
Le strategie di capacitazione amministrativa dei beneficiari degli interventi della politica di coesione, tradizionalmente, sono caratterizzate da un approccio fortemente gerarchico (“top down”) e trascurano i meccanismi di apprendimento a livello locale e gli spontanei scambi di conoscenze fra beneficiari degli interventi (stakeholder locali).
Il post propone di passare da un modello “top down” (gerarchico) di trasferimento di conoscenze (in cui una mano sta sopra e “dona” delle competenze a quella che sta sotto) a un modello policentrico in cui tutti coloro che vi aderiscono lo fanno su un piano di parità e (i) hanno l’umiltà di riconoscere che tutti, anche gli operatori più fragili, possono sviluppare delle competenze specifiche e, quindi, non è fruttuoso impostare i processi di trasferimento di competenze come meccanismi unidirezionali; (ii) affrontano la sfida difficilissima di identificare le giuste “intersezioni” di competenze utili per migliorare procedure attuative ed efficacia dei progetti che derivano da organizzazioni e discipline diverse, in cui mettere a fattor comune la pluralità di competenze disponibile in un dato territorio. Si tratta di valorizzare, mutatis mutandis, l’approccio “The Medici Effect” di Frans Johansson all’analisi dei processi di innovazione e delle caratteristiche degli ecosistemi innovativi più performanti.













