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La Raccomandazione del Consiglio sul capitale umano e le nuove competenze in materia di Intelligenza Artificiale

La Raccomandazione del Consiglio sul capitale umano propone 6 obiettivi strategici e 19 obiettivi operativi per indirizzare le politiche degli Stati europei su istruzione e formazione professionale. Uno degli obiettivi operativi rimarca l’esigenza di rafforzare le competenze STEM, incluse quelle inerenti alle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) e all’Intelligenza Artificiale (IA).
Il punto è che sarebbe necessario, anche considerando il quadro di policy delineato dall’UE a partire dall’insediamento della seconda Commissione von der Leyen, capire meglio quali potrebbero essere gli effetti dell’IA sulle professioni del futuro e sulle abilità intellettuali e manuali che verranno richieste ai lavoratori nel giro di pochi anni.
A me pare che non venga ancora dibattuto abbastanza il fatto che i sistemi di IA continuano ad alimentare una forte domanda di capacità di calcolo, a cui si dovrà corrispondere con nuovi servizi di cloud storage dei dati e con delle nuove infrastrutture fisiche (data center).
Questo comporterà anche un forte aumento di profili quali ingegneri tecnologici e dei sistemi informatici e profili tecnici più tradizionali, fra cui operai edili ed elettricisti.

Il “semestre europeo” e la Raccomandazione del Consiglio sul capitale umano nell’UE

Il post illustra la grande novità dell’introduzione, nell’ambito del “semestre europeo” per il coordinamento delle politiche pubbliche degli Stati Membri dell’UE, di una Raccomandazione del Consiglio sul capitale umano nell’UE (proposta dalla Commissione il 25 novembre 2025 e approvata dal Consiglio il 9 marzo 2026). La Raccomandazione del Consiglio sul capitale umano nell’UE, che propone sei priorità (obiettivi strategici) e per ciascuno di essi degli obiettivi specifici, costituirà certamente un rilevante elemento di riferimento del “pacchetto istruzione” 2026 che la Commissione intende pubblicare a novembre 2026. La Raccomandazione del Consiglio sul capitale umano di quest’anno e quella del prossimo anno rappresenteranno parimenti dei termini di riferimento del negoziato sul Quadro Finanziario Pluriennale dell’UE e, soprattutto, sui Piani di Partenariato Nazionali e Regionali per il periodo 2028-2034 (Piani nazionali che, quasi certamente, conterranno un capitolo su istruzione e formazione professionale).

La recente Risoluzione del Consiglio che rilancia lo spazio europeo dell’istruzione

Il post evidenzia come la recente Risoluzione del Consiglio C/2026/3720, ossia la Risoluzione sul secondo ciclo del quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione verso uno spazio europeo dell’istruzione e oltre (2026-2030), di fatto, conferma la centralità dell’obiettivo dello “spazio europeo dell’istruzione” nell’agenda politica unionale e del quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione quale “meccanismo di coordinamento aperto” delle politiche degli Stati Membri in materia di capitale umano (almeno fino al 2030).
L’Iniziativa sullo spazio europeo dell’istruzione era stata lanciata dalla Commissione a settembre 2020 e ha potuto contare sul supporto complementare di altre Iniziative (agende di policy) attuate dall’UE nell’ultimo quinquennio. Il post indica alcune Iniziative che fino al 2030 potrebbero catalizzare gli effetti delle azioni implementate dalla Commissione e dagli Stati Membri per migliorare i sistemi di istruzione e formazione professionale.

Didattica a distanza nelle scuole e “Strategia nazionale per le competenze digitali”

Le polemiche sulla c.d. Didattica a Distanza (DaD) nelle scuole hanno sensibilizzato l’opinione pubblica sull’importanza della connettività delle scuole, di una loro soddisfacente dotazione hardware e software e, non ultimo, di favorire lo sviluppo delle competenze digitali all’interno dei percorsi d’istruzione per i giovani e, al tempo stesso, rafforzare la capacità dei docenti di padroneggiare gli strumenti digitali sia per effettuare lezioni da remoto, sia per migliorare la stessa didattica. L’impressione che hanno i cittadini comuni è che si sia quasi all’anno zero. Così non è. Alfabetizzazione digitale (di giovani e di molti docenti), uso di nuovi dispositivi digitali nella didattica e sperimentazione di nuove forme di DaD sono al centro dell’agenda politica europea e nazionale da diversi anni. Due documenti di policy rilasciati recentemente – la “Strategia nazionale per le competenze digitali” del Ministero per l’Innovazione e la Digitalizzazione e il “digital education action plan 2021-2027” della Commissione Europea – ne sono chiara testimonianza.

Next Generation EU: la “missione” 4 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e le politiche dell’UE per l’istruzione

Le Linee Guida per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), presentate il 16 Settembre scorso, sono discutibili sotto molteplici punti di vista, in primo luogo per la debole coerenza “esterna” con le direttrici strategiche delle politiche pubbliche europee. Per ciascuna delle sei “missioni” del PNRR vi sono dei generici riferimenti al quadro di policy europeo. Questo breve articolo prova a delineare i principali elementi del quadro delle politiche dell’UE in materia di istruzione e formazione da prendere come termini di riferimento per formulare in modo coerente azioni di policy e progetti della “missione” 4 del PNRR “Istruzione, formazione, ricerca e cultura”.