1. La Raccomandazione del Consiglio sul capitale umano del 9 marzo scorso costituisce una rilevante novità del “semestre europeo”. Essa, infatti, introduce un nuovo strumento di coordinamento delle politiche europee, quantunque le Raccomandazioni Specifiche per Paese – o, per essere precisi, il Country Report allegato – abbiano sempre riportato una sezione sull’istruzione.
2. La Raccomandazione del Consiglio rimarca che il suo obiettivo è quello di far fronte alle carenze di competenze in settori strategici, rafforzare le competenze di base e l’istruzione e la formazione professionale (IeFP), migliorare i risultati dell’istruzione terziaria nelle discipline STEM, incrementare gli investimenti pubblici e privati nell’istruzione, nella formazione e nelle competenze e, infine, migliorare l’analisi del fabbisogno di competenze per anticipare le future transizioni nel mercato del lavoro e le professioni emergenti. [1]
3. La Raccomandazione propone sei indirizzi strategici (obiettivi strategici), che si possono raggruppare in tre ambiti di intervento (si veda la figura che segue). Ai sei indirizzi strategici sono associati diciannove obiettivi operativi.
Figura 1 – Missione, ambiti e indirizzi strategici della Raccomandazione del Consiglio sul capitale umano nell’UE
4. Il primo indirizzo strategico “Affrontare le carenze di competenze in settori strategici” si articola in tre obiettivi operativi, il primo dei quali riporta un riferimento esplicito all’Intelligenza Artificiale (IA):
• Orientare gli interventi per far fronte alle carenze di competenze, con particolare attenzione alle occupazioni che richiedono competenze in campo scientifico, tecnologico, ingegneristico e matematico (STEM), comprese le TIC e l’IA, in settori di importanza strategica per la competitività e la resilienza.
• Rafforzare lo sviluppo accelerato e a lungo termine di competenze adeguate alle esigenze future e attinenti al mercato del lavoro in settori di importanza strategica, promuovendo partenariati tra gli erogatori di istruzione e formazione, i servizi pubblici per l’impiego, le parti sociali e le singole imprese, nonché gli enti pubblici.
• Ridurre gli ostacoli all’accesso alle professioni regolamentate.
5. L’obiettivo operativo “Orientare gli interventi per far fronte alle carenze di competenze, con particolare attenzione alle occupazioni che richiedono competenze in campo scientifico, tecnologico, ingegneristico e matematico, comprese le TIC e l’IA” è senz’altro un obiettivo condivisibile e l’IA è certamente, ormai, la tecnologia abilitante chiave per eccellenza. Il punto è che sarebbe necessario, anche considerando il quadro di policy delineato dall’UE a partire dall’insediamento della seconda Commissione von der Leyen, capire meglio quali potrebbero essere gli effetti dell’IA sulle professioni del futuro e sulle abilità intellettuali e manuali che verranno richiesti ai lavoratori nel giro di pochi anni.
6. Vi sono, infatti, molteplici indagini e vari articoli di eminenti economisti che hanno trattato l’effetto dell’IA su occupazioni e professioni, ma l’impressione è che questi studi siano fortemente focalizzati su:
• effetti su come evolverà la domanda di lavoro nel settore dell’IA per professioni high skilled, anche a seguito del probabile cambiamento, nel medio termine, degli stessi processi di raccolta, rielaborazione e somministrazione ai sistemi di IA dei dati necessari per “addestrarli”;
• effetti occupazionali della forte automazione dei processi produttivi (soprattutto nell’industria manifatturiera) e del crescente ricorso a sistemi di IA “agentica” per far eseguire a degli “agenti” delle attività routinarie. [2]
7. A me pare che non venga ancora dibattuto abbastanza il fatto che i sistemi di IA continuano ad alimentare una forte domanda di capacità di calcolo, a cui si dovrà corrispondere con nuovi servizi di cloud storage dei dati e con delle nuove infrastrutture fisiche (data center).
Questo comporterà anche un forte aumento di profili quali ingegneri tecnologici e dei sistemi informatici e profili tecnici più tradizionali, fra cui operai edili ed elettricisti.
8. Mi sembrano molto significativi, in questa luce, la proposta della Commissione – avanzata il 3 giugno scorso – di un Regolamento denominato “Cloud and AI Development Act” (CADA) e, più in generale, l’intero “pacchetto sulla sovranità tecnologica” (il quale include anche una proposta su una roadmap per migliorare l’utilizzo e il riuso dell’energia in Europa a fronte del previsto forte aumento della domanda di energia, causato dalla crescita continua della domanda di capacità di calcolo e dalla diffusione dei data center).
La proposta di regolamento CADA (Comunicazione COM(2026) 502) non punta solo a stimolare ricerca, sviluppo e innovazione sulle future tecnologie cloud e di IA (le quali, in prospettiva, si tradurranno in cambiamenti sistemici che condurranno a una forte domanda di nuove figure professionali high skilled), ma anche a triplicare la capacità di calcolo dei data center a sostegno del cloud, dell’IA e di applicazioni data-intensive. L’espansione dei data center, come già accennato, non comporterà solo l’aumento della domanda di nuovi profili professionali high skilled, ma anche di quella di altri profili più tradizionali. [3]
******
[1] La Raccomandazione, ovviamente, viene influenzata certamente dall’Iniziativa “Unione delle competenze” (si veda la Comunicazione COM(2025) 90 del 5 marzo 2025) e dalle due Iniziative direttamente collegate, presentate lo stesso giorno: (i) Action Plan on basic skills (Comunicazione COM(2025) 88); (ii) STEM education strategic plan (Comunicazione COM(2025) 89). Ciò detto, se si ragiona anche sugli interventi di sostegno alla creazione di profili professionali coerenti con i possibili sviluppi della domanda di lavoro comportati dall’IA è senz’altro opportuno tenere conto anche del Piano di azione per il continente dell’IA (Comunicazione COM(2025) 165 del 9 aprile 2025) che è imperniato su cinque pilastri (si veda la figura che segue, ripresa direttamente dalla Comunicazione su “AI Continent Action Plan”), fra cui uno che prevede la creazione di una “solida base di talenti dell’UE in materia di IA”.
Figura 2 – Pilastri di “AI Continent Action Plan”
[2] Fra i contributi recenti più significativi si vedano:
Brynjolfsson, E., D. Li and L. Raymond (2025), “Generative AI at Work”, The Quarterly Journal of Economics, Volume 140, Issue 2, May 2025, Pages 889–942.
Brynjolfsson, E., B. Chandar and R. Chen (2025), Canaries in the Coal Mine? Six Facts about the Recent Employment Effects of Artificial Intelligence, Stanford Digital Economy Lab,
EY (2026), Five shifts reshaping Agentic AI economy in 2026.
McKinsey & Company (2026), How European organisations can treat skills as a strategic priority, April 2026.
McKinsey Global institute (2026), Agents, Robots and us. How AI reshapes work and skills in Europe, May 2026.
World Economic Forum (2025), Future of Jobs Report 2025, January 2025.
World Economic Forum (2026), Artificial Intelligence and the Future of Entry-Level Work, June 2026.
[3] Questo breve articolo è stato realizzato senza il supporto di strumenti di Intelligenza Artificiale.






