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La strategia per la difesa europea: l’importanza del Reg. (UE) 2025/2653

Il Reg. (UE) 2025/2653 del 19 dicembre 2025 – “mini-omnibus della difesa” – che disciplina “l’incentivazione di investimenti nel settore della difesa nell’ambito del bilancio dell’UE per attuare il piano ReArm Europe” è assolutamente un “segno dei tempi”, dato che è permeato dalla nuova priorità trasversale della politica europea che è il rafforzamento della capacità di difesa. Inoltre, ha il merito di esplicitare in termini più chiari che mai come la strategia europea per la difesa sia strutturata su due pilastri: (i) investimenti sulla competitività con interventi di sostegno alla ricerca e all’innovazione sempre più orientati a tecnologie e prodotti dual-use e alla “strategia per l’industria europea della difesa” (European Defence Industry Strategy – EDIS); (ii) investimenti sulla rete infrastrutturale sempre più orientati alla preparedness, alla sicurezza europea e alla difesa. Tali pilastri, di fatto, si possono considerare come delle autentiche direttrici strategiche delle politiche europee. Questo significa che le modifiche introdotte da questo Regolamento al novero delle azioni sostenute da diversi strumenti di finanziamento dell’UE dovrebbero influenzare ampiamente lo spettro delle azioni finanziabili dal FESR 2028-2034.

Politica di coesione e strategia europea per la sicurezza economica

Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), nel periodo 2028-20234, sarà parte del Fondo “unico” per le politiche strutturali e finanzierà OS 3a Promuovere la prosperità sostenibile dell’Unione in tutte le regioni e OS 3b Promuovere la sicurezza e le capacità di difesa dell’Unione in tutte le regioni dei Piani di Partenariato Nazionali e Regionali (PPNR) di ciascun Stato Membro.
Il nuovo OS 3b Promuovere la sicurezza e le capacità di difesa dell’Unione in tutte le regioni è un elemento di novità assoluto per la politica di coesione e deve essere ancora “costruito”. A tal fine vanno via via esaminate le nuove proposte in materia di sicurezza e capacità di difesa dell’UE. In questa luce, un autentico faro è costituito dalla recente Iniziativa per la Sicurezza economica dell’UE (presentata il 3 dicembre scorso). Esaminandola, mi pare che i tre policy field dell’OS 3b siano coerenti con le aree prioritarie di intervento di tale Iniziativa. Di converso, non sono affatto coerenti con gli obiettivi di riequilibrio territoriale e di “sviluppo armonioso dell’insieme dell’Unione” sanciti dall’art. 174 del TFUE, che sono la vera base portante della politica di coesione.

Promozione della capacità di sicurezza e difesa dell’UE e Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale 2028-2034

Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), nel periodo 2028-20234, sarà parte del Fondo “unico” per le politiche strutturali e finanzierà OS 3a Promuovere la prosperità sostenibile dell’Unione in tutte le regioni e OS 3b Promuovere la sicurezza e le capacità di difesa dell’Unione in tutte le regioni dei Piani di Partenariato Nazionali e Regionali (PPNR) di ciascun Stato Membro (e anche delle azioni di capacitazione istituzionale).
L’OS 3a si colloca nel solco della politica di coesione come conosciuta finora, mentre l’OS 3b concorrerà a dare corso alla “strategia per la sicurezza economica” recentemente rilanciata. Il post pone in luce come i due Obiettivi Specifici sono ampiamente diversi sotto diversi punti di vista, fra cui spiccano la quasi impossibilità, nel caso degli interventi dell’OS 3b, di delegarne la programmazione e l’attuazione ad enti sub-statali e di rispettare le disposizioni che richiedono ad Autorità di Programma e beneficiari di rendere conto dell’utilizzo delle risorse assegnate con la massima trasparenza.

Policy field e nuovi interventi del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale nel periodo 2028-2034

Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), nel periodo 2028-2034, sarà parte del Fondo “unico” per le politiche strutturali e finanzierà due Obiettivi Specifici dei Piani di Partenariato Nazionali e Regionali (PPNR) di ciascun Stato Membro e delle azioni di capacitazione istituzionale.
I PPNR saranno impostati come programmi perfomance-based e nel caso del FESR sono previsti 13 policy field (ambiti di intervento). In continuità con la programmazione 14-20 e con quella corrente, la vera “unità minima di programmazione” sarà costituita non dalle azioni inserite, bensì da “settori di intervento” (“campi di intervento”), definiti come una categoria standardizzata e predefinita utilizzata per classificare le attività sostenute. Si pongono due problemi: (i) i “settori di intervento” sono categorie di spesa alquanto generiche, che non forniscono elementi definitivi per capire le tipologie di azioni di policy e di progetti realmente ammissibili; (ii) né la proposta di regolamento sui PPNR, né quella sul FESR indicano esplicitamente cosa concretamente si potrà finanziare e cosa no. Questo significa che la Commissione, non chiarendo bene i termini del negoziato, lo potrà condurre in una posizione di forza rispetto sia a Governi centrali e Regioni, che ai potenziali beneficiari.

La missione del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale nel periodo 2028-2034

Il breve articolo spiega meglio la mia ipotesi che il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR), nella programmazione 2028-2034, dovrebbe essere lo strumento che, nell’ambito dei Piani di Partenariato Nazionali e Regionali (PPNR), finanzierà il sostegno alle capacità di sicurezza e di difesa, a cui fa riferimento, genericamente, l’art. 1 della proposta di regolamento su Fondo “unico” per le politiche strutturali post 2027 e PPNR.
Se il negoziato confermasse questa mia ipotesi, si porrebbero diversi interrogativi inerenti all’attuazione di questi interventi (da approfondire in seguito), fra cui spiccano i seguenti: (i) come si potrebbero declinare a livello regionale certi interventi di sostegno all’industria della difesa e di tutela della sicurezza che, per motivi di sicurezza nazionale, è bene siano controllati alquanto rigidamente a livello di governo centrale; (ii) come si potrebbero continuare a rispettare adeguatamente gli obblighi di rendicontazione pubblica dell’uso di finanza pubblica – in capo ad Autorità di Programma e beneficiari – senza rischiare di divulgare certe informazioni che potrebbero inficiare vincoli minimi di sicurezza delle Istituzioni e dei cittadini.

Le proposte ufficiali sui Piani di Partenariato Nazionali e Regionali e sul Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale nel periodo 2028-2034

Il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR), in base alle disposizioni della proposta di regolamento ex COM(2025) 565 su Fondo “unico” per le politiche strutturali post 2027 e Piani di Partenariato Nazionali e Regionali e della proposta di regolamento “verticale” sul FESR (e sul Fondo di Coesione) ex COM(2025) 552, dovrebbe essere lo strumento cardine per: (i) dare corso ai due Obiettivi Specifici dell’Obiettivo Generale 2a dei PPNR; (ii) finanziare gli interventi dei 13 policy field dei due Obiettivi Specifici di cui sopra; (iii) finanziare anche il policy field dell’Obiettivo Generale 2e inteso a sostenere il rafforzamento delle capacità istituzionali dei soggetti attuatori degli interventi. Gli aspetti critici – e non trattati con la dovuta chiarezza nelle proposte ufficiali – sono i seguenti: (i) il generico riferimento al sostegno alle capacità di sicurezza e difesa del Fondo “unico” per le politiche strutturali post 2027 quasi certamente si tradurrà nel fatto che sarà il FESR a finanziare le capacità di sicurezza e di difesa; (ii) diversamente dal Reg. (UE) 2021/1058, che indica chiaramente interventi ammissibili e non ammissibili, la Comunicazione COM(2025) 552 non indica minimamente cosa si potrà finanziare e non finanziare con il FESR.

Le proposte ufficiali sul Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034 dell’UE

Il 16 luglio scorso la Commissione ha avanzato le proposte ufficiali sul Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) dell’UE 2028-2034. Una delle grandi novità del QFP 2028-2034 è l’introduzione di un unico Fondo – Fondo Europeo per la Prosperità e la Sicurezza Sostenibili in campo economico, territoriale, sociale, rurale e marittimo – che raccoglie tutti gli strumenti di finanziamento europei caratterizzati da una pre-allocazione di finanza pubblica europea a livello nazionale, tra cui i Fondi Strutturali.
Questo Fondo sarà attuato in primo luogo tramite dei Piani di Partenariato Nazionali e Regionali (PPNR). Il post esamina i rischi delle proposte gemelle su un Fondo “unico” per le politiche territoriali dell’UE e delle politiche per il controllo dei flussi migratori e di un Piano “unico” per ciascuno dei 27 Stati Membri, che vanno oltre quello ampiamente dibattuto di una “ri-nazionalizzazione” della politica di coesione. In particolare, evidenzia che non solo sarà alquanto impegnativo definire un PPNR internamente coerente, ma sarà anche piuttosto difficile, alla luce dell’articolazione del PPNR e dell’eterogeneità di priorità strategiche e di interventi, sorvegliare adeguatamente flussi finanziari e correttezza della rendicontazione delle spese.

Bussola per la competitività e Piani di Partenariato Nazionali e Regionali post 2027

Il nuovo breve articolo evidenzia come vi sia un solido filo di continuità fra: (i) Iniziativa Strategic Technologies for Europe Platform (STEP), (ii) Iniziativa bussola per la competitività, (iii) proposta di “modernizzazione” della politica di coesione (si vedano i recenti Regolamenti 2025/1913 e 2025/1914, che stanno condizionando ampiamente la conclusione del percorso di riesame intermedio dei Programmi 21-27) che, è ampiamente in linea con orientamenti e pilastri della bussola per la competitività e (iv) la struttura dei Piani di Partenariato Nazionali e Regionali post 2027. L’articolo, in particolare, propone un pragmatico abbinamento fra i tre pilastri della bussola per la competitività e i policy field dell’Obiettivo Generale 2a Ridurre gli squilibri regionali e l’arretratezza delle regioni meno favorite e promuovere la cooperazione territoriale europea dei Piani di Partenariato Nazionali e Regionali post 2027.

Conclusione del percorso legislativo sulla revisione della politica di coesione 2021-2027, nuovi Obiettivi Specifici dei Programmi FESR e bussola per la competitività

Il post ricorda l’importanza, ai fini del completamento del riesame intermedio dei Programmi FESR, ex art. 18 del Reg. (UE) 2021/1060, della proposta di “modernizzazione” della politica di coesione, avanzata lo scorso mese di aprile e pone in luce come questa sia ampiamente in linea con il «Regolamento STEP» sulle Strategic Technologies for Europe Platform (STEP), ma anche con i pilastri (core areas) della bussola per la competitività, autentica stella polare della Commissione nella legislatura 2024-2029. Peraltro, sub-aree strategiche di intervento e principali piani di azione (Iniziative faro) del pilastro “Colmare il divario innovativo” della bussola per la competitività includono azioni intese a potenziare una serie di settori/filiere produttive che si possono ricondurre ai tre cluster della STEP, in particolare al primo che include tecnologie digitali e innovazione delle tecnologie deep tech.

Le proposte sulla “modernizzazione” della politica di coesione e sulla nuova programmazione post 2027 dei Fondi Strutturali

Il post ricorda l’importanza, ai fini del completamento del riesame intermedio dei Programmi ex art. 18 del Reg. (UE)2021/1060, della proposta di “modernizzazione” della politica di coesione, avanzata il 1° aprile scorso e il cui iter legislativo si è chiuso il 18 settembre con l’approvazione dei regolamenti di emendamento a quello su FSE Plus (Reg. (UE) 2025/1913) e ai Regolamenti di base di FESR e Fondo di Coesione e di Just Transition Fund (Reg. (UE) 2025/1914). Evidenzia parimenti quanto la proposta di riforma dello scorso aprile influenza anche l’impostazione della politica di coesione post 2027. Questa è delineata nella proposta di Regolamento sui Piani di Partenariato Nazionali e Regionali che, con riferimento all’Obiettivo Generale Ridurre gli squilibri regionali, include due Obiettivi Specifici. Il primo – quello realmente in continuità con l’impostazione tradizionale della politica di coesione – include dieci ambiti di policy. Come si illustra nell’articolo quasi tutti affondano le radici nei policy field prioritari e complementari della proposta di modernizzazione della politica di coesione inerenti a FESR, Fondo di Coesione e Just Transition Fund.