Author: Antonio Bonetti

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La nuova Iniziativa Affordable housing e il rilancio del New European Bauhaus

La Commissione, lo scorso 16 dicembre, a latere dell’Iniziativa Affordable housing ha presentato due documenti ufficiali intesi a rilanciare il New European Bauhaus (NEB): la Comunicazione COM(2025) 1026 dal titolo molto significativo “From vision to implementation” e la Comunicazione COM(2025) 1027 recante una Proposta di Raccomandazione del Consiglio sul NEB.
Il 12 novembre 2025 la Commissione aveva anche varato la “bussola per la cultura” (Culture Compass for Europe).
Francamente non è facile capire cosa sia, oggi, veramente il nuovo Bauhaus europeo. Se si esaminano congiuntamente messaggio inziale della Comunicazione COM(2025) 1026 e titolo e descrizione del nuovo Bauhaus sia nella Comunicazione sulla “bussola per la cultura” (12 novembre 2025), che in quella su Affordable housing (16 dicembre 2025), sembra delinearsi, nella fase attuale, un triplice ruolo.
Approfondire le possibili funzioni del NEB è importante in quanto le due Comunicazioni intese a rilanciarlo si profilano come la base operativa per indirizzare gli interventi di sostegno e l’allocazione delle risorse pubbliche per il settore culturale negli anni a venire.

La storia infinita della STEP: il Reg. (UE) 2025/2653, la STEP Plus e il negoziato sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2028-2034

Il Reg. (UE) 2025/2653 del 19 dicembre 2025, che disciplina “l’incentivazione di investimenti nel settore della difesa per attuare il piano ReArm Europe” si limita a emendare i Regolamenti di alcuni Programmi già operativi per indirizzare maggiormente le loro azioni verso gli obiettivi di autonomia strategica e di difesa e prontezza militare. Viene anche modificata la Strategic Technologies for Europe Platform (STEP), con l’inserimento di un quarto cluster di tecnologie strategiche per sostenere l’industria europea della difesa (“tecnologie di difesa”).
Si tratta di un cambiamento della STEP non di poco conto. Il Regolamento sulla STEP ha inciso ampiamente sul “riesame intermedio” dei Programmi FESR 2021-2027. Ma il “riesame intermedio” è ormai terminato. Pertanto, sarebbe opportuna una riflessione di decisori politici – nazionali e regionali – e Autorità di Gestione dei Programmi FESR su almeno due aspetti: (i) in che misura il Reg. (UE) 2025/2653 nel suo complesso e la modifica alla STEP potrebbero influenzare l’attuazione degli interventi del FESR nello scorcio finale della programmazione; (ii) in che misura incideranno sul negoziato sui Fondi Strutturali 2028-2034 e, più specificamente, sugli interventi del FESR, specialmente quelli che nel periodo 2028-2034 sosterranno strategia per l’industria europea della difesa e preparedness.

Le ragioni delle modifiche del Reg. (UE) 2025/2653 al Programma Europa Digitale

Il Reg. (UE) 2025/2653 del 19 dicembre 2025, che disciplina “l’incentivazione di investimenti nel settore della difesa nell’ambito del bilancio dell’UE per attuare il piano ReArm Europe”, si configura come un regolamento “enabler”, nel senso che, analogamente al Regolamento sulla STEP (Reg. (UE) 2024/795) si limita a emendare i Regolamenti di alcuni Programmi già operativi per indirizzare maggiormente le loro azioni verso gli obiettivi di autonomia strategica e di difesa e prontezza militare. I dispositivi di finanziamento che vengono modificati maggiormente sono: (i) la STEP (ne parlerò nel prossimo post del 25 gennaio); (ii) il Programma Europa Digitale.
Il focus di questo post è sulle modifiche al Programma Europa Digitale per due motivi: (i) potrebbero catalizzare i cambiamenti profondi che stanno interessando il settore delle telecomunicazioni; (ii) tali modifiche, insieme alle dinamiche di cambiamento strutturali del comparto delle telecomunicazioni e, più in generale, della sfera digitale, sono destinate a incidere ampiamente sul negoziato sugli interventi cofinanziati dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale nel periodo 2028-2034.

La strategia per la difesa europea: l’importanza del Reg. (UE) 2025/2653

Il Reg. (UE) 2025/2653 del 19 dicembre 2025 – “mini-omnibus della difesa” – che disciplina “l’incentivazione di investimenti nel settore della difesa nell’ambito del bilancio dell’UE per attuare il piano ReArm Europe” è assolutamente un “segno dei tempi”, dato che è permeato dalla nuova priorità trasversale della politica europea che è il rafforzamento della capacità di difesa. Inoltre, ha il merito di esplicitare in termini più chiari che mai come la strategia europea per la difesa sia strutturata su due pilastri: (i) investimenti sulla competitività con interventi di sostegno alla ricerca e all’innovazione sempre più orientati a tecnologie e prodotti dual-use e alla “strategia per l’industria europea della difesa” (European Defence Industry Strategy – EDIS); (ii) investimenti sulla rete infrastrutturale sempre più orientati alla preparedness, alla sicurezza europea e alla difesa. Tali pilastri, di fatto, si possono considerare come delle autentiche direttrici strategiche delle politiche europee. Questo significa che le modifiche introdotte da questo Regolamento al novero delle azioni sostenute da diversi strumenti di finanziamento dell’UE dovrebbero influenzare ampiamente lo spettro delle azioni finanziabili dal FESR 2028-2034.

Politica di coesione e strategia europea per la sicurezza economica

Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), nel periodo 2028-20234, sarà parte del Fondo “unico” per le politiche strutturali e finanzierà OS 3a Promuovere la prosperità sostenibile dell’Unione in tutte le regioni e OS 3b Promuovere la sicurezza e le capacità di difesa dell’Unione in tutte le regioni dei Piani di Partenariato Nazionali e Regionali (PPNR) di ciascun Stato Membro.
Il nuovo OS 3b Promuovere la sicurezza e le capacità di difesa dell’Unione in tutte le regioni è un elemento di novità assoluto per la politica di coesione e deve essere ancora “costruito”. A tal fine vanno via via esaminate le nuove proposte in materia di sicurezza e capacità di difesa dell’UE. In questa luce, un autentico faro è costituito dalla recente Iniziativa per la Sicurezza economica dell’UE (presentata il 3 dicembre scorso). Esaminandola, mi pare che i tre policy field dell’OS 3b siano coerenti con le aree prioritarie di intervento di tale Iniziativa. Di converso, non sono affatto coerenti con gli obiettivi di riequilibrio territoriale e di “sviluppo armonioso dell’insieme dell’Unione” sanciti dall’art. 174 del TFUE, che sono la vera base portante della politica di coesione.

Promozione della capacità di sicurezza e difesa dell’UE e Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale 2028-2034

Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), nel periodo 2028-20234, sarà parte del Fondo “unico” per le politiche strutturali e finanzierà OS 3a Promuovere la prosperità sostenibile dell’Unione in tutte le regioni e OS 3b Promuovere la sicurezza e le capacità di difesa dell’Unione in tutte le regioni dei Piani di Partenariato Nazionali e Regionali (PPNR) di ciascun Stato Membro (e anche delle azioni di capacitazione istituzionale).
L’OS 3a si colloca nel solco della politica di coesione come conosciuta finora, mentre l’OS 3b concorrerà a dare corso alla “strategia per la sicurezza economica” recentemente rilanciata. Il post pone in luce come i due Obiettivi Specifici sono ampiamente diversi sotto diversi punti di vista, fra cui spiccano la quasi impossibilità, nel caso degli interventi dell’OS 3b, di delegarne la programmazione e l’attuazione ad enti sub-statali e di rispettare le disposizioni che richiedono ad Autorità di Programma e beneficiari di rendere conto dell’utilizzo delle risorse assegnate con la massima trasparenza.

Policy field e nuovi interventi del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale nel periodo 2028-2034

Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), nel periodo 2028-2034, sarà parte del Fondo “unico” per le politiche strutturali e finanzierà due Obiettivi Specifici dei Piani di Partenariato Nazionali e Regionali (PPNR) di ciascun Stato Membro e delle azioni di capacitazione istituzionale.
I PPNR saranno impostati come programmi perfomance-based e nel caso del FESR sono previsti 13 policy field (ambiti di intervento). In continuità con la programmazione 14-20 e con quella corrente, la vera “unità minima di programmazione” sarà costituita non dalle azioni inserite, bensì da “settori di intervento” (“campi di intervento”), definiti come una categoria standardizzata e predefinita utilizzata per classificare le attività sostenute. Si pongono due problemi: (i) i “settori di intervento” sono categorie di spesa alquanto generiche, che non forniscono elementi definitivi per capire le tipologie di azioni di policy e di progetti realmente ammissibili; (ii) né la proposta di regolamento sui PPNR, né quella sul FESR indicano esplicitamente cosa concretamente si potrà finanziare e cosa no. Questo significa che la Commissione, non chiarendo bene i termini del negoziato, lo potrà condurre in una posizione di forza rispetto sia a Governi centrali e Regioni, che ai potenziali beneficiari.

La missione del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale nel periodo 2028-2034

Il breve articolo spiega meglio la mia ipotesi che il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR), nella programmazione 2028-2034, dovrebbe essere lo strumento che, nell’ambito dei Piani di Partenariato Nazionali e Regionali (PPNR), finanzierà il sostegno alle capacità di sicurezza e di difesa, a cui fa riferimento, genericamente, l’art. 1 della proposta di regolamento su Fondo “unico” per le politiche strutturali post 2027 e PPNR.
Se il negoziato confermasse questa mia ipotesi, si porrebbero diversi interrogativi inerenti all’attuazione di questi interventi (da approfondire in seguito), fra cui spiccano i seguenti: (i) come si potrebbero declinare a livello regionale certi interventi di sostegno all’industria della difesa e di tutela della sicurezza che, per motivi di sicurezza nazionale, è bene siano controllati alquanto rigidamente a livello di governo centrale; (ii) come si potrebbero continuare a rispettare adeguatamente gli obblighi di rendicontazione pubblica dell’uso di finanza pubblica – in capo ad Autorità di Programma e beneficiari – senza rischiare di divulgare certe informazioni che potrebbero inficiare vincoli minimi di sicurezza delle Istituzioni e dei cittadini.

Le proposte ufficiali sui Piani di Partenariato Nazionali e Regionali e sul Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale nel periodo 2028-2034

Il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR), in base alle disposizioni della proposta di regolamento ex COM(2025) 565 su Fondo “unico” per le politiche strutturali post 2027 e Piani di Partenariato Nazionali e Regionali e della proposta di regolamento “verticale” sul FESR (e sul Fondo di Coesione) ex COM(2025) 552, dovrebbe essere lo strumento cardine per: (i) dare corso ai due Obiettivi Specifici dell’Obiettivo Generale 2a dei PPNR; (ii) finanziare gli interventi dei 13 policy field dei due Obiettivi Specifici di cui sopra; (iii) finanziare anche il policy field dell’Obiettivo Generale 2e inteso a sostenere il rafforzamento delle capacità istituzionali dei soggetti attuatori degli interventi. Gli aspetti critici – e non trattati con la dovuta chiarezza nelle proposte ufficiali – sono i seguenti: (i) il generico riferimento al sostegno alle capacità di sicurezza e difesa del Fondo “unico” per le politiche strutturali post 2027 quasi certamente si tradurrà nel fatto che sarà il FESR a finanziare le capacità di sicurezza e di difesa; (ii) diversamente dal Reg. (UE) 2021/1058, che indica chiaramente interventi ammissibili e non ammissibili, la Comunicazione COM(2025) 552 non indica minimamente cosa si potrà finanziare e non finanziare con il FESR.

Le proposte ufficiali sul Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034 dell’UE

Il 16 luglio scorso la Commissione ha avanzato le proposte ufficiali sul Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) dell’UE 2028-2034. Una delle grandi novità del QFP 2028-2034 è l’introduzione di un unico Fondo – Fondo Europeo per la Prosperità e la Sicurezza Sostenibili in campo economico, territoriale, sociale, rurale e marittimo – che raccoglie tutti gli strumenti di finanziamento europei caratterizzati da una pre-allocazione di finanza pubblica europea a livello nazionale, tra cui i Fondi Strutturali.
Questo Fondo sarà attuato in primo luogo tramite dei Piani di Partenariato Nazionali e Regionali (PPNR). Il post esamina i rischi delle proposte gemelle su un Fondo “unico” per le politiche territoriali dell’UE e delle politiche per il controllo dei flussi migratori e di un Piano “unico” per ciascuno dei 27 Stati Membri, che vanno oltre quello ampiamente dibattuto di una “ri-nazionalizzazione” della politica di coesione. In particolare, evidenzia che non solo sarà alquanto impegnativo definire un PPNR internamente coerente, ma sarà anche piuttosto difficile, alla luce dell’articolazione del PPNR e dell’eterogeneità di priorità strategiche e di interventi, sorvegliare adeguatamente flussi finanziari e correttezza della rendicontazione delle spese.