
Il breve articolo propone una breve riflessione sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) nel periodo 2028-2034, sulla coerenza degli interventi finanziati con il quadro di policy europeo e sul ruolo delle Regioni. Com’è noto, a partire dal periodo 2000-2006 in Italia sono stati attuati Programmi Regionali e Programmi Nazionali (tematici). Questo quadro dei Programmi potrebbe mutare ampiamente nel periodo 2028-2034 alla luce della proposta di un unico Piano di Partenariato Nazionale e Regionale (PPNR) che non solo farebbe venire meno i Programmi Regionali FESR e FSE, ma che includerebbe anche le altre politiche strutturali cofinanziate con Fondi dell’UE “a gestione concorrente”. Vi è il rischio, quindi, di un forte ridimensionamento del ruolo delle Regioni in sede di programmazione strategica, ossia nella fase di formulazione del PPNR. Inoltre, viene ampliato il novero dei policy field che dovrebbe essere sostenuti dal FESR e alcuni di questi costituiscono una novità assoluta per la programmazione dei Fondi Strutturali.
A fronte di questi rilevanti cambiamenti, è tempo di chiedersi come dovrebbe cambiare l’approccio delle Regioni alla programmazione degli interventi di sviluppo regionale (di cui discutere poi in dei tavoli tecnici e istituzionali nazionali per farli inserire nel PPNR) e anche come dovrebbero cambiare, di riflesso, le attività di assistenza tecnica e di capacitazione istituzionale (a favore dei programmatori regionali e dei beneficiari).






