Sostenere le capacità di difesa e la sicurezza dell’Unione con il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2028 – 2034

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«I fatti non cessano di esistere
perchè sono ignorati
»
Aldous Huxley – Scrittore britannico

1. Per la programmazione e l’attuazione degli interventi dei Piani di Partenariato Nazionali e Regionali (PPNR) per il periodo 2028-2034, come già evidenziato nei post degli ultimi mesi, le proposte ufficiali della Commissione prevedono due Obiettivi Specifici (OS) aventi natura alquanto diversa che si possono finanziare con il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale:
OS 3a Favorire la prosperità sostenibile dell’Unione in tutte le regioni.
OS 3b Sostenere le capacità di difesa e la sicurezza dell’Unione in tutte le regioni. [1]
2. L’OS 3a Favorire la prosperità sostenibile dell’Unione in tutte le regioni (articolato in 10 policy field o sub-Obiettivi Specifici) corrisponde, di fatto, alla missione originale della politica di coesione.
L’OS 3b Sostenere le capacità di difesa e la sicurezza dell’Unione in tutte le regioni (articolato in 3 policy field) è inteso a sostenere le capacità di difesa dell’UE e la sua preparedness (è alquanto disallineato dalla missione della politica di coesione definita dall’art. 174 del TFUE). [2]
3. I policy field dell’OS 3b Capacità di difesa e sicurezza vengono introdotti nella programmazione degli interventi della politica di coesione 2028-2034 sull’abbrivio di:
• le raccomandazioni del Rapporto Draghi (settembre 2024) e la centralità che hanno assunto nell’agenda di policy unionale il concetto di “autonomia strategica aperta” (autonomia economica ed autonomia militare) e la “strategia europea per la sicurezza economica” (avviata a giugno 2023 e rilanciata a dicembre 2025);
• le raccomandazioni del Rapporto Niinistö su preparazione e prontezza civile e militare dell’Unione (rilasciato a ottobre 2024) e le linee di intervento della Strategia europea per l’Unione della preparazione (European preparedness strategy), di cui alla Joint Communication di Commissione e Alto Rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza JOIN(2025) 130 del 26/03/2025 (si veda la figura che segue). [3]

Figura 1 – Base programmatica dell’OS 3b Capacità di difesa e sicurezza dei PPNR 2028-2034

4. L’High Level Report «Rafforzare la preparazione e la prontezza civile e militare dell’Europa», elaborato dall’ex primo ministro finlandese Sauli Niinistö, invita le Istituzioni UE ad adottare una strategia più proattiva nella prevenzione e nella gestione dei rischi.
A questo High Level Report si può associare direttamente la Strategia europea per l’Unione della preparazione (26/03/2025), che è particolarmente rilevante per poter capire meglio le azioni finanziabili nell’ambito dell’OS 3b Capacità di difesa e sicurezza. Essa è imperniata su tre principi, quattro cluster di rischio, sette macro-aree di azione e trenta azioni-chiave (si veda la figura che segue).

Figura 2 – Presentazione sintetica della Strategia europea per l’Unione della preparazione

5. Ai sette ambiti di azione della Strategia europea per l’Unione della preparazione vengono associate molteplici Iniziative (gran parte delle quali varate nei mesi successivi), che, come anticipato, si configurano come la base strategica di riferimento per la programmazione degli interventi dell’OS 3b Capacità di difesa e sicurezza. Pertanto, si pone l’esigenza di delimitare il novero delle possibili azioni finanziabili a valere sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) con questo “nuovo” OS 3b, tenendo conto dei quattro cluster di rischi.
6. A tal fine bisogna anche considerare che tutti gli operatori che si occupano di Fondi Strutturali hanno comunque già iniziato a ragionare su quali operazioni (investimenti pubblici e privati) si possano finanziare nell’ambito dei nuovi policy field dell’OS 3b nel corso della revisione di medio termine dei Programmi 2021-2027 conclusa a fine 2025.
Essa, infatti, è stata ampiamente condizionata dalla “proposta di modernizzazione della politica di coesione” avanzata dalla Commissione il 1° aprile 2025. L’iter legislativo di questa proposta si è concluso a settembre 2025 con l’approvazione del Reg. (UE) 2025/1913 che reca le modifiche alla base normativa originale del Fondo Sociale Europeo (FSE) e del Reg. (UE) 2025/1914 che ha emendato la base normativa del FESR e del Just Transition Fund (JTF).
Come si evince dalla figura che segue, Reg. (UE) 2025/1914 ha introdotto degli Obiettivi Specifici per il FESR 21-27 già in linea con due dei tre policy field dell’OS 3b Capacità di difesa e sicurezza dei Piani di Partenariato Nazionali e Regionali 2028-2034.
Solo per il policy field 3b.3 sulla sicurezza non si riscontrano Obiettivi Specifici (OS) della programmazione in corso pertinenti.
Ciò detto, va anche considerato che la cibersicurezza – obiettivo rilevante di questo policy field – può anche essere rafforzata, indirettamente, con operazioni a valere sul nuovo OS 1.6 Sostenere gli investimenti che contribuiscono agli obiettivi della STEP introdotto sull’abbrivio del Reg. (UE) 2024/795 sulle Strategic Technologies for Europe Platform (STEP). Fra gli esempi forniti dalla Commissione di tecnologie finanziabili nell’ambito del Cluster I Tecnologie digitali e innovazione delle tecnologie deep tech, infatti, vi sono le tecnologie di comunicazione e connettività digitali sicure. [4]

Figura 3 – Nuovi Obiettivi Specifici FESR introdotti dal “riesame intermedio” del 2025 che anticipano alcuni
policy field dell’OS 3b Sostenere le capacità di difesa e la sicurezza

7. Anche se il riesame intermedio dei Programmi 2021-2027 ha già introdotto degli Obiettivi Specifici per il FESR 21-27 precursori del policy field 3b.1 Rafforzare la base industriale della difesa e la mobilità militare nell’UE, l’esigenza di delimitare meglio il campo di intervento è particolarmente rilevante per questo policy field che è inteso principalmente a contrastare minacce ibride e minacce di aggressioni militari.
Questo per due ordini di motivi:
• esso è strettamente funzionale alla “strategia europea per la sicurezza economica” varata nel 2023 e rilanciata a fine 2025, che inciderà ampiamente sul dibattito sul Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034 e sui Piani di Partenariato Nazionali e Regionali;
• gli interventi del policy field 3b.1 rischiano di sovrapporsi al policy field 3a.2 Rafforzare la base industriale dell’UE (aspetto che verrà trattato nei prossimi post di aprile). [5]
8. A mio avviso, come sintetizza la figura che segue, per tutti i policy field del FESR, sarebbe opportuno che Amministrazioni Centrali e Regioni, nel corso del confronto negoziale con la Commissione, ricostruiscano un quadro chiaro del processo programmatorio e delle opportunità sulla base dei seguenti quesiti:
• Quali azioni di policy verranno implementate?
• Qual è il livello giurisdizionale più adatto per implementare tali azioni?
• Come selezionare le operazioni ammissibili a beneficio?
• Quali azioni di capacity building sarà opportuno implementare?
Questo vale, in particolare, per quelli dell’OS 3b Capacità di difesa e sicurezza, trattandosi di policy field relativamente nuovi per quanto concerne la programmazione degli interventi cofinanziati dai Fondi Strutturali.
Il policy field 3b.1 necessita di una riflessione supplementare su due aspetti:
• se la capacità di difesa, ormai, va considerata un bene pubblico europeo, andrebbe finanziata integralmente con strumenti di finanziamento a gestione diretta e non andare a sottrarre risorse agli obiettivi della politica di coesione che annovera interventi la cui gestione può essere delegata a Regioni ed enti sub-regionali;
• per gli interventi a sostegno della capacità di difesa potrebbe emergere l’esigenza di adottare delle specifiche procedure di selezione delle operazioni (è presumibile un ampio ricorso a procedure concertative-negoziali) e delle restrizioni alle regole generali sulla pubblicizzazione dei dati inerenti ai beneficiari dei finanziamenti.

Figura 4 – Elementi critici inerenti alla programmazione, selezione e attuazione degli interventi del policy field
3b.1 Rafforzare la base industriale della difesa e la mobilità militare nell’UE

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[1] L’art. 2 della proposta di Regolamento-quadro indica 5 Obiettivi Generali (OG) elencandoli con le prime lettere dell’alfabeto.
L’art. 3 indica 5 Obiettivi Specifici (OS) elencandoli con le prime lettere dell’alfabeto.
Per questo motivo si parla di OG 2a e di OS 3a e 3b (corrispondenti all’OG 2a) e così via.
La stessa logica di elencazione si applica ai policy field.
Va anche aggiunto che i termini Obiettivi Generali e Obiettivi Specifici vanno considerati come semplici “contenitori di operazioni” e, quantunque si collochino su due diversi livelli logici, è quasi impossibile ricostruire una “catena logica” che tenga insieme OG, OS e policy field.
In altri termini, la Commissione propone un approccio alla programmazione basato su milestone, target e misure (investimenti e riforme), ma senza tentare minimamente di delineare una “teoria del cambiamento”.
[2] Gli altri due OS rilevanti per la futura politica di coesione sono:
OS 3c Accrescere la coesione sociale mediante il sostegno alle persone e il rafforzamento delle società e del modello sociale dell’Unione (su cui agirà il FSE).
• OS 3e Proteggere e rafforzare i diritti fondamentali, la democrazia, l’uguaglianza e lo stato di diritto e affermare valori dell’Unione (interessa sia il FESR che il FSE e include anche un policy field inteso a rafforzare le capacità delle PA impegnate nella gestione dei Fondi Strutturali e dei progetti finanziati).
[3] A titolo di completezza, si ricorda che tutte queste Iniziative si possono ricondurre al terzo pilastro della bussola per la competitività (ex Comunicazione COM(2025) 30 del 29/01/2025).
Questo pilastro, denominato “Ridurre le dipendenze eccessive e aumentare la sicurezza” è articolato in tre aree strategiche, fra cui l’area Industria della difesa, sicurezza e preparazione che è intesa a sostenere la strategia per l’industria europea della difesa.
[4] Un esempio chiaro del fatto che alcune Iniziative a valere sulla Strategia europea per l’Unione della preparazione possono incidere su scelte strategiche che riguardano anche l’OS 3a Favorire la prosperità sostenibile dell’Unione in tutte le regioni è fornito dall’Iniziativa Resilienza idrica varata il 4 giugno 2025 (si veda la Comunicazione COM(2025) 280del 4/06/2025).
Essa rientra nel macro-ambito “Resilienza delle funzioni sociali vitali” della Strategia europea per l’Unione della preparazione (macro-ambito che include anche un’azione specifica intesa a promuovere il nuovo principio trasversale delle politiche europee “preparedness by design”).
Le proposte ufficiali della Commissione sul periodo 2028-2034 la collocano nell’OS 3a (policy field 3a.10 Sostenere la resilienza idrica, la gestione ottimale delle risorse naturali e la biodiversità e già il Reg. (UE) 2025/1914 ha previsto un rafforzamento dell’OS 2.5 dei Programmi 2021-2027 per sostenerne l’attuazione).
L’introduzione di nuovi Obiettivi Specifici per il FESR 21-27 ha anche condotto all’inserimento nella Tabella 1 dell’Allegato I al Reg. (UE) 2021/1060 di nuovi campi di intervento con il Regolamento delegato (UE) 2025/2190 della Commissione del 22 settembre 2025.
[5] Ai giorni nostri, ovviamente, vi è molta attenzione anche sulla sicurezza informatica di cui al policy field 3b.3 Rafforzare la sicurezza dell’UE attraverso il miglioramento della capacità di previsione delle minacce, di prevenzione e di risposta alle minacce, anche irrobustendo le infrastrutture critiche nel settore dell’energia e dei trasporti e la cibersicurezza. A tale riguardo si ricorda che la Commissione ha presentato il 20 gennaio scorso un ulteriore “pacchetto sulla cibersicurezza” inteso a rafforzare soprattutto la sicurezza delle catene di approvvigionamento del comparto digitale europeo.
L’11 febbraio scorso è stata presentata anche una proposta di strategia inerente alla difesa da attacchi di droni.

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