Le recenti indicazioni del Consiglio Europeo sul sostegno alle capacità di difesa e il ritorno della politica industriale nell’agenda dell’UE

Il Consiglio Europeo del 19 marzo 2026 ha dedicato una sessione dei lavori al completamento del mercato interno e una al rafforzamento delle capacità di difesa e alla sicurezza dell’UE. Le due sessioni confermano: (i) il “ritorno della politica industriale” anche nell’agenda di policy europea; (ii) la crescente centralità di “autonomia strategica aperta” e “capacità di difesa” nell’ambito della politica industriale dell’UE. Il breve post rimarca due aspetti: (i) contrariamente al senso comune, la “weaponization” della politica industriale europea non inizia con l’invasione dell’Ucraina, anche se certamente ne è stata accelerata; (ii) un autentico turning point di questo processo è stato la presentazione, a giugno 2023, della Strategia europea per la sicurezza economica, che, di fatto, è alla base della Strategic Technologies for Europe Platform (STEP). Strategia europea per la sicurezza economica e STEP influenzeranno ampiamente il dibattito sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2028-2034.

Sostenere le capacità di difesa e la sicurezza dell’Unione con il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2028 – 2034

Le proposte ufficiali sulla politica di coesione 2028-2034 prevedono, inter alia, l’inserimento di un “nuovo” Obiettivo Specifico 3b Capacità di difesa e sicurezza, articolato in tre policy field che sono ampiamente coerenti con la Strategia europea per l’Unione della preparazione presentata il 26 marzo 2025, che include trenta azioni-chiave, come già rimarcato nel precedente post.
Il nuovo post di oggi, per amor di precisione, ricorda che tutti gli operatori che si occupano di Fondi Strutturali hanno comunque già iniziato a ragionare su quali operazioni (investimenti pubblici e privati) si possano finanziare nell’ambito dei nuovi policy field dell’OS 3b Capacità di difesa e sicurezza nel corso del “riesame” di medio termine dei Programmi 2021-2027 concluso a fine 2025. Infatti, il “riesame intermedio” ha introdotto degli Obiettivi Specifici per il FESR 21-27 già in linea con due dei tre policy field dell’OS 3b Capacità di difesa e sicurezza dei Piani di Partenariato Nazionali e Regionali 2028-2034. Solo per il policy field 3b.3 sulla sicurezza non si riscontrano Obiettivi Specifici della programmazione in corso pertinenti.

Nuovi ambiti di policy del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2028 – 2034 e nuove azioni di capacity building

Il breve articolo fornisce degli esempi concreti sull’esigenza, su cui ho insistito recentemente sul blog, di effettuare una attenta riflessione sulle possibili modifiche alle strategie di capacitazione amministrativa di soggetti gestori e beneficiari degli interventi della futura politica di coesione.
Le proposte ufficiali sulla politica di coesione 2028-2034 prevedono, inter alia, l’inserimento di un “nuovo” Obiettivo Specifico 3b Sostenere le capacità di difesa e la sicurezza, articolato in tre policy field che sono ampiamente coerenti con la Strategia europea per l’Unione della preparazione presentata il 26 marzo 2025, che include trenta azioni-chiave.
Al momento, quindi, si dispone dell’elenco completo di azioni-chiave, ma non è ancora possibile individuare un novero completo di possibili operazioni finanziabili.
Le azioni di capacity building, pertanto, dovrebbero spostare il loro focus dalla fase di attuazione (ampiamente coperta, tradizionalmente, da tali azioni) alla fase di formulazione strategica degli interventi, per aiutare i programmatori nazionali e regionali ad operare scelte di lungo periodo più oculate su questo “nuovo” OS 3b. Questo significa che, peraltro, in questa fase le azioni di capacitazione debbono essere indirizzate ai decisori politici (i quali, probabilmente, non sanno neanche come sia fatta la Strategia europea per l’Unione della preparazione) e alle figure apicali di Ministeri e Amministrazioni regionali.

Azioni gerarchiche di capacity building e meccanismi di apprendimento a livello locale

Per la programmazione e l’attuazione degli interventi della politica di coesione sono previste rilevanti novità nel periodo 2028-2034. Pertanto, si impone una riflessione anche su possibili modifiche alle strategie di capacitazione amministrativa di soggetti gestori e beneficiari degli interventi della futura politica di coesione.
Il primo aspetto da considerare è che esse sono caratterizzate da un approccio fortemente gerarchico (top down). In particolare, le strategie di capacity building della Commissione (che possono anche essere strutturate come azioni di coordinamento di organizzazioni della PA che si collocano su diversi livelli giurisdizionali e/o che presidiano diversi ambiti di politica economica), generalmente, ancor prima che a trasferire competenze e buone prassi a organizzazioni pubbliche che si collocano su livelli giurisdizionali sotto-ordinate, sono intese a implementare una deliberata azione di enforcement di: (i) interventi di policy deliberati a livello di UE; (ii) pratiche amministrative deliberate a livello di UE con Direttive e/o Regolamenti. Pertanto, non vi è da sorprendersi del fatto che le strategie di capacity building trascurino i meccanismi di apprendimento a livello locale e gli spontanei scambi di conoscenze fra gli stakeholders.

Capacità di assorbimento dei Fondi Strutturali, azioni di capacity building e meccanismi di apprendimento a livello locale

L’efficacia delle strategie di capacity building per sostenere la performance degli interventi cofinanziati dai Fondi Strutturali del corrente periodo di programmazione potrebbe essere penalizzata dalla scarsa considerazione di almeno tre elementi molto rilevanti: (i) le diverse esigenze di rafforzamento delle competenze che riguardano la fase di programmazione strategica e quelle di attuazione; (ii) l’esigenza di diversificare le attività di rafforzamento delle competenze degli operatori pubblici e di affiancamento operativo a seconda di macro-tipologie e tipologie di azioni; (iii) la mancanza, in genere, di un’analisi approfondita sui meccanismi di apprendimento a livello locale e, quindi, sui meccanismi di diffusione spaziale e temporale delle conoscenze. In estrema sintesi, questo significa che sull’abbrivio di richieste e Linee Guida della Commissione, anche per il periodo 2021-2027 sono state elaborate delle strategie strutturate di capacity building basate su trasferimenti di competenze “dall’esterno” (e servizi di assistenza tecnica) senza tenere in debita considerazione meccanismi ed effetti di apprendimento spontanei o auto-organizzati a livello locale.

Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2028-2034, la coerenza degli interventi con il quadro di policy europeo e il ruolo delle Regioni

Il breve articolo propone una breve riflessione sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) nel periodo 2028-2034, sulla coerenza degli interventi finanziati con il quadro di policy europeo e sul ruolo delle Regioni. Com’è noto, a partire dal periodo 2000-2006 in Italia sono stati attuati Programmi Regionali e Programmi Nazionali (tematici). Questo quadro dei Programmi potrebbe mutare ampiamente nel periodo 2028-2034 alla luce della proposta di un unico Piano di Partenariato Nazionale e Regionale (PPNR) che non solo farebbe venire meno i Programmi Regionali FESR e FSE, ma che includerebbe anche le altre politiche strutturali cofinanziate con Fondi dell’UE “a gestione concorrente”. Vi è il rischio, quindi, di un forte ridimensionamento del ruolo delle Regioni in sede di programmazione strategica, ossia nella fase di formulazione del PPNR. Inoltre, viene ampliato il novero dei policy field che dovrebbe essere sostenuti dal FESR e alcuni di questi costituiscono una novità assoluta per la programmazione dei Fondi Strutturali.
A fronte di questi rilevanti cambiamenti, è tempo di chiedersi come dovrebbe cambiare l’approccio delle Regioni alla programmazione degli interventi di sviluppo regionale (di cui discutere poi in dei tavoli tecnici e istituzionali nazionali per farli inserire nel PPNR) e anche come dovrebbero cambiare, di riflesso, le attività di assistenza tecnica e di capacitazione istituzionale (a favore dei programmatori regionali e dei beneficiari).

La nuova Iniziativa Affordable housing e il rilancio del New European Bauhaus

La Commissione, lo scorso 16 dicembre, a latere dell’Iniziativa Affordable housing ha presentato due documenti ufficiali intesi a rilanciare il New European Bauhaus (NEB): la Comunicazione COM(2025) 1026 dal titolo molto significativo “From vision to implementation” e la Comunicazione COM(2025) 1027 recante una Proposta di Raccomandazione del Consiglio sul NEB.
Il 12 novembre 2025 la Commissione aveva anche varato la “bussola per la cultura” (Culture Compass for Europe).
Francamente non è facile capire cosa sia, oggi, veramente il nuovo Bauhaus europeo. Se si esaminano congiuntamente messaggio inziale della Comunicazione COM(2025) 1026 e titolo e descrizione del nuovo Bauhaus sia nella Comunicazione sulla “bussola per la cultura” (12 novembre 2025), che in quella su Affordable housing (16 dicembre 2025), sembra delinearsi, nella fase attuale, un triplice ruolo.
Approfondire le possibili funzioni del NEB è importante in quanto le due Comunicazioni intese a rilanciarlo si profilano come la base operativa per indirizzare gli interventi di sostegno e l’allocazione delle risorse pubbliche per il settore culturale negli anni a venire.

La storia infinita della STEP: il Reg. (UE) 2025/2653, la STEP Plus e il negoziato sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2028-2034

Il Reg. (UE) 2025/2653 del 19 dicembre 2025, che disciplina “l’incentivazione di investimenti nel settore della difesa per attuare il piano ReArm Europe” si limita a emendare i Regolamenti di alcuni Programmi già operativi per indirizzare maggiormente le loro azioni verso gli obiettivi di autonomia strategica e di difesa e prontezza militare. Viene anche modificata la Strategic Technologies for Europe Platform (STEP), con l’inserimento di un quarto cluster di tecnologie strategiche per sostenere l’industria europea della difesa (“tecnologie di difesa”).
Si tratta di un cambiamento della STEP non di poco conto. Il Regolamento sulla STEP ha inciso ampiamente sul “riesame intermedio” dei Programmi FESR 2021-2027. Ma il “riesame intermedio” è ormai terminato. Pertanto, sarebbe opportuna una riflessione di decisori politici – nazionali e regionali – e Autorità di Gestione dei Programmi FESR su almeno due aspetti: (i) in che misura il Reg. (UE) 2025/2653 nel suo complesso e la modifica alla STEP potrebbero influenzare l’attuazione degli interventi del FESR nello scorcio finale della programmazione; (ii) in che misura incideranno sul negoziato sui Fondi Strutturali 2028-2034 e, più specificamente, sugli interventi del FESR, specialmente quelli che nel periodo 2028-2034 sosterranno strategia per l’industria europea della difesa e preparedness.

Le ragioni delle modifiche del Reg. (UE) 2025/2653 al Programma Europa Digitale

Il Reg. (UE) 2025/2653 del 19 dicembre 2025, che disciplina “l’incentivazione di investimenti nel settore della difesa nell’ambito del bilancio dell’UE per attuare il piano ReArm Europe”, si configura come un regolamento “enabler”, nel senso che, analogamente al Regolamento sulla STEP (Reg. (UE) 2024/795) si limita a emendare i Regolamenti di alcuni Programmi già operativi per indirizzare maggiormente le loro azioni verso gli obiettivi di autonomia strategica e di difesa e prontezza militare. I dispositivi di finanziamento che vengono modificati maggiormente sono: (i) la STEP (ne parlerò nel prossimo post del 25 gennaio); (ii) il Programma Europa Digitale.
Il focus di questo post è sulle modifiche al Programma Europa Digitale per due motivi: (i) potrebbero catalizzare i cambiamenti profondi che stanno interessando il settore delle telecomunicazioni; (ii) tali modifiche, insieme alle dinamiche di cambiamento strutturali del comparto delle telecomunicazioni e, più in generale, della sfera digitale, sono destinate a incidere ampiamente sul negoziato sugli interventi cofinanziati dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale nel periodo 2028-2034.