«You can’t understand the modern world without
putting semiconductors at the center of the story»
CHRIS MILLER [1]
1. Nel precedente post del 10 gennaio ho posto in luce che i seguenti Regolamenti, approvati nel mese di dicembre, incideranno in maniera rilevante sul negoziato sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) per il periodo 2028-2034:
• il Reg. (UE) 2025/2643 che chiude il lunghissimo iter legislativo della proposta sulla strategia per l’industria europea della difesa (European Defence Industry Strategy – EDIS) e sul Programma per l’Industria Europea della Difesa (European Defence Industry Programme – EDIP), che era iniziato con la Comunicazione della Commissione COM(2024) 150 del 5 marzo 2024). Obiettivi e azioni di questo Regolamento – per brevità Regolamento EDIP – influenzeranno indirettamente anche la scelta degli interventi cofinanziati dal FESR 2028-2034, in quanto esso razionalizza una serie di interventi, più o meno emergenziali, varati nel triennio 2023-2025, per rafforzare la “base industriale e tecnologica di difesa europea” (European Defence Technological and Industrial Base – EDTIB). Il Regolamento EDIP, quindi, inciderà ampiamente sull’intero dibattito sulla politica industriale europea;
• il Reg. (UE) 2025/2653, che disciplina “l’incentivazione di investimenti nel settore della difesa nell’ambito del bilancio dell’UE per attuare il piano ReArm Europe” che, inter alia, modifica il Regolamento sulla Strategic Technologies for Europe Platform (STEP) del 2024 e la relativa Nota di orientamento sulle “tecnologie strategiche critiche”. [2]
2. Il Reg. (UE) 2025/2653 del 19 dicembre 2025 – “mini-omnibus della difesa” – è assolutamente un “segno dei tempi”, dato che è permeato dalla nuova priorità trasversale della politica europea che è il rafforzamento dell’apparato militare europeo. In questa prospettiva, ha il grande merito di esplicitare in termini più chiari che mai come la strategia europea per la difesa sia strutturata su due pilastri:
• investimenti sulla competitività con interventi di sostegno alla ricerca e all’innovazione sempre più orientati a tecnologie e prodotti dual-use e alla “strategia per l’industria europea della difesa” (European Defence Industry Strategy – EDIS). Questo pilastro, a sua volta si può articolare in tre strand (si veda la figura che segue);
• investimenti sulla rete infrastrutturale ampiamente orientati alla preparedness, alla prevenzione e gestione dei rischi e alla difesa europea. [3]
Fig. 1 – Fondamenti della politica europea per l’autonomia strategica e la sicurezza
3. Il Reg. (UE) 2025/2653 si configura come un regolamento “enabler”, nel senso che, analogamente al Regolamento sulla STEP (Reg. (UE) 2024/795) si limita a emendare i Regolamenti di alcuni Programmi già operativi per indirizzare maggiormente le loro azioni verso gli obiettivi di autonomia strategica e di difesa e prontezza militare.
I dispositivi di finanziamento che vengono modificati maggiormente sono:
• la STEP (ne parlerò nel prossimo post del 25 gennaio);
• il Programma Europa Digitale, disciplinato dal Reg. (UE) 2021/694 del 29 aprile 2021. [4]
4. Il negoziato fra i co-legislatori europei sulle modifiche al Programma Europa Digitale e quello sui dispositivi normativi per disciplinare la “trasformazione digitale” – in particolare sul Digital Networks Act – sono stati indirizzati, finora, soprattutto dai seguenti fattori:
• la volontà dell’UE di favorire un generalizzato riorientamento delle risorse disponibili per i principali dispositivi di finanziamento della politica industriale europea (nelle sue varie sfaccettature), incluso il FESR, sul consolidamento della base industriale e tecnologica di difesa europea (EDTIB) e sul rafforzamento delle capacità di difesa dell’UE;
• la crescente centralità di cloud computing e Intelligenza Artificiale (IA) nel comparto delle telecomunicazioni e, più in generale, nella sfera digitale; [5]
• l’evoluzione dei modelli di business delle imprese del settore delle telecomunicazioni (TELCO). Il modello tradizionale fondato su costruzioni di reti digitali sempre più veloci e stabili (affidabili), sulla gestione delle reti e sulla fornitura di servizi di connettività sta cedendo il passo a un modello più incentrato su cloud computing, fornitura ai clienti di un intero spettro di “consumi digitali” accessibili attraverso più canali e ricorso all’IA per gestire il servizio clienti, monitorare prestazioni e affidabilità delle reti, prevenzione degli attacchi ibridi alle reti e “manutenzione predittiva” (in report recente KPMG parla di un autentico passaggio di fase da “TELCO” a “TECHCO”). [6]
5. Ciò detto, le modifiche al Programma sono dettate, di fatto, solo dal “fattore militare”.
Vi sono tre Considerando del “mini-omnibus della difesa” che supportano nitidamente questa posizione:
• il Considerando 13 sottolinea che «il Programma dovrebbe puntare a sostenere, in particolare, progetti, servizi e competenze con potenziali applicazioni a duplice uso nell’ambito di tutti i suoi obiettivi specifici»;
• il Considerando 14 rimarca che «per rafforzare la sovranità tecnologica e la competitività, l’Unione ha bisogno delle infrastrutture di calcolo, cloud e di dati necessarie alla leadership in materia di IA. Nell’ambito della strategia sul continente dell’IA, le fabbriche di IA e le gigafabbriche di IA sono essenziali affinché l’Unione sia in grado di competere a livello mondiale e garantire la propria autonomia strategica e la propria competitività nella scienza, nella ricerca legata al settore delle tecnologie potenzialmente a duplice uso e in settori industriali critici, tra cui l’industria della difesa. I modelli di IA di prossima generazione richiedono un’ampia infrastruttura di calcolo connessa per realizzare innovazioni in settori specifici, tra cui la difesa. È pertanto opportuno aggiungere, nell’ambito dell’obiettivo specifico 1 – Calcolo ad alte prestazioni – del Programma Europa Digitale, un obiettivo operativo supplementare dedicato all’implementazione e alla gestione di fabbriche di IA e gigafabbriche di IA di nuova generazione specializzate nello sviluppo, nell’addestramento e nella gestione dei più complessi modelli e applicazioni di IA di grandissime dimensioni, compresi l’hardware e il software necessari per tale implementazione»;
• il Considerando 15 sottolinea che «la crescente esposizione alle minacce informatiche e ibride nell’Unione giustifica l’attenzione esplicitamente rivolta alla resilienza contro tali minacce nell’ambito dell’obiettivo specifico 3 del programma Europa digitale. Per quanto riguarda l’obiettivo specifico 5 — Implementazione e impiego ottimale delle capacità digitali e interoperabilità — del programma Europa digitale, è inoltre necessario aggiungere un riferimento alla difesa nell’obiettivo operativo definito per sostenere il settore pubblico e i settori di interesse pubblico, così da chiarire che il contributo finanziario dell’Unione nell’ambito di tale obiettivo può estendersi a tale settore». [7]
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[1] Chris Miller è uno storico economico statunitense, che si è fatto conoscere in tutto il mondo nel 2022 con il fortunatissimo saggio: Chip War: The Fight for the World’s Most Critical Technology.
Sull’importanza dei semiconduttori per la sfera digitale e per l’intera IV rivoluzione industriale in corso, si veda, per tutti: McKinsey & Company, What is a semiconductor? April 2025.
[2] Il 13 maggio 2024 era stata pubblicata sulla GUUE la Comunicazione della Commissione C/2024/3209 “Nota di orientamento relativa a talune disposizioni del Reg. (UE) 2024/795 che istituisce la Piattaforma per le Tecnologie Strategiche per l’Europa – “STEP”. Tale Nota puntualizza quali siano i “settori tecnologici STEP” che, com’è noto, nel Regolamento del 29.02.2024 erano delineati in termini generali.
Il Regolamento sugli investimenti nel settore della difesa del 19 dicembre – pubblicata sulla GUUE del 22 dicembre scorso – disponeva che quella Nota venisse aggiornata dalla Commissione entro il prossimo 24 febbraio in modo da chiarire quali siano gli investimenti finanziabili nell’ambito del quarto cluster “tecnologie della difesa”. Questo aggiornamento è stato già effettuato e pubblicato sulla GUUE il 23 dicembre scorso (si veda la Comunicazione della Commissione C/2025/6798 “Seconda Nota di orientamento sulla piattaforma per le tecnologie strategiche per l’Europa – STEP”) e ha condotto all’individuazione del novero delle “tecnologie di difesa” elencate nella figura che segue.
Fig. 2 – Le tecnologie del nuovo quarto cluster della STEP “tecnologie di difesa”
[3] Gli investimenti per rafforzare l’orientamento dual-use delle reti infrastrutturali saranno fondati soprattutto sulla modifica al Regolamento sulla Trans-European transport Network operata a giugno 2024 (ex Reg. (UE) 2024/1679 del 13 giugno 2024) e su una politica dei trasporti europea sempre più orientata a una loro funzione duale – civile e militare – delineata dal “Military Mobility Package 2025”)
Sulla Iniziativa Mobilità militare rilanciata il 19 novembre 2025, si vedano:
• Comunicazione congiunta della Commissione e dell’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza Comune (PSC) recante la proposta di un’Iniziativa sulla mobilità militare – JOIN(2025) 846 del 19.11.2025 (Military Mobility);
• Comunicazione della Commissione recante una proposta di regolamento su un quadro di misure per facilitare il trasporto di militari e relativi equipaggiamenti – COM(2025) 847 del 19.11.2025.
Sull’evoluzione degli interventi per sostenere la mobilità militare (avviati già nel 2017) e sui suoi limiti ha rilasciato uno Special Report la Corte dei Conti Europea (Special Report 4/2025 “Mobilità militare nell’UE. Velocità massima non raggiunta a causa di carenze di progettazione e problemi di percorso”).
[4] Il Programma Europa Digitale si articola in Obiettivi Generali (art. 3, comma 1); Obiettivi Specifici (art. 3, comma 2) e Obiettivi Operativi (artt. 4 – 8). Le Azioni sono riportate nell’Allegato I.
I cinque Obiettivi Specifici (OS) sono:
OS 1 — Calcolo ad alte prestazioni.
OS 2 — Intelligenza artificiale.
OS 3 — Cibersicurezza e fiducia.
OS 4 — Competenze digitali avanzate.
OS 5 — Implementazione e impiego ottimale delle capacità digitali e interoperabilità.
[5] Si vedano: KPMG, From telco to techco: towards tomorrow’s telecom, March 2024; McKinsey & Company, Scaling the AI-native telco, February 2025.
[6] Si vedano: World Economic Forum, Artificial Intelligence in Telecommunications, 2025; McKinsey & Company, The state of AI in 2025 Agents, innovation, and transformation, November 2025
[7] Sulla strategia europea per la sovranità digitale e sul Programma Europa Digitale si vedano: Di Marco D., Thabit S., Kotsev A., Christensen A., Minghini M. et al., Open but Not Powerless: Towards a Common Understanding of EU Digital Sovereignty, European Commission Ispra, 2025, JRC144908; European Commission, State of Digital Decade 2025: keep building the EU’s sovereignty and digital future; SWD(2025) 290, 16.06.2025; European Commission, The Digital Europe Programme: main findings from the Interim Evaluation; SWD(2025) 420 final; 18.12.2025.






