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Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2028-2034: sostegno alle “tecnologie di difesa” e politiche industriali dal lato della domanda

Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) 2028-2034 include quattro policy field direttamente serventi rispetto a obiettivi di competitività e di leadership tecnologica dell’Unione, fra cui policy field 3b.1 Rafforzare la base industriale della difesa dell’UE e la mobilità militare focalizzato sullo sviluppo e sulla fabbricazione di “tecnologie di difesa”.
Il post rimarca che, alla luce del fatto che la produzione di “tecnologie di difesa” è intesa a soddisfare, quasi integralmente, una domanda pubblica, vi sono due aspetti da approfondire meglio: (i) per sostenere sviluppo e fabbricazione di “tecnologie di difesa” è più ragionevole utilizzare gli strumenti dal lato della domanda, richiamati sinteticamente nel prospetto che chiude il post (in questa luce, si può considerare discutibile anche la scelta delle Autorità di Gestione dei Programmi 2021-2027, ampiamente dettata dalla Commissione, di utilizzare le risorse riallocate sui tre cluster iniziali della STEP attraverso interventi “dal lato dell’offerta”, scelta che è legata soprattutto all’obiettivo di spendere rapidamente stanziate e riprogrammate, piuttosto che a quello di riorientare la struttura industriale verso settori knowledge intensive ad alto valore aggiunto); (ii) stante la distinzione fra strumenti di politica industriale top down e strumenti la cui gestione può essere devoluta ad enti di governo sub-nazionali, i fattori alla base delle scelte sul decentramento di tali strumenti, che affondano le radici nelle lezioni della “teoria del federalismo fiscale”, di fatto vanno parzialmente accantonati alla luce delle implicazioni su sicurezza civile, militare e istituzionale del finanziamento di dispositivi tecnologici e prodotti per la difesa.

Politica di coesione 2028-2034 e cambiamenti strutturali comportati dalle tecnologie strategiche critiche della STEP

La Commissione propone per la programmazione 2028-2034 un deciso rafforzamento della “dimensione industriale” della politica di coesione. La “svolta industriale” proposta dalla Commissione, ovviamente, risente della crescente focalizzazione della politica industriale su “autonomia strategica aperta”, base industriale e tecnologica di difesa europea e prodotti e dispositivi tecnologici fortemente knowledge intensive e, per loro natura, trasversali rispetto alla classificazione dei settori di attività NACE-ATECO.
Ciò che manca è una proposta di “teoria del cambiamento” su come il sostegno previsto per prodotti e tecnologie knowledge intensive dovrebbe sostenere la competitività di tutte le regioni e, al tempo stesso, il catching up di quelle più arretrate. In particolare, manca una analisi di due elementi potenzialmente critici: (i) la natura fortemente knowledge intensive dei settori della STEP e di altri settori tecnologicamente molto avanzati (in primis quello dello spazio) può comportare che non tutte le imprese dei vari territori – specialmente quelle più piccole – e non tutti i territori siano in grado di “assorbire” certe innovazioni legate a “trasformazione digitale” e Intelligenza Artificiale; (ii) il loro sostegno, invece di concorrere a colmare i divari di sviluppo fra le varie regioni, potrebbe ingenerare meccanismi di polarizzazione produttiva e meccanismi che rafforzano i vantaggi competitivi della localizzazione in certe aree (economie di localizzazione o economie di urbanizzazione), a causa del numero relativamente limitato di imprese knowledge intensive – specialmente nel settore della difesa – e della loro concentrazione spaziale.

Politica di coesione 2028-2034, competitività e approccio Place-Based Industrial Policy

Fra le tante novità della programmazione dei Fondi Strutturali per il periodo 2028-2034 una delle più significative è il decisivo rafforzamento della sua “dimensione industriale”.
Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, infatti, include quattro policy field direttamente serventi rispetto a obiettivi di competitività e di leadership tecnologica dell’Unione: PF 3a.2 Rafforzare la base industriale dell’UE; PF 3a.4 Trasformazione digitale; PF 3a.5 Ricerca, sviluppo e innovazione; PF 3b.1 Rafforzare la base industriale della difesa dell’UE e la mobilità militare.
La proposta della Commissione per una autentica “svolta industriale” della politica di coesione 2028-2034, specialmente con riferimento al policy field 3b.1 Rafforzare la base industriale della difesa dell’UE e la mobilità militare, presenta tre gravi mancanze: (i) non propone una seria analisi ex ante dei processi di cambiamento strutturali a livello di singole imprese, di organizzazione territoriale delle attività produttive, di catene del valore e di competitività relativa delle varie aree territoriali di tecnologie tanto avanzate e, di default, cross-cutting rispetto ai settori tradizionali e disruptive; (ii) trascura il fatto che la produzione di “tecnologie di difesa” è intesa a soddisfare, quasi integralmente, una domanda pubblica e, quindi, non si dovrebbe promuovere la loro produzione con incentivi dal lato dell’offerta, bensì attraverso una migliore gestione della domanda pubblica; (iii) trascura l’importanza dell’individuazione del livello giurisdizionale più pertinente rispetto alla programmazione dei vari strumenti di politica industriale e all’attuazione delle operazioni finanziate.

Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2028 – 2034: più leadership tecnologica e meno coesione?

Le proposte ufficiali della Commissione sulle politiche strutturali “a gestione concorrente”, sull’abbrivio di «Regolamento STEP” del 2024 e proposta di “modernizzazione della politica di coesione” del 2025, indirizzano gli interventi del periodo 2028-2034 del FESR su nuove priorità strategiche, fra cui spiccano “leadership tecnologica” in settori strategici (incluso quello dello spazio), capacità di difesa, sicurezza economica e mobilità militare. Il post rimarca che, pertanto, è opportuno interrogarsi sulla compatibilità di interventi che insistono su settori e/o ecosistemi industriali e tecnologie fortemente avanzate con gli obiettivi di riduzione dei divari territori di sviluppo, che costituiscono il fondamento politico e giuridico della politica di coesione. Questo aspetto è particolarmente significativo per il policy field 3b.1 Rafforzare la base industriale della difesa dell’UE e la mobilità militare e, più in generale, per gli interventi a sostegno dello sviluppo e della fabbricazione delle tecnologie strategiche critiche della STEP e delle capacità di difesa.

La Strategic Technologies for Europe Platform: una traccia per capire la sua influenza sugli interventi del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2028-2034

Per capire la possibile influenza della STEP sulla programmazione degli interventi del FESR 2028-2034 va rimarcato che il Regolamento “mini-omnibus della difesa” (Reg. (UE) 2025/2653) ha il grande merito di esplicitare in termini più chiari che mai come la strategia europea per la difesa ha il grande merito di esplicitare in termini più chiari che mai come la strategia europea per la difesa sia strutturata su due pilastri: (i) investimenti sulla competitività, con interventi di sostegno alla ricerca e all’innovazione sempre più orientati a tecnologie e prodotti dual-use e alla “strategia per l’industria europea della difesa”; (ii) investimenti sulla rete infrastrutturale ampiamente orientati alla preparedness, alla prevenzione e gestione dei rischi e alla difesa europea.
Muovendo da queste considerazioni, è evidente che fra i 13 policy field dei Piani di Partenariato Nazionali e Regionali 2028-2034 che verranno finanziati a valere sul FESR, quelli che verranno direttamente influenzati dalla Strategia europea per la sicurezza economica del 2023 e dal Regolamento STEP integrato a fine 2025 sono: (i) PF 3a.2 Rafforzare la base industriale dell’UE; (ii) PF 3a.4 Trasformazione digitale; (iii) PF 3a.5 Ricerca, sviluppo e innovazione; (iv) PF 3b.1 Rafforzare la base industriale della difesa e la mobilità militare nell’UE.
Questa considerazione vale soprattutto per il policy field 3b.1 “Rafforzare la base industriale della difesa dell’UE e la mobilità militare, in particolare sostenendo infrastrutture dual-use”.

La Strategia europea per la sicurezza economica e la Strategic Technologies for Europe Platform

Nel corso del I mandato di Ursula von der Leyen alla guida della Commissione (periodo 2019-2024) l’agenda di politica economica europea ha registrato: (i) il ritorno di una politica industriale “dirigista” che è fortemente orientata a indirizzare sistemi innovativi e riconfigurazione dei sistemi produttivi europei; (ii) la crescente centralità di “autonomia strategica aperta” e “capacità di difesa” nell’ambito della politica industriale dell’UE, a fronte del progressivo ridimensionamento del Green Deal europeo.
La Strategia europea per la sicurezza economica, presentata dalla Commissione e dall’Alto Rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza il 10 giugno 2023, si può considerare il principale catalizzatore della nuova fase della politica industriale del I mandato di Ursula von der Leyen alla guida della Commissione, più attenta ad “autonomia strategica aperta” e “capacità di difesa”.
In questa prospettiva, il Regolamento che istituisce la Strategic Technologies for Europe Platform – STEP (Reg. (UE) 2024/795) va inquadrato non tanto come una piattaforma di politica economica, bensì come una piattaforma di finanziamento della Strategia per la sicurezza economica e di una politica industriale europea sempre più orientata a sostenere base industriale e tecnologica di difesa europea e decarbonizzazione dei processi produttivi. Strategia per la sicurezza economica e STEP sono destinate a influenzare ampiamente sia il quadro di policy generale dell’UE che la politica di coesione 2028-2034, segnatamente gli interventi del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale.

Le recenti indicazioni del Consiglio Europeo sul sostegno alle capacità di difesa e il ritorno della politica industriale nell’agenda dell’UE

Il Consiglio Europeo del 19 marzo 2026 ha dedicato una sessione dei lavori al completamento del mercato interno e una al rafforzamento delle capacità di difesa e alla sicurezza dell’UE. Le due sessioni confermano: (i) il “ritorno della politica industriale” anche nell’agenda di policy europea; (ii) la crescente centralità di “autonomia strategica aperta” e “capacità di difesa” nell’ambito della politica industriale dell’UE. Il breve post rimarca due aspetti: (i) contrariamente al senso comune, la “weaponization” della politica industriale europea non inizia con l’invasione dell’Ucraina, anche se certamente ne è stata accelerata; (ii) un autentico turning point di questo processo è stato la presentazione, a giugno 2023, della Strategia europea per la sicurezza economica, che, di fatto, è alla base della Strategic Technologies for Europe Platform (STEP). Strategia europea per la sicurezza economica e STEP influenzeranno ampiamente il dibattito sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2028-2034.

La storia infinita della STEP: il Reg. (UE) 2025/2653, la STEP Plus e il negoziato sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2028-2034

Il Reg. (UE) 2025/2653 del 19 dicembre 2025, che disciplina “l’incentivazione di investimenti nel settore della difesa per attuare il piano ReArm Europe” si limita a emendare i Regolamenti di alcuni Programmi già operativi per indirizzare maggiormente le loro azioni verso gli obiettivi di autonomia strategica e di difesa e prontezza militare. Viene anche modificata la Strategic Technologies for Europe Platform (STEP), con l’inserimento di un quarto cluster di tecnologie strategiche per sostenere l’industria europea della difesa (“tecnologie di difesa”).
Si tratta di un cambiamento della STEP non di poco conto. Il Regolamento sulla STEP ha inciso ampiamente sul “riesame intermedio” dei Programmi FESR 2021-2027. Ma il “riesame intermedio” è ormai terminato. Pertanto, sarebbe opportuna una riflessione di decisori politici – nazionali e regionali – e Autorità di Gestione dei Programmi FESR su almeno due aspetti: (i) in che misura il Reg. (UE) 2025/2653 nel suo complesso e la modifica alla STEP potrebbero influenzare l’attuazione degli interventi del FESR nello scorcio finale della programmazione; (ii) in che misura incideranno sul negoziato sui Fondi Strutturali 2028-2034 e, più specificamente, sugli interventi del FESR, specialmente quelli che nel periodo 2028-2034 sosterranno strategia per l’industria europea della difesa e preparedness.

Le ragioni delle modifiche del Reg. (UE) 2025/2653 al Programma Europa Digitale

Il Reg. (UE) 2025/2653 del 19 dicembre 2025, che disciplina “l’incentivazione di investimenti nel settore della difesa nell’ambito del bilancio dell’UE per attuare il piano ReArm Europe”, si configura come un regolamento “enabler”, nel senso che, analogamente al Regolamento sulla STEP (Reg. (UE) 2024/795) si limita a emendare i Regolamenti di alcuni Programmi già operativi per indirizzare maggiormente le loro azioni verso gli obiettivi di autonomia strategica e di difesa e prontezza militare. I dispositivi di finanziamento che vengono modificati maggiormente sono: (i) la STEP (ne parlerò nel prossimo post del 25 gennaio); (ii) il Programma Europa Digitale.
Il focus di questo post è sulle modifiche al Programma Europa Digitale per due motivi: (i) potrebbero catalizzare i cambiamenti profondi che stanno interessando il settore delle telecomunicazioni; (ii) tali modifiche, insieme alle dinamiche di cambiamento strutturali del comparto delle telecomunicazioni e, più in generale, della sfera digitale, sono destinate a incidere ampiamente sul negoziato sugli interventi cofinanziati dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale nel periodo 2028-2034.

La strategia per la difesa europea: l’importanza del Reg. (UE) 2025/2653

Il Reg. (UE) 2025/2653 del 19 dicembre 2025 – “mini-omnibus della difesa” – che disciplina “l’incentivazione di investimenti nel settore della difesa nell’ambito del bilancio dell’UE per attuare il piano ReArm Europe” è assolutamente un “segno dei tempi”, dato che è permeato dalla nuova priorità trasversale della politica europea che è il rafforzamento della capacità di difesa. Inoltre, ha il merito di esplicitare in termini più chiari che mai come la strategia europea per la difesa sia strutturata su due pilastri: (i) investimenti sulla competitività con interventi di sostegno alla ricerca e all’innovazione sempre più orientati a tecnologie e prodotti dual-use e alla “strategia per l’industria europea della difesa” (European Defence Industry Strategy – EDIS); (ii) investimenti sulla rete infrastrutturale sempre più orientati alla preparedness, alla sicurezza europea e alla difesa. Tali pilastri, di fatto, si possono considerare come delle autentiche direttrici strategiche delle politiche europee. Questo significa che le modifiche introdotte da questo Regolamento al novero delle azioni sostenute da diversi strumenti di finanziamento dell’UE dovrebbero influenzare ampiamente lo spettro delle azioni finanziabili dal FESR 2028-2034.