Tag: Place-Based Industrial Policy

Rischi politici ed amministrativi di un riesame dei Programmi FESR con sperimentazione di una Place-Based Industrial Policy basata sulle tecnologie critiche STEP

Il post illustra i rischi politici ed amministrativi di una possibile sperimentazione di una Place-Based Industrial Policy basata sulle tecnologie strategiche critiche della STEP.
I rischi politici sono in parte rischi inerenti all’arena decisionale allargata e, quindi, tengono conto anche delle possibili reazioni a un “riesame intermedio” assolutamente top down guidato dalla Commissione delle parti economiche e sociali. In parte, sono legati ai comportamenti decisionali dei policy makers che li portano a privilegiare investimenti che potrebbero avere ritorni economici e sociali a breve termine, rispetto ad altri con un orizzonte temporale più ampio, dato che i primi sono più funzionali a sostenere il ritorno elettorale delle scelte pubbliche.
Ciò detto, sono molto rilevanti anche i rischi di natura amministrativa (per selezionare nuovi investimenti sulle tecnologie STEP – fortemente knowledge intensive – e per controllarne il regolare completamento devono sviluppare nuove competenze molto specifiche anche i civil servants).

Rischi economici di un riesame dei Programmi FESR con sperimentazione di una Place-Based Industrial Policy basata sulle tecnologie critiche STEP

Il post illustra i rischi economici di una possibile sperimentazione di una Place-Based Industrial Policy basata sulle tecnologie strategiche critiche della STEP.
Alcuni di questi sono rischi generali e altri sono specificamente riconducibili alla impostazione di fondo dell’approccio di politica industriale del «Regolamento STEP» (discutibile), alla tipologia delle tecnologie della STEP e alle caratteristiche richieste alle attività ammissibili a beneficio dagli avvisi di finanziamento intesi a promuovere sviluppo e fabbricazione di tecnologie STEP.

L’onda lunga della STEP e il riesame intermedio dei Programmi FESR come test per sperimentare la Place-Based Industrial Policy

Il post propone di impostare il riesame dei Programmi FESR come sperimentazione di una Place-Based Industrial Policy ancorata alle tecnologie strategiche critiche della STEP.
Tale sperimentazione dovrebbe tenere conto dei rischi economici, politici e amministrativi che potrebbero minare la “readiness” dei “territori regionali” e, di riflesso, l’efficacia di medio e lungo termine delle scelte strategiche di riprogrammazione e del fatto che tali rischi sono ampiamente condizionati dalla natura particolare delle tecnologie strategiche critiche, che sono tecnologie molto avanzate e richiedono competenze fortemente specifiche, ma anche caratterizzata da un “ciclo di vita del prodotto” alquanto breve e dalle caratteristiche molto particolari richieste ai progetti finanziati a valere delle nuove azioni dei Programmi intese a sostenere gli obiettivi della STEP.

Gli strumenti di politica industriale funzionali ad una Place-Based Industrial Policy

Il post, muovendo dall’analisi della recente pubblicazione dell’OCSE sulla Place-Based Industrial Policy (PBIP), propone dei suggerimenti su quali strumenti di politica industriale si possano considerare più funzionali a una PBIP. Tra questi si possono annoverare solo quegli strumenti – diretti e indiretti (quali le politiche formative di accompagnamento) – per i quali è possibile ipotizzare: (i) una suddivisione di responsabilità fra più livelli di governo (questa non è possibile per la politica commerciale in senso stretto e anche per le politiche di regolamentazione delle condizioni di concorrenzialità); (ii) un capillare coinvolgimento nei processi di identificazione dei fabbisogni di intervento e anche dei migliori strumenti di intervento degli stakeholder locali, in primis organismi di ricerca, imprese e associazioni dei lavoratori.

«Regolamento STEP» sulle tecnologie strategiche critiche, riesame dei Programmi FESR e tratti caratteristici di una Place-Based Industrial Policy proposti dall’OCSE

Nell’ultimo decennio diversi autori hanno colto e commentato i molteplici segnali, su scala mondiale, di una rinascita della politica industriale (o meglio, di una rinascita della politica industriale attiva intesa a indirizzare l’evoluzione della struttura produttiva). Questi segnali sono evidenti, specialmente nell’ultimo quinquennio, anche esaminando le politiche pubbliche dell’UE. Va aggiunto che per l’UE, data la ristrettezza del bilancio pubblico europeo, l’attivismo sul fronte delle nuove politiche industriali potrebbe andare a discapito della politica di coesione (politica regionale europea), come evidenziano chiaramente il Reg. (UE) 2024/795 sulla «STEP» e la proposta di “modernizzazione” della politica di coesione della Commissione del 1° aprile 2025. Nei prossimi mesi si tratterà, pertanto, di combinare al meglio gli elementi peculiari delle nuove politiche industriali europee e della politica di coesione. A tal fine il post presenta i principali take-aways della recente pubblicazione dell’OCSE sulla Place-Based Industrial Policy.