Month: July 2026

Il negoziato sui Piani di Partenariato Nazionali e Regionali e sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale per il periodo 2028-2034

Il “testo di compromesso parziale” del Consiglio sulla proposta di regolamento-quadro sul Fondo “unico” per le politiche strutturali 2028-2034 e sui Piani di Partenariato Nazionali e Regionali 2028-2034 ha proposto una diversa formulazione di quasi tutti i policy field su cui interverrà il FESR 2028-2034. Questo vale in particolare per il PF 3a.2 Competitività che, nella formulazione iniziale, era fortemente focalizzato sull’apparato manifatturiero europeo e non faceva alcun riferimento alle Strategie di specializzazione intelligente e per il PF 3b.1 Base industriale della difesa dell’UE, infrastrutture di difesa e mobilità militare. Nel corso del negoziato, tutti i portatori di interesse – istituzionali e non – dovrebbero avanzare molto esplicitamente alla Commissione due quesiti: (i) come si dovranno/potranno coniugare questi due policy field? (ii) quali tipologie di investimenti si potranno concretamente finanziare nell’ambito dei due policy field?

Il negoziato sui Piani di Partenariato Nazionali e Regionali 2028-2034 al termine della Presidenza di turno cipriota

Il “testo di compromesso parziale” sulla proposta di regolamento-quadro sul Fondo “unico” per le politiche strutturali 2028-2034 e sui Piani di Partenariato Nazionali e Regionali (PPNR) rilasciato dal Consiglio il 16 giugno 2026 propone delle interessanti modifiche alla formulazione degli Obiettivi Generali, degli Obiettivi Specifici e dei policy field dei PPNR. Ciò detto, personalmente resto perplesso su due aspetti: (i) gli Obiettivi Generali continuano ad essere fortemente coerenti con il piano di lavoro per la legislatura europea 2024-2029 della Commissione von der Leyen II e molto meno con gli obiettivi istituzionali delle politiche strutturali (questo fa venire il dubbio che i PPNR siano pensati dai decisori politici europei più come strumenti di enforcement delle direttrici strategiche dell’UE che come strumenti per lo sviluppo strutturale dei territori europei più fragili); (ii) il “quadro degli obiettivi” ex art. 2 ed ex art. 3 non si può assolutamente considerare in linea con il c.d. Approccio di Quadro Logico, che prevede che programmi pluriennali di politica economica e progetti siano elaborati sulla base die relazioni di mutua coerenza, secondo una logica “if then”, fra diversi livelli di obiettivi. In altri termini, Obiettivi Generali e Obiettivi Specifici appaiono come dei meri contenitori e non come dei veri livelli logici di una possibile “catena del cambiamento”.