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La Strategic Technologies for Europe Platform: una traccia per capire la sua influenza sugli interventi del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2028-2034

Per capire la possibile influenza della STEP sulla programmazione degli interventi del FESR 2028-2034 va rimarcato che il Regolamento “mini-omnibus della difesa” (Reg. (UE) 2025/2653) ha il grande merito di esplicitare in termini più chiari che mai come la strategia europea per la difesa ha il grande merito di esplicitare in termini più chiari che mai come la strategia europea per la difesa sia strutturata su due pilastri: (i) investimenti sulla competitività, con interventi di sostegno alla ricerca e all’innovazione sempre più orientati a tecnologie e prodotti dual-use e alla “strategia per l’industria europea della difesa”; (ii) investimenti sulla rete infrastrutturale ampiamente orientati alla preparedness, alla prevenzione e gestione dei rischi e alla difesa europea.
Muovendo da queste considerazioni, è evidente che fra i 13 policy field dei Piani di Partenariato Nazionali e Regionali 2028-2034 che verranno finanziati a valere sul FESR, quelli che verranno direttamente influenzati dalla Strategia europea per la sicurezza economica del 2023 e dal Regolamento STEP integrato a fine 2025 sono: (i) PF 3a.2 Rafforzare la base industriale dell’UE; (ii) PF 3a.4 Trasformazione digitale; (iii) PF 3a.5 Ricerca, sviluppo e innovazione; (iv) PF 3b.1 Rafforzare la base industriale della difesa e la mobilità militare nell’UE.
Questa considerazione vale soprattutto per il policy field 3b.1 “Rafforzare la base industriale della difesa dell’UE e la mobilità militare, in particolare sostenendo infrastrutture dual-use”.

La Strategia europea per la sicurezza economica e la Strategic Technologies for Europe Platform

Nel corso del I mandato di Ursula von der Leyen alla guida della Commissione (periodo 2019-2024) l’agenda di politica economica europea ha registrato: (i) il ritorno di una politica industriale “dirigista” che è fortemente orientata a indirizzare sistemi innovativi e riconfigurazione dei sistemi produttivi europei; (ii) la crescente centralità di “autonomia strategica aperta” e “capacità di difesa” nell’ambito della politica industriale dell’UE, a fronte del progressivo ridimensionamento del Green Deal europeo.
La Strategia europea per la sicurezza economica, presentata dalla Commissione e dall’Alto Rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza il 10 giugno 2023, si può considerare il principale catalizzatore della nuova fase della politica industriale del I mandato di Ursula von der Leyen alla guida della Commissione, più attenta ad “autonomia strategica aperta” e “capacità di difesa”.
In questa prospettiva, il Regolamento che istituisce la Strategic Technologies for Europe Platform – STEP (Reg. (UE) 2024/795) va inquadrato non tanto come una piattaforma di politica economica, bensì come una piattaforma di finanziamento della Strategia per la sicurezza economica e di una politica industriale europea sempre più orientata a sostenere base industriale e tecnologica di difesa europea e decarbonizzazione dei processi produttivi. Strategia per la sicurezza economica e STEP sono destinate a influenzare ampiamente sia il quadro di policy generale dell’UE che la politica di coesione 2028-2034, segnatamente gli interventi del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale.

Sostenere le capacità di difesa e la sicurezza dell’Unione con il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2028 – 2034

Le proposte ufficiali sulla politica di coesione 2028-2034 prevedono, inter alia, l’inserimento di un “nuovo” Obiettivo Specifico 3b Capacità di difesa e sicurezza, articolato in tre policy field che sono ampiamente coerenti con la Strategia europea per l’Unione della preparazione presentata il 26 marzo 2025, che include trenta azioni-chiave, come già rimarcato nel precedente post.
Il nuovo post di oggi, per amor di precisione, ricorda che tutti gli operatori che si occupano di Fondi Strutturali hanno comunque già iniziato a ragionare su quali operazioni (investimenti pubblici e privati) si possano finanziare nell’ambito dei nuovi policy field dell’OS 3b Capacità di difesa e sicurezza nel corso del “riesame” di medio termine dei Programmi 2021-2027 concluso a fine 2025. Infatti, il “riesame intermedio” ha introdotto degli Obiettivi Specifici per il FESR 21-27 già in linea con due dei tre policy field dell’OS 3b Capacità di difesa e sicurezza dei Piani di Partenariato Nazionali e Regionali 2028-2034. Solo per il policy field 3b.3 sulla sicurezza non si riscontrano Obiettivi Specifici della programmazione in corso pertinenti.

Bussola per la competitività e Piani di Partenariato Nazionali e Regionali post 2027

Il nuovo breve articolo evidenzia come vi sia un solido filo di continuità fra: (i) Iniziativa Strategic Technologies for Europe Platform (STEP), (ii) Iniziativa bussola per la competitività, (iii) proposta di “modernizzazione” della politica di coesione (si vedano i recenti Regolamenti 2025/1913 e 2025/1914, che stanno condizionando ampiamente la conclusione del percorso di riesame intermedio dei Programmi 21-27) che, è ampiamente in linea con orientamenti e pilastri della bussola per la competitività e (iv) la struttura dei Piani di Partenariato Nazionali e Regionali post 2027. L’articolo, in particolare, propone un pragmatico abbinamento fra i tre pilastri della bussola per la competitività e i policy field dell’Obiettivo Generale 2a Ridurre gli squilibri regionali e l’arretratezza delle regioni meno favorite e promuovere la cooperazione territoriale europea dei Piani di Partenariato Nazionali e Regionali post 2027.

Conclusione del percorso legislativo sulla revisione della politica di coesione 2021-2027, nuovi Obiettivi Specifici dei Programmi FESR e bussola per la competitività

Il post ricorda l’importanza, ai fini del completamento del riesame intermedio dei Programmi FESR, ex art. 18 del Reg. (UE) 2021/1060, della proposta di “modernizzazione” della politica di coesione, avanzata lo scorso mese di aprile e pone in luce come questa sia ampiamente in linea con il «Regolamento STEP» sulle Strategic Technologies for Europe Platform (STEP), ma anche con i pilastri (core areas) della bussola per la competitività, autentica stella polare della Commissione nella legislatura 2024-2029. Peraltro, sub-aree strategiche di intervento e principali piani di azione (Iniziative faro) del pilastro “Colmare il divario innovativo” della bussola per la competitività includono azioni intese a potenziare una serie di settori/filiere produttive che si possono ricondurre ai tre cluster della STEP, in particolare al primo che include tecnologie digitali e innovazione delle tecnologie deep tech.

Le proposte sulla “modernizzazione” della politica di coesione e sulla nuova programmazione post 2027 dei Fondi Strutturali

Il post ricorda l’importanza, ai fini del completamento del riesame intermedio dei Programmi ex art. 18 del Reg. (UE)2021/1060, della proposta di “modernizzazione” della politica di coesione, avanzata il 1° aprile scorso e il cui iter legislativo si è chiuso il 18 settembre con l’approvazione dei regolamenti di emendamento a quello su FSE Plus (Reg. (UE) 2025/1913) e ai Regolamenti di base di FESR e Fondo di Coesione e di Just Transition Fund (Reg. (UE) 2025/1914). Evidenzia parimenti quanto la proposta di riforma dello scorso aprile influenza anche l’impostazione della politica di coesione post 2027. Questa è delineata nella proposta di Regolamento sui Piani di Partenariato Nazionali e Regionali che, con riferimento all’Obiettivo Generale Ridurre gli squilibri regionali, include due Obiettivi Specifici. Il primo – quello realmente in continuità con l’impostazione tradizionale della politica di coesione – include dieci ambiti di policy. Come si illustra nell’articolo quasi tutti affondano le radici nei policy field prioritari e complementari della proposta di modernizzazione della politica di coesione inerenti a FESR, Fondo di Coesione e Just Transition Fund.

I vincoli alla nuova politica industriale “dirigista” dell’UE

Negli ultimi anni anche per l’UE si può parlare di un “ritorno della politica industriale”, da inquadrare come una politica “dirigista” intesa a modificare strutture produttive e traiettorie tecnologiche e produttive.
Il post discute i vincoli che incontra l’Esecutivo europeo nell’attuazione di una politica industriale dirigista – che sono vincoli politico-istituzionali e di finanza pubblica – e le scelte fatte dalla Commissione, negli anni più recenti, per aggirare tali vincoli. La Strategic Technologies for Europe Platform (STEP), essendo una piattaforma “di finanziamento”, si può considerare, nella fase attuale, il principale strumento per aggirare i vincoli di finanza pubblica.

Investimenti dell’UE nel settore della difesa e proposta di un nuovo cluster di tecnologie strategiche critiche della STEP

Il post presenta la Comunicazione COM(2025) 188 intesa a migliorare il coordinamento dei fondi europei per il settore della difesa.
Questa proposta modifica il Reg. (UE) 2024/795 sulla Strategic Technologies for Europe Platform (STEP), dato che invita a inserire un quarto cluster della STEP – “tecnologie per il settore della difesa” – per finanziare tecnologie già previste dal Joint White Paper for European Defence Readiness 2030 (JOIN(2025) 120 del 19.03.2025) e dalla collegata proposta di Regolamento sul piano di prestiti SAFE (Security Action for Europe) di cui alla Comunicazione COM(2025) 122 del 19.03.2025, approvata in via definitiva dal Consiglio il 27 maggio con il Reg. (UE) 2025/1106.

Riesame intermedio dei Programmi FESR nel 2025: è sempre il «Regolamento STEP» a guidare le danze

Il post illustra il forte legame fra proposta di “modernizzazione” della politica di coesione del 1° aprile scorso e STEP (Strategic Technologies for Europe Platform), rimarcando ancora una volta che anche per il riesame intermedio dei PR FESR che si dovrebbe concludere entro la fine del 2025, sarà il Reg. (UE) 2024/795 sulla STEP a guidare le danze.

Programmi FESR: incentivi all’introduzione di nuovi Obiettivi Specifici della proposta di modernizzazione della politica di coesione e principio di concentrazione tematica

Il post illustra come la disposizione di un cofinanziamento UE al 100% dei nuovi Obiettivi Specifici dei Programmi 21-27 ex “proposta Fitto” di “modernizzazione” della politica di coesione va contro lo spirito di solidarietà dei Fondi Strutturali. Questo, fondamentalmente, per il semplice fatto che indebolisce il principio di concentrazione finanziaria che si fonda, inter alia, sulla differenziazione fra le regioni dei tassi di cofinanziamento dell’UE.