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Promozione della capacità di sicurezza e difesa dell’UE e Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale 2028-2034

Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), nel periodo 2028-20234, sarà parte del Fondo “unico” per le politiche strutturali e finanzierà OS 3a Promuovere la prosperità sostenibile dell’Unione in tutte le regioni e OS 3b Promuovere la sicurezza e le capacità di difesa dell’Unione in tutte le regioni dei Piani di Partenariato Nazionali e Regionali (PPNR) di ciascun Stato Membro (e anche delle azioni di capacitazione istituzionale).
L’OS 3a si colloca nel solco della politica di coesione come conosciuta finora, mentre l’OS 3b concorrerà a dare corso alla “strategia per la sicurezza economica” recentemente rilanciata. Il post pone in luce come i due Obiettivi Specifici sono ampiamente diversi sotto diversi punti di vista, fra cui spiccano la quasi impossibilità, nel caso degli interventi dell’OS 3b, di delegarne la programmazione e l’attuazione ad enti sub-statali e di rispettare le disposizioni che richiedono ad Autorità di Programma e beneficiari di rendere conto dell’utilizzo delle risorse assegnate con la massima trasparenza.

Policy field e nuovi interventi del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale nel periodo 2028-2034

Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), nel periodo 2028-2034, sarà parte del Fondo “unico” per le politiche strutturali e finanzierà due Obiettivi Specifici dei Piani di Partenariato Nazionali e Regionali (PPNR) di ciascun Stato Membro e delle azioni di capacitazione istituzionale.
I PPNR saranno impostati come programmi perfomance-based e nel caso del FESR sono previsti 13 policy field (ambiti di intervento). In continuità con la programmazione 14-20 e con quella corrente, la vera “unità minima di programmazione” sarà costituita non dalle azioni inserite, bensì da “settori di intervento” (“campi di intervento”), definiti come una categoria standardizzata e predefinita utilizzata per classificare le attività sostenute. Si pongono due problemi: (i) i “settori di intervento” sono categorie di spesa alquanto generiche, che non forniscono elementi definitivi per capire le tipologie di azioni di policy e di progetti realmente ammissibili; (ii) né la proposta di regolamento sui PPNR, né quella sul FESR indicano esplicitamente cosa concretamente si potrà finanziare e cosa no. Questo significa che la Commissione, non chiarendo bene i termini del negoziato, lo potrà condurre in una posizione di forza rispetto sia a Governi centrali e Regioni, che ai potenziali beneficiari.

La missione del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale nel periodo 2028-2034

Il breve articolo spiega meglio la mia ipotesi che il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR), nella programmazione 2028-2034, dovrebbe essere lo strumento che, nell’ambito dei Piani di Partenariato Nazionali e Regionali (PPNR), finanzierà il sostegno alle capacità di sicurezza e di difesa, a cui fa riferimento, genericamente, l’art. 1 della proposta di regolamento su Fondo “unico” per le politiche strutturali post 2027 e PPNR.
Se il negoziato confermasse questa mia ipotesi, si porrebbero diversi interrogativi inerenti all’attuazione di questi interventi (da approfondire in seguito), fra cui spiccano i seguenti: (i) come si potrebbero declinare a livello regionale certi interventi di sostegno all’industria della difesa e di tutela della sicurezza che, per motivi di sicurezza nazionale, è bene siano controllati alquanto rigidamente a livello di governo centrale; (ii) come si potrebbero continuare a rispettare adeguatamente gli obblighi di rendicontazione pubblica dell’uso di finanza pubblica – in capo ad Autorità di Programma e beneficiari – senza rischiare di divulgare certe informazioni che potrebbero inficiare vincoli minimi di sicurezza delle Istituzioni e dei cittadini.

Le proposte ufficiali sui Piani di Partenariato Nazionali e Regionali e sul Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale nel periodo 2028-2034

Il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR), in base alle disposizioni della proposta di regolamento ex COM(2025) 565 su Fondo “unico” per le politiche strutturali post 2027 e Piani di Partenariato Nazionali e Regionali e della proposta di regolamento “verticale” sul FESR (e sul Fondo di Coesione) ex COM(2025) 552, dovrebbe essere lo strumento cardine per: (i) dare corso ai due Obiettivi Specifici dell’Obiettivo Generale 2a dei PPNR; (ii) finanziare gli interventi dei 13 policy field dei due Obiettivi Specifici di cui sopra; (iii) finanziare anche il policy field dell’Obiettivo Generale 2e inteso a sostenere il rafforzamento delle capacità istituzionali dei soggetti attuatori degli interventi. Gli aspetti critici – e non trattati con la dovuta chiarezza nelle proposte ufficiali – sono i seguenti: (i) il generico riferimento al sostegno alle capacità di sicurezza e difesa del Fondo “unico” per le politiche strutturali post 2027 quasi certamente si tradurrà nel fatto che sarà il FESR a finanziare le capacità di sicurezza e di difesa; (ii) diversamente dal Reg. (UE) 2021/1058, che indica chiaramente interventi ammissibili e non ammissibili, la Comunicazione COM(2025) 552 non indica minimamente cosa si potrà finanziare e non finanziare con il FESR.

Le proposte ufficiali sul Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034 dell’UE

Il 16 luglio scorso la Commissione ha avanzato le proposte ufficiali sul Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) dell’UE 2028-2034. Una delle grandi novità del QFP 2028-2034 è l’introduzione di un unico Fondo – Fondo Europeo per la Prosperità e la Sicurezza Sostenibili in campo economico, territoriale, sociale, rurale e marittimo – che raccoglie tutti gli strumenti di finanziamento europei caratterizzati da una pre-allocazione di finanza pubblica europea a livello nazionale, tra cui i Fondi Strutturali.
Questo Fondo sarà attuato in primo luogo tramite dei Piani di Partenariato Nazionali e Regionali (PPNR). Il post esamina i rischi delle proposte gemelle su un Fondo “unico” per le politiche territoriali dell’UE e delle politiche per il controllo dei flussi migratori e di un Piano “unico” per ciascuno dei 27 Stati Membri, che vanno oltre quello ampiamente dibattuto di una “ri-nazionalizzazione” della politica di coesione. In particolare, evidenzia che non solo sarà alquanto impegnativo definire un PPNR internamente coerente, ma sarà anche piuttosto difficile, alla luce dell’articolazione del PPNR e dell’eterogeneità di priorità strategiche e di interventi, sorvegliare adeguatamente flussi finanziari e correttezza della rendicontazione delle spese.

Le proposte sulla “modernizzazione” della politica di coesione e sulla nuova programmazione post 2027 dei Fondi Strutturali

Il post ricorda l’importanza, ai fini del completamento del riesame intermedio dei Programmi ex art. 18 del Reg. (UE)2021/1060, della proposta di “modernizzazione” della politica di coesione, avanzata il 1° aprile scorso e il cui iter legislativo si è chiuso il 18 settembre con l’approvazione dei regolamenti di emendamento a quello su FSE Plus (Reg. (UE) 2025/1913) e ai Regolamenti di base di FESR e Fondo di Coesione e di Just Transition Fund (Reg. (UE) 2025/1914). Evidenzia parimenti quanto la proposta di riforma dello scorso aprile influenza anche l’impostazione della politica di coesione post 2027. Questa è delineata nella proposta di Regolamento sui Piani di Partenariato Nazionali e Regionali che, con riferimento all’Obiettivo Generale Ridurre gli squilibri regionali, include due Obiettivi Specifici. Il primo – quello realmente in continuità con l’impostazione tradizionale della politica di coesione – include dieci ambiti di policy. Come si illustra nell’articolo quasi tutti affondano le radici nei policy field prioritari e complementari della proposta di modernizzazione della politica di coesione inerenti a FESR, Fondo di Coesione e Just Transition Fund.

Appunti 30.05.2025 – Il dibattito sul Quadro Finanziario Pluriennale dell’UE post 2027

Il Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) dell’UE ha una grande valenza politica, in quanto la sua struttura – per il periodo di programmazione 2021-2027 articolata in 7 rubriche, 16 “policy cluster” e numerosi Programmi/dispositivi di spesa – fornisce di fatto l’intelaiatura strategica di tutte le politiche pubbliche europee. In questa luce, l’indicazione che il prossimo, per il periodo post 2027, sarà un “truly policy-based budget”, riportata nella Comunicazione COM(2025) 46 “The road to the next Multiannual Financial Framework” rilasciata il 12 febbraio scorso, è nulla più che uno slogan. La vera sfida del nuovo QFP – per il quale le proposte ufficiali dovrebbero essere rilasciate il prossimo 16 luglio – è quella di ridurre il numero di strumenti di finanziamento “off-the-budget”, generalmente istituiti per affrontare delle emergenze su cui non si riesce a intervenire con gli stanziamenti ordinari del bilancio europeo.

Appunti 30.03.2025 – Il Quadro Finanziario Pluriennale dell’UE

Il post presenta il sistema di finanza pubblica dell’UE e, più specificamente, ratio ed elementi nevralgici del Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) dell’UE.
Il QFP ha una grande valenza politica, in quanto la sua struttura – per il periodo di programmazione 2021-2027 articolata in 7 rubriche, 16 “policy cluster” e numerosi Programmi/dispositivi di spesa – fornisce di fatto l’intelaiatura strategica di tutte le politiche pubbliche europee.

Attivatori del Competitiveness Compass e dibattito sul Quadro Finanziario Pluriennale dell’UE 2028-2034

Il post, muovendo da una breve analisi dei c.d. “attivatori” del Competitiveness Compass (bussola per la competitività presentata dalla Commissione il 29 gennaio 2025), rimarca che tale Iniziativa è destinata a segnare ampiamente il dibattito sulle politiche dell’UE post 2027 e anche la stessa struttura del Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) dell’UE per il periodo 2028-2034.
Infatti, la Comunicazione della Commissione COM(2025) 46 (“The road to the next MultiAnnual Financial Framework”), che reca le prime proposte di massima sul nuovo QFP, prevede di fatto tre cluster di spese, fra cui il Fondo per la Competitività richiamato a più riprese nella Comunicazione sulla bussola per la competitività: (i) un cluster basato su Piani nazionali con riforme e investimenti chiave (questi Piani, ovviamente, riecheggiano i Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza); (ii) un cluster coincidente con il Fondo per la Competitività; (iii) un cluster inteso a rafforzare l’azione esterna dell’Unione.

Il 2025 sarà ricordato come “un anno vissuto pericolosamente” dalle Autorità di Gestione dei Programmi cofinanziati dai Fondi Strutturali

Il post illustra le principali scadenze strategiche del 2025 per i Programmi cofinanziati dai Fondi Strutturali. Due di queste – la presentazione da parte dell’Autorità di Gestione della valutazione sul riesame intermedio dei Programmi entro il 31 marzo e la verifica del rispetto della clausola di disimpegno automatico (“N+3”) entro il 31 dicembre – sono ampiamente attenzionate da tempo (anche per il fatto che sono previste dalla base regolamentare dei Fondi Strutturali).
La terza scadenza – che si dovrebbe collocare nel periodo maggio – giugno 2025 – riguarda la Commissione e concerne la presentazione delle proposte ufficiali sul Quadro Finanziario Pluriennale post 2027 e sui nuovi strumenti di finanziamento dell’UE.