
Per la programmazione e l’attuazione degli interventi della politica di coesione sono previste rilevanti novità nel periodo 2028-2034. Pertanto, si impone una riflessione anche su possibili modifiche alle strategie di capacitazione amministrativa di soggetti gestori e beneficiari degli interventi della futura politica di coesione.
Il primo aspetto da considerare è che esse sono caratterizzate da un approccio fortemente gerarchico (top down). In particolare, le strategie di capacity building della Commissione (che possono anche essere strutturate come azioni di coordinamento di organizzazioni della PA che si collocano su diversi livelli giurisdizionali e/o che presidiano diversi ambiti di politica economica), generalmente, ancor prima che a trasferire competenze e buone prassi a organizzazioni pubbliche che si collocano su livelli giurisdizionali sotto-ordinate, sono intese a implementare una deliberata azione di enforcement di: (i) interventi di policy deliberati a livello di UE; (ii) pratiche amministrative deliberate a livello di UE con Direttive e/o Regolamenti. Pertanto, non vi è da sorprendersi del fatto che le strategie di capacity building trascurino i meccanismi di apprendimento a livello locale e gli spontanei scambi di conoscenze fra gli stakeholders.












