Tag: Centro Studi Funds for Reforms Lab

Next Generation EU, lo Strumento dell’UE per la ripresa e il Quadro Finanziario Pluriennale post 2020

Il post è volto a completare quello del 10 giugno scorso, presentando meglio il legame fra il Piano “Next Generation EU” (a mio parere, un autentico piano strategico), lo Strumento dell’UE per la ripresa, che non è uno strumento di spesa in senso stretto, ma è lo strumento che consente all’UE di andare oltre le sue capacità di spesa potenziali delimitata dalle “risorse proprie”, e il bilancio pluriennale dell’UE (Quadro Finanziario Pluriennale) per il periodo 2021-2027. E’ in corso un negoziato aspro fra gli Stati Membri su questi piani/strumenti. Gli esiti di questo negoziato, sui quali inciderà in misura quasi decisiva il prossimo Consiglio Europeo di luglio, segneranno certamente una svolta per il futuro del processo di integrazione europea.

Gli interventi di riprogrammazione del FEAD per contrastare meglio l’epidemia di Coronavirus

Il breve contributo pone in evidenza che, quantunque siano assolutamente parziali rispetto alla gravità della crisi in atto e delle sue possibili conseguenze sulla stessa possibilità di sopravvivere di molti Enti del Terzo Settore (ETS) nei prossimi mesi, a partire dal 13 Marzo 2020 la Commissione Europea sta lavorando a delle proposte di revisione dei programmi cofinanziati dai Fondi Strutturali e dei Programmi Nazionali cofinanziati dal FEAD (Fondo di aiuti europei agli indigenti) che potrebbero rilevarsi molto utili anche per gli ETS. Il focus del contributo è sulle revisioni proposte per il FEAD.

La riprogrammazione degli “strumenti finanziari” della politica di coesione per contenere gli effetti recessivi dell’epidemia di COVID-19

Il contributo tratta gli interventi di riprogrammazione degli “strumenti finanziari” della politica di coesione finalizzati a contrastare gli effetti recessivi dell’epidemia di COVID-19. A tale riguardo viene posto l’accento sull’importanza delle misure di semplificazione del loro utilizzo, dal momento che il regolamento generale del 2013 sui Fondi SIE e il Regolamento di esecuzione (UE) N. 821/2014 prevedono procedure alquanto time-consuming sia per la loro gestione, sia per il loro monitoraggio. Le misure di semplificazione, quindi, potrebbero accelerare di molto sia il set up di nuovi strumenti finanziari, sia la rendicontazione finale delle spese.

Iniziativa di investimento in risposta al Coronavirus e rafforzamento della capacità di spesa dei Fondi Strutturali

Il post esamina le azioni dell’Iniziativa di investimento in risposta al Coronavirus volte a potenziare la capacità di spesa dei programmi pluriennali cofinanziati dai Fondi Strutturali. Quelle più rilevanti sono le seguenti: (i) riallocazione delle risorse finanziarie ancora non impegnate/spese fra Assi prioritarie dei programmi (all’interno di un dato Fondo); (ii) riallocazione delle risorse fra Fondi “per la coesione” (in Italia FESR e FSE); (iii) riallocazione delle risorse fra “categorie” di regioni (regioni “più sviluppate”, “in transizione” e “meno sviluppate”).

Le misure recenti dell’UE per accelerare la spesa dei Fondi Strutturali: una grande opportunità per l’Italia

Il post illustra la possibile rilevanza per l’Italia delll’Iniziativa di investimento in risposta al Coronavirus della Commissione. Questa Iniziativa, infatti, potrebbe rilevarsi particolarmente importante in primo luogo per Paesi quali il nostro in ritardo nell’esecuzione finanziaria dei Programmi (si vedano i dati aggiornati al 17.04.2020 riportati sul portale “CohesionData”). Ciò a patto che nell’anno contabile 2020-2021 (lasso di tempo in cui sarà concesso un cofinanziamento al 100% degli interventi) sarà in grado di presentare un ammontare elevato di spese certificate.

La riprogrammazione dei Fondi Strutturali per contrastare gli effetti recessivi dell’epidemia di Coronavirus. Una lettura d’insieme

Il contributo propone una lettura di insieme degli interventi di contrasto della crisi economica ex epidemia di Coronavirus, formulati dalla Commissione per valorizzare i pre-finanziamenti a valere dei Fondi Strutturali non spesi nel 2019 e le risorse stanziate per l’anno 2020. Si fa riferimento agli interventi previsti dalla c.d. Iniziativa di investimento in risposta al Coronavirus (Coronavirus Response Investment Initiative Plus – CRII Plus), che ruotano intorno a tre linee strategiche: (i) ampliamento della sfera di intervento dei Fondi Strutturali; (ii) rafforzamento della capacità di assorbimento delle risorse stanziate (e, quindi, della capacità di spesa dei programmi cofinanziati dai Fondi SIE); (iii) semplificazione delle procedure amministrative.

Gli interventi dell’UE per fronteggiare le conseguenze economiche dell’epidemia di Coronavirus attraverso i Fondi Strutturali

Questo breve articolo presenta i principali interventi di mitigazione della crisi economica provocata dalla pandemia di COVID-19 proposti dalla Commissione a valere dei Fondi Strutturali. In particolare, si sofferma su quelli previsti dalla c.d. Iniziativa di investimento in risposta al Coronavirus (Coronavirus Response Investment Initiative – CRII). Si pone in evidenza che se, da un lato, la pandemia in corso pone sfide del tutto nuove ai decisori politici, dall’altro gli interventi ricalcano ampiamente quelli lanciati dalla Commissione su finire del 2008 per contrastare gli effetti negativi della crisi finanziaria globale avviatasi nel biennio 2007-2008. Di conseguenza, la Commissione e le Autorità di Gestione dei programmi cofinanziati dai Fondi Strutturali, appunto per il fatto che gli interventi emergenziali di risposta della CRII sono già stati sperimentati una volta, hanno già maturato una base di conoscenza su come valorizzarli al meglio.

L’approvazione del bilancio delle associazioni nel terribile 2020

Il post indica alcuni step di buon senso per la corretta approvazione dei bilanci delle associazioni non riconosciute nel 2020, in quanto in questo periodo per quasi tutte le associazioni sarà impossibile rispettare il termine di convocazione delle assemblee fissato al 30 aprile. Le misure di distanziamento sociale per fronteggiare l’epidemia in corso, infatti, vietano gli assembramenti e non tutte le associazioni hanno tecnicamente la possibilità di tenere l’assemblea ordinaria di approvazione del bilancio in modalità telematica.

La mappatura dei fondi europei (per capire a cosa servono davvero; se ci servono e perché ci servono)

I finanziamenti dell’UE sono semplicemente uno strumento per attuare le politiche pubbliche dell’UE. Tutte le organizzazioni dovrebbero avere l’umiltà di accettare l’idea che candidando un progetto per accedere alle sovvenzioni dell’UE, esse si candidano a diventare co-protagoniste dell’attuazione delle politiche europee (siano, quest’ultime, condivisibili o meno).
Quanto sopra implica che, se si vuole che la proposta di progetto venga finanziata, si deve delineare un “quadro logico” di obiettivi del progetto e di azioni assolutamente coerenti con gli obiettivi delle politiche pubbliche europee a cui fa riferimento un dato strumento finanziario dell’UE e/o uno specifico avviso di finanziamento. Questa è l’essenza del concetto di pertinenza “verticale” (mainstreaming “verticale”) dei progetti europei.

Alcune milestones del percorso di accesso ai finanziamenti europei

Tutte le organizzazioni sono perennemente alla ricerca di fonti di finanziamento accessibili e convenienti per alimentare il loro ciclo tecnico-operativo, fra cui i finanziamenti pubblici dell’UE. In merito a questi, il mio parere, già espresso più volte su questo blog, è che per alcune organizzazioni, in una data fase del loro ciclo di vita o per implementare determinati progetti possono essere molto utili. Per altre, invece, potrebbe essere molto più ragionevole, ceteris paribus, ricercare altri strumenti di finanziamento. Inoltre, tutte le organizzazioni dovrebbero delineare un approccio strategico – e non estemporaneo – alla ricerca dei finanziamenti europei. Infine, tutte le organizzazioni, sia in sede di candidatura dei progetti, sia nella fase di gestione di quelli finanziati, dovrebbero seguire un approccio analogo a quello delle aziende commerciali che vogliono acquisire nuovi clienti e/o “curare” quelli consolidati, ossia dovrebbero considerare gli enti finanziatori dei clienti che, grazie al progetto, hanno modo di risolvere dei problemi (problemi di interesse collettivo nel caso di enti finanziatori pubblici).