Tag: Approccio LEADER

I Comuni alla prova del PNRR

Il post discute del dibattito in corso sulle azioni di capacity building per i Comuni (e per l’intera PA) al fine di migliorare la loro capacità di gestione degli interventi che verranno finanziati dal PNRR. Gli aspetti critici del dibattito (e quindi della formulazione delle stesse strategie di capacity building) sono almeno tre: (i) esistono già varie iniziative di sostegno ai Comuni e, quindi, non si parte da zero, bensì da un novero ampio di azioni che, probabilmente, in alcuni casi non hanno funzionato. Prima di formulare le nuove azioni di sostegno sarebbe utile valutare bene e con obiettività quelle pregresse; (ii) appare eccessivo il focus sulla “semplificazione” delle procedure (questione importante, ma non esaustiva delle criticità nella gestione di servizi e interventi di sviluppo). Sarebbe altrettanto importante rafforzare l’orientamento ai risultati delle organizzazioni pubbliche e la loro capacità di programmazione (sia per le opere pubbliche, sia per i piani di area vasta); (iii) la Commissione Europea, negli anni, ha sviluppato (anche con il supporto di EIPA ed OCSE) degli utili strumenti per rafforzare l’orientamento ai risultati dell’azione pubblica e la capacità di gestione dei Fondi europei. Sarebbe particolarmente importante utilizzare maggiormente in Italia i “Toolbox” della Commissione, proprio per il fatto che la nostra PA continua soprattutto a patire gli effetti negativi della scarsa propensione a “lavorare per risultati”.

Una breve presentazione del Centro Studi Funds for Reforms Lab

Il post presenta brevemente l’Associazione culturale Centro Studi Funds for Reforms Lab fondata nel febbraio 2017 sulla scorta della seguente visione: “Vediamo un mondo in cui conoscenza, progresso scientifico e innovazione istituzionale, tecnologica e sociale sono alla portata di tutti e conducono all’aumento delle libertà di scelta di tutti gli individui”.

Alcune note sui problemi di accesso ai fondi europei dei Comuni del Lazio (e non solo)

Il post evidenzia una serie di problemi di accesso ai fondi UE da parte dei Comuni, specialmente di quelli più piccoli. Nella mia attività professionale, riscontro che, in Italia, Enti Locali (e anche operatori privati) faticano ad indirizzare le proposte progettuali sui canali di finanziamento più pertinenti. In particolare, si continua a sottostimare l’importanza del mainstreaming dei progetti.

Le difficoltà di accesso ai fondi europei dei Comuni del Lazio. Iniziamo dai problemi dei piccoli Comuni

Il post è un invito alla riflessione su come un serio ragionamento sulle criticità di accesso ai fondi UE dei Comuni deve muovere dai problemi di quelli più piccoli (in particolare quelli che ricadono nelle Aree C e D stabilite da Accordo di Partenariato e PSR regionali) e da considerazioni e proposte di soluzione indicate dagli stessi amministratori locali. Le soluzioni a certi problemi, infatti, vanno ricercate insieme agli amministratori locali, partendo in primo luogo dalle criticità registrate dai Comuni più piccoli e non sulla base di presunte “buone pratiche” che gli amministratori locali si vedono calate dall’alto.

Fondi europei, Comuni e strategie di sviluppo locale integrate nel Lazio

Il post è un invito alla riflessione su come il rapporto fra fondi europei e Comuni vada interpretato anche alla luce del sistema di Multi-Level Governance che si è dato il nostro Paese negli ultimi anni con la L. 56/2014 (“riforma Delrio” dell’ordinamento istituzionale a Costituzione invariata). Anche le attività di supporto ai Comuni per facilitare l’accesso ai fondi europei, infatti, dovrebbero essere ripensate sulla base di caratteristiche ed esigenze di cluster di Comuni, accomunati in primo luogo dall’appartenenza ad “aree vaste omogenee”.

Si fa presto a dire sviluppo locale: alcuni utili seminari presso il living lab GRID di Frosinone

Il post suggerisce alcune questioni da dibattere in alcuni seminari sullo sviluppo locale inseriti nell’ambito del Festival “Gradazioni Letterarie” che si tiene presso il living lab GRID di Frosinone dal 14 al 22 dicembre: la recente “legge sui piccoli comuni”, la proposta di istituire nel Lazio un assessorato “per i piccoli comuni e per le aree interne”, l’importanza per una migliore attuazione dell’approccio LEADER della possibile costituzione di una rete formale fra i GAL finanziati a valere della Misura 19 del PSR Lazio.

I nuovi GAL del Lazio possono avvicinare i Comuni alla Regione e all’Europa?

Il post ribadisce di nuovo quanto sia importante che i nuovi GAL della programmazione 2014-2020 si accreditino come agenzie di sviluppo locale delle aree geografiche coperte dal loro PSL e consolidino, nel tempo, delle funzioni specifiche di ricerca fondi aggiuntivi a favore dei GAL stessi e degli operatori che hanno aderito alla loro base associativa.
Ne parlerò al seminario “Sviluppo locale per nuove opportunità” organizzato dalla Cooperativa ELP e dall’Istituto Fernando Santi presso il Centro Frentani di Roma (22 settembre 2017).

Il progetto Metropoli strategiche, le aree rurali del Lazio e i GAL

Questo post tratta del potenziale ruolo di rappresentante degli interessi politici ed economici delle città medie e piccole del Lazio per i GAL, a fronte dell’ulteriore rafforzamento della Città Metropolitana di Roma. La centralità attuale, nel dibattito e a livello politico-istituzionale, delle Città Metropolitane, inter alia, implica una forte divaricazione nella distribuzione dei finanziamenti che vengono riservati alla Città Metropolitana di Roma (in primis tramite i PON Governance e Città Metropolitane) e agli altri territori del Lazio. In questa luce, è cruciale che i nuovi GAL del Lazio sappiano fare leva sul ruolo ad essi attribuito dalla normativa comunitaria nella gestione di finanziamento per lo sviluppo rurale, per accreditarsi come “agenzie di sviluppo locale”, capaci di esprimere una elevata capacità di lobbying e, non ultimo, di valorizzazione di ulteriori fonti di finanziamento pubbliche aggiuntive rispetto a quelle del PSR Lazio 2014-2020.

I nuovi GAL del Lazio: cruciale che si ritaglino un ruolo di rilievo nel negoziato sulla PAC post 2020

Questo post, rimarcando di nuovo le potenzialità dei GAL come “agenzie di sviluppo locale” dell’area geografica interessata dai loro PSL, propone che i nuovi GAL sappiano definire autonomamente un percorso di empowerment rispetto alle funzioni ad essi delegate dalla normativa comunitaria, cimentandosi già nel 2017 nella sfidante prova di rappresentare gli stakeholders che partecipano alla loro base associativa nei due negoziati in corso sulla revisione di medio termine della PAC 2014-2020 e, ancor più importante, sull’architettura complessiva e sulle priorità strategiche della PAC post 2020.