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La storia infinita della STEP: il Reg. (UE) 2025/2653, la STEP Plus e il negoziato sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2028-2034

Il Reg. (UE) 2025/2653 del 19 dicembre 2025, che disciplina “l’incentivazione di investimenti nel settore della difesa per attuare il piano ReArm Europe” si limita a emendare i Regolamenti di alcuni Programmi già operativi per indirizzare maggiormente le loro azioni verso gli obiettivi di autonomia strategica e di difesa e prontezza militare. Viene anche modificata la Strategic Technologies for Europe Platform (STEP), con l’inserimento di un quarto cluster di tecnologie strategiche per sostenere l’industria europea della difesa (“tecnologie di difesa”).
Si tratta di un cambiamento della STEP non di poco conto. Il Regolamento sulla STEP ha inciso ampiamente sul “riesame intermedio” dei Programmi FESR 2021-2027. Ma il “riesame intermedio” è ormai terminato. Pertanto, sarebbe opportuna una riflessione di decisori politici – nazionali e regionali – e Autorità di Gestione dei Programmi FESR su almeno due aspetti: (i) in che misura il Reg. (UE) 2025/2653 nel suo complesso e la modifica alla STEP potrebbero influenzare l’attuazione degli interventi del FESR nello scorcio finale della programmazione; (ii) in che misura incideranno sul negoziato sui Fondi Strutturali 2028-2034 e, più specificamente, sugli interventi del FESR, specialmente quelli che nel periodo 2028-2034 sosterranno strategia per l’industria europea della difesa e preparedness.

Le ragioni delle modifiche del Reg. (UE) 2025/2653 al Programma Europa Digitale

Il Reg. (UE) 2025/2653 del 19 dicembre 2025, che disciplina “l’incentivazione di investimenti nel settore della difesa nell’ambito del bilancio dell’UE per attuare il piano ReArm Europe”, si configura come un regolamento “enabler”, nel senso che, analogamente al Regolamento sulla STEP (Reg. (UE) 2024/795) si limita a emendare i Regolamenti di alcuni Programmi già operativi per indirizzare maggiormente le loro azioni verso gli obiettivi di autonomia strategica e di difesa e prontezza militare. I dispositivi di finanziamento che vengono modificati maggiormente sono: (i) la STEP (ne parlerò nel prossimo post del 25 gennaio); (ii) il Programma Europa Digitale.
Il focus di questo post è sulle modifiche al Programma Europa Digitale per due motivi: (i) potrebbero catalizzare i cambiamenti profondi che stanno interessando il settore delle telecomunicazioni; (ii) tali modifiche, insieme alle dinamiche di cambiamento strutturali del comparto delle telecomunicazioni e, più in generale, della sfera digitale, sono destinate a incidere ampiamente sul negoziato sugli interventi cofinanziati dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale nel periodo 2028-2034.

La strategia per la difesa europea: l’importanza del Reg. (UE) 2025/2653

Il Reg. (UE) 2025/2653 del 19 dicembre 2025 – “mini-omnibus della difesa” – che disciplina “l’incentivazione di investimenti nel settore della difesa nell’ambito del bilancio dell’UE per attuare il piano ReArm Europe” è assolutamente un “segno dei tempi”, dato che è permeato dalla nuova priorità trasversale della politica europea che è il rafforzamento della capacità di difesa. Inoltre, ha il merito di esplicitare in termini più chiari che mai come la strategia europea per la difesa sia strutturata su due pilastri: (i) investimenti sulla competitività con interventi di sostegno alla ricerca e all’innovazione sempre più orientati a tecnologie e prodotti dual-use e alla “strategia per l’industria europea della difesa” (European Defence Industry Strategy – EDIS); (ii) investimenti sulla rete infrastrutturale sempre più orientati alla preparedness, alla sicurezza europea e alla difesa. Tali pilastri, di fatto, si possono considerare come delle autentiche direttrici strategiche delle politiche europee. Questo significa che le modifiche introdotte da questo Regolamento al novero delle azioni sostenute da diversi strumenti di finanziamento dell’UE dovrebbero influenzare ampiamente lo spettro delle azioni finanziabili dal FESR 2028-2034.

Politica di coesione e strategia europea per la sicurezza economica

Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), nel periodo 2028-20234, sarà parte del Fondo “unico” per le politiche strutturali e finanzierà OS 3a Promuovere la prosperità sostenibile dell’Unione in tutte le regioni e OS 3b Promuovere la sicurezza e le capacità di difesa dell’Unione in tutte le regioni dei Piani di Partenariato Nazionali e Regionali (PPNR) di ciascun Stato Membro.
Il nuovo OS 3b Promuovere la sicurezza e le capacità di difesa dell’Unione in tutte le regioni è un elemento di novità assoluto per la politica di coesione e deve essere ancora “costruito”. A tal fine vanno via via esaminate le nuove proposte in materia di sicurezza e capacità di difesa dell’UE. In questa luce, un autentico faro è costituito dalla recente Iniziativa per la Sicurezza economica dell’UE (presentata il 3 dicembre scorso). Esaminandola, mi pare che i tre policy field dell’OS 3b siano coerenti con le aree prioritarie di intervento di tale Iniziativa. Di converso, non sono affatto coerenti con gli obiettivi di riequilibrio territoriale e di “sviluppo armonioso dell’insieme dell’Unione” sanciti dall’art. 174 del TFUE, che sono la vera base portante della politica di coesione.

Bussola per la competitività e Piani di Partenariato Nazionali e Regionali post 2027

Il nuovo breve articolo evidenzia come vi sia un solido filo di continuità fra: (i) Iniziativa Strategic Technologies for Europe Platform (STEP), (ii) Iniziativa bussola per la competitività, (iii) proposta di “modernizzazione” della politica di coesione (si vedano i recenti Regolamenti 2025/1913 e 2025/1914, che stanno condizionando ampiamente la conclusione del percorso di riesame intermedio dei Programmi 21-27) che, è ampiamente in linea con orientamenti e pilastri della bussola per la competitività e (iv) la struttura dei Piani di Partenariato Nazionali e Regionali post 2027. L’articolo, in particolare, propone un pragmatico abbinamento fra i tre pilastri della bussola per la competitività e i policy field dell’Obiettivo Generale 2a Ridurre gli squilibri regionali e l’arretratezza delle regioni meno favorite e promuovere la cooperazione territoriale europea dei Piani di Partenariato Nazionali e Regionali post 2027.

La piattaforma “di finanziamento” STEP, il “riesame intermedio” dei Programmi FESR e il posizionamento competitivo delle regioni in base al Regional Innovation Index

Il post illustra i rischi di una riprogrammazione in chiave STEP dei Programmi Regionali FESR calata dall’alto e, soprattutto, volta soprattutto a cercare di ottenere le rilevanti agevolazioni condizionate previste prima dal «Regolamento STEP» e poi dal Reg. (UE) 2025/1914 dello scorso 18 settembre, che dà corso legale alle modifiche del Regolamento originale sul FESR previste dalla proposta di “modernizzazione” della politica di coesione, che era stata avanzata dalla Commissione il 1° aprile scorso.

I vincoli alla nuova politica industriale “dirigista” dell’UE

Negli ultimi anni anche per l’UE si può parlare di un “ritorno della politica industriale”, da inquadrare come una politica “dirigista” intesa a modificare strutture produttive e traiettorie tecnologiche e produttive.
Il post discute i vincoli che incontra l’Esecutivo europeo nell’attuazione di una politica industriale dirigista – che sono vincoli politico-istituzionali e di finanza pubblica – e le scelte fatte dalla Commissione, negli anni più recenti, per aggirare tali vincoli. La Strategic Technologies for Europe Platform (STEP), essendo una piattaforma “di finanziamento”, si può considerare, nella fase attuale, il principale strumento per aggirare i vincoli di finanza pubblica.

Rischi politici ed amministrativi di un riesame dei Programmi FESR con sperimentazione di una Place-Based Industrial Policy basata sulle tecnologie critiche STEP

Il post illustra i rischi politici ed amministrativi di una possibile sperimentazione di una Place-Based Industrial Policy basata sulle tecnologie strategiche critiche della STEP.
I rischi politici sono in parte rischi inerenti all’arena decisionale allargata e, quindi, tengono conto anche delle possibili reazioni a un “riesame intermedio” assolutamente top down guidato dalla Commissione delle parti economiche e sociali. In parte, sono legati ai comportamenti decisionali dei policy makers che li portano a privilegiare investimenti che potrebbero avere ritorni economici e sociali a breve termine, rispetto ad altri con un orizzonte temporale più ampio, dato che i primi sono più funzionali a sostenere il ritorno elettorale delle scelte pubbliche.
Ciò detto, sono molto rilevanti anche i rischi di natura amministrativa (per selezionare nuovi investimenti sulle tecnologie STEP – fortemente knowledge intensive – e per controllarne il regolare completamento devono sviluppare nuove competenze molto specifiche anche i civil servants).

Rischi economici di un riesame dei Programmi FESR con sperimentazione di una Place-Based Industrial Policy basata sulle tecnologie critiche STEP

Il post illustra i rischi economici di una possibile sperimentazione di una Place-Based Industrial Policy basata sulle tecnologie strategiche critiche della STEP.
Alcuni di questi sono rischi generali e altri sono specificamente riconducibili alla impostazione di fondo dell’approccio di politica industriale del «Regolamento STEP» (discutibile), alla tipologia delle tecnologie della STEP e alle caratteristiche richieste alle attività ammissibili a beneficio dagli avvisi di finanziamento intesi a promuovere sviluppo e fabbricazione di tecnologie STEP.

L’onda lunga della STEP e il riesame intermedio dei Programmi FESR come test per sperimentare la Place-Based Industrial Policy

Il post propone di impostare il riesame dei Programmi FESR come sperimentazione di una Place-Based Industrial Policy ancorata alle tecnologie strategiche critiche della STEP.
Tale sperimentazione dovrebbe tenere conto dei rischi economici, politici e amministrativi che potrebbero minare la “readiness” dei “territori regionali” e, di riflesso, l’efficacia di medio e lungo termine delle scelte strategiche di riprogrammazione e del fatto che tali rischi sono ampiamente condizionati dalla natura particolare delle tecnologie strategiche critiche, che sono tecnologie molto avanzate e richiedono competenze fortemente specifiche, ma anche caratterizzata da un “ciclo di vita del prodotto” alquanto breve e dalle caratteristiche molto particolari richieste ai progetti finanziati a valere delle nuove azioni dei Programmi intese a sostenere gli obiettivi della STEP.