UE già operativi, tra cui il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR). In questa luce il termine piattaforma va inteso non come piattaforma di politica industriale, bensì come piattaforma per la raccolta di finanza pubblica.
La STEP, per quel che concerne la strategia di politica industriale sottesa, si pone in continuità con:
• il concetto di “sustainable competitiveness” che ha indirizzato, soprattutto nella prima metà del mandato 2019-2024 di Ursula von der Leyen alla guida della Commissione, la politica industriale europea;
• il percorso di progressivo greening del sistema industriale europeo, funzionale al raggiungimento degli obiettivi del Green Deal e alla decarbonizzazione dei processi di produzione, decisamente rafforzato dall’Iniziativa Green Deal Industrial Plan (1° febbraio 2023) e, per quanto concerne la legislatura 2024-2029, dall’Iniziativa Clean Industrial Deal (26 febbraio 2025) e dalla proposta della Commissione sull’Industrial Accelerator Act (4 marzo 2026), che fissa l’obiettivo di elevare la quota del valore aggiunto della manifattura fino al 20% del Prodotto Interno Lordo dell’UE entro il 2035;
• il nuovo corso di politica industriale che si è andato delineando dopo l’invasione dell’Ucraina, sempre più orientato a sostenere “autonomia strategica aperta” e “capacità di difesa” dell’UE. [3]
3. La STEP, pertanto, è una piattaforma intesa a riorientare le risorse stanziate per diversi strumenti di finanziamento del Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027 sullo sviluppo e sulla produzione di tecnologie strategiche critiche per la sicurezza economica dell’UE e sulla decarbonizzazione dei processi produttivi. Questa particolare natura della STEP viene rafforzata dal Reg. (UE) 2025/2653 del 19 dicembre 2025 (“mini-omnibus della difesa”, che è anch’esso un Regolamento “enabler”, nel senso che, analogamente al Reg. (UE) 2024/795 si limita a emendare i Regolamenti di alcuni Programmi già operativi per indirizzare maggiormente le loro azioni verso gli obiettivi di autonomia strategica e di difesa e prontezza militare (si veda la figura che segue). Esso emenda anche il «Regolamento STEP», introducendo un quarto cluster di tecnologie strategiche denominato “tecnologie di difesa”. Per questo motivo si può ormai parlare di una “STEP Plus” inclusiva del quarto cluster “tecnologie di difesa”. [4]
Figura 1 – Strumenti di finanziamento dell’UE modificati dal Reg. (UE) 2024/795 (STEP)
e dal Reg. (UE) 2025/2653 (“mini-omnibus della difesa”)
Dalla Strategic Technologies for Europe Platform ai policy field del FESR 2028-2034 per rafforzare competitività generale e base industriale e tecnologica di difesa
4. Il Reg. (UE) 2025/2653 – “mini-omnibus della difesa” – è assolutamente un “segno dei tempi”, dato che è permeato dalla nuova priorità trasversale della politica europea: il rafforzamento della capacità di difesa, ossia dell’apparato militare (si vedano i Considerando 1 e 2 sulla strategia dell’UE per potenziare ricerca e innovazione dual-use e la sovranità digitale e sul rafforzamento della base industriale e tecnologica di difesa europea). In questa luce è emblematico il Considerando 13 inerente al Programma Digitale Europeo (quello per il quale il “mini-omnibus della difesa” dispone le modifiche più numerose). Questo Considerando sottolinea che “il Programma dovrebbe puntare a sostenere, in particolare, progetti, servizi e competenze con potenziali applicazioni a duplice uso nell’ambito di tutti i suoi obiettivi specifici”.
Questa considerazione, a dire il vero, vale ormai per tutti i Programmi di spesa e le politiche pubbliche dell’UE che concernono ricerca e innovazione, sostegno alla competitività della base produttiva e trasformazione digitale. Per questo motivo Strategia per la sicurezza economica e Reg. (UE) 2025/2653, che ha integrato le dimensioni della STEP, sono destinate a incidere ampiamente sulla programmazione degli interventi del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) 2028-2034, che saranno distribuiti fra i due seguenti Obiettivi Specifici (OS) dei Piani di Partenariato Nazionali e Regionali (PPNR):
OS 3a Favorire la prosperità sostenibile dell’Unione in tutte le regioni.
OS 3.b Sostenere le capacità di difesa e la sicurezza dell’Unione in tutte le regioni. [5]
5. I policy field dell’OS 3.b Capacità di difesa e sicurezza vengono introdotti nella programmazione degli interventi della politica di coesione 2028-2034 sull’abbrivio di: (i) le raccomandazioni del Rapporto Draghi (settembre 2024) e la centralità che hanno assunto nell’agenda di policy unionale il concetto di “autonomia strategica aperta” (autonomia economica ed autonomia militare) e la Strategia europea per la sicurezza economica (centralità che è stata assolutamente rafforzata dall’Iniziativa Competitiveness Compass, presentata dalla Commissione il 29 gennaio 2025); (ii) le raccomandazioni del Rapporto Niinistö su preparazione e prontezza civile e militare dell’Unione (rilasciato a ottobre 2024) e le linee di intervento della Strategia europea per l’Unione della preparazione (European preparedness strategy), di cui alla Joint Communication di Commissione e Alto Rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza JOIN(2025) 130 del 26/03/2025.
6. Al fine di capire meglio la possibile influenza della STEP sulla programmazione degli interventi del FESR 2028-2034, va rimarcato che il Regolamento “mini-omnibus della difesa” ha il grande merito di esplicitare in termini più chiari che mai come la strategia europea per la difesa sia strutturata su due pilastri:
• investimenti sulla competitività, con interventi di sostegno alla ricerca e all’innovazione sempre più orientati a tecnologie e prodotti dual-use e alla “strategia per l’industria europea della difesa” (European Defence Industry Strategy – EDIS);
• investimenti sulla rete infrastrutturale ampiamente orientati alla preparedness, alla prevenzione e gestione dei rischi e alla difesa europea, che poggerà soprattutto sulla modifica al Regolamento sulla Trans-European transport Network operata a giugno 2024 (ex Reg. (UE) 2024/1679 del 13 giugno 2024) e su una politica dei trasporti europea sempre più orientata a una loro funzione duale – civile e militare – delineata dal “Military Mobility Package 2025”).
7. Il primo pilastro della strategia, che combina sempre di più sostegno alla competitività produttiva e strategia per l’industria europea della difesa, si può ulteriormente articolare in tre blocchi, come si evince chiaramente dal Considerando 1 del Reg. (UE) 2025/2653 (si veda la figura che segue):
• interventi di sostegno alla ricerca e all’innovazione;
• interventi per supportare la sovranità digitale europea, alla cui base vi sono reti digitali di connessione sempre più stabili e veloci; dati, sistemi di archiviazione – fisica e cloud – dei dati e infrastrutture e modelli di calcolo ad elevate prestazioni e, non meno importante, tecnologie e servizi digitali multi-canale;
• interventi volti specificamente a sostenere la base industriale e tecnologica di difesa europea (European Defence Technological and Industrial Base – EDTIB).
Figura 2 – Pilastri della strategia europea di difesa
Muovendo da queste considerazioni, è evidente che fra i 13 policy field dei PPNR 2028-2034 che verranno finanziati a valere sul FESR, quelli che verranno direttamente influenzati dalla Strategia europea per la sicurezza economica e dal Regolamento STEP integrato a fine 2025 sono:
• PF 3a.2 Rafforzare la base industriale dell’UE.
• PF 3a.4 Trasformazione digitale.
• PF 3a.5 Ricerca, sviluppo e innovazione.
• PF 3b.1 Rafforzare la base industriale della difesa e la mobilità militare nell’UE.
Questo vale, in particolare, per il policy field 3b.1 “Rafforzare la base industriale della difesa dell’UE e la mobilità militare, in particolare sostenendo infrastrutture dual-use” (si veda la figura che segue).
Figura 3 – Relazione fra pilastri della strategia europea di difesa, cluster della STEP e
policy field 3b.1 “Base industriale della difesa e mobilità militare” del FESR 2028-2034
[1] Fratini S. (2025), The sociotechnical politics of digital sovereignty: Frictional infrastructures and the alignment of privacy and geopolitics, Big Data & Society, 12(4), https://doi.org/10.1177/20539517251400729
[2] In merito ai tre cluster originari della STEP si segnala il Regolamento delegato (UE) 2025/1463 della Commissione del 23/05/2025, che ha presentato in termini più dettagliati le sottocategorie delle tecnologie “a zero emissioni nette” e l’elenco dei componenti specifici utilizzati per queste tecnologie di cui al Reg. (UE) 2024/1735 e che il 16 dicembre scorso la Commissione ha avanzato una Proposta di Regolamento per rafforzare il settore biotecnologico e della bio-manifattura, ribadendo che essi sono fondamentali per competitività europea, autonomia strategica e sicurezza economica. Pochi mesi prima (2 luglio 2025) la Commissione aveva già lanciato l’Iniziativa Life Science Europe (Strategia europea per le scienze della vita).
[3] Le tecnologie digitali del primo cluster della STEP fanno riferimento alla Decisione (UE) 2022/2481 del 14 dicembre 2022, che stabilisce il Programma strategico dell’Unione per il decennio digitale e all’Allegato alla Raccomandazione della Commissione C(2023) 6689 del 3 ottobre 2023, che indica dieci aree tecnologiche critiche per la sicurezza europea.
[4] La tavola sinottica inserita nella figura che segue riporta tutte le “tecnologie di difesa”.
Figura 4 – Tecnologie di difesa del IV cluster della STEP
[5] L’art. 2 della proposta di regolamento-quadro sul Fondo “unico” sulle politiche strutturali 2028-2034 (Comunicazione COM(2025) 565) indica 5 Obiettivi Generali (OG) elencandoli con le prime lettere dell’alfabeto. L’art. 3 indica 5 Obiettivi Specifici (OS) elencandoli con le prime lettere dell’alfabeto.
Per questo motivo si parla di OG 2a e di OS 3a e 3b (corrispondenti all’OG 2a) e così via.
La stessa logica di elencazione si applica ai policy field anch’essi indicati nell’art. 3.
Va anche aggiunto che i termini Obiettivi Generali e Obiettivi Specifici vanno considerati come semplici “contenitori di operazioni” e, quantunque si collochino su due diversi livelli logici, è quasi impossibile ricostruire una “catena logica” che tenga insieme OG, OS e policy field. Inoltre, la Commissione propone un approccio alla programmazione result-based” con indicazione di target e milestone da raggiungere e misure serventi.
Questo significa che, di fatto, la Commissione propone un approccio alla programmazione basato su milestone, target e misure (investimenti e riforme), ma senza tentare minimamente di delineare una “teoria del cambiamento”.
[6] Sulla nuova Iniziativa Mobilità Militare si vedano:
• Comunicazione congiunta della Commissione e dell’Alto Rappresentante per dell’Unione per gli affari esteri e la sicurezza recante la proposta di un’Iniziativa sulla mobilità militare – JOIN(2025) 846 del 19.11.2025 (Military Mobility);
• Comunicazione della Commissione recante una proposta di regolamento su un quadro di misure per facilitare il trasporto di militari e relativi equipaggiamenti – COM(2025) 847 del 19.11.2025.








