
La Commissione propone per la programmazione 2028-2034 un deciso rafforzamento della “dimensione industriale” della politica di coesione. La “svolta industriale” proposta dalla Commissione, ovviamente, risente della crescente focalizzazione della politica industriale su “autonomia strategica aperta”, base industriale e tecnologica di difesa europea e prodotti e dispositivi tecnologici fortemente knowledge intensive e, per loro natura, trasversali rispetto alla classificazione dei settori di attività NACE-ATECO.
Ciò che manca è una proposta di “teoria del cambiamento” su come il sostegno previsto per prodotti e tecnologie knowledge intensive dovrebbe sostenere la competitività di tutte le regioni e, al tempo stesso, il catching up di quelle più arretrate. In particolare, manca una analisi di due elementi potenzialmente critici: (i) la natura fortemente knowledge intensive dei settori della STEP e di altri settori tecnologicamente molto avanzati (in primis quello dello spazio) può comportare che non tutte le imprese dei vari territori – specialmente quelle più piccole – e non tutti i territori siano in grado di “assorbire” certe innovazioni legate a “trasformazione digitale” e Intelligenza Artificiale; (ii) il loro sostegno, invece di concorrere a colmare i divari di sviluppo fra le varie regioni, potrebbe ingenerare meccanismi di polarizzazione produttiva e meccanismi che rafforzano i vantaggi competitivi della localizzazione in certe aree (economie di localizzazione o economie di urbanizzazione), a causa del numero relativamente limitato di imprese knowledge intensive – specialmente nel settore della difesa – e della loro concentrazione spaziale.






