Month: May 2015

Funding models degli enti non profit e opportunità di finanziamento europee

Gli enti non profit italiani per crescere ancora devono migliorare l’approccio strategico ed operativo alla europrogettazione. Questo significa che dovranno conferire una funzione strategica alla europrogettazione, così come hanno già fatto con il fundraising dai privati. In altri termini, dovranno integrare delle pertinenti strategie di accesso ai fondi dell’UE nei loro funding models. La collega Elena Zanella – autrice del pregevole libro “Professione Fundraiser” – ed io ne discuteremo a Milano il 29 e 30 giugno.

I fondi europei 2014-2020 e la programmazione italiana 2016-2020

Presidenza del Consiglio

Il post indaga brevemente sui ritardi nella chiusura del negoziato con la Commissione sui Programmi nazionali e regionali per l’utilizzo dei fondi europei 2014-2020. Le principali criticità, una volta di più, sembrano coinvolgere soprattutto la sfera decisionale politica (e le classi dirigenti del Paese in generale), anche se non mancano criticità varie sul piano amministrativo, in quanto:
(i) i Fondi Strutturali, in Italia, continuano a essere considerati più uno strumento per creare e consolidare costituencies che non una leva per avviare processi di sviluppo strutturale;
(ii) la programmazione e la gestione degli interventi cofinanziati dai Fondi Strutturali, sia a livello centrale sia a livello regionale, registra ad ogni cambio di governo delle deleterie battute d’arresto;
(iii) si continuano a tollerare (nonostante i proclami e i grandi annunci pubblici) corruzione e pratiche collusive, che distorcono le modalità di selezione delle proposte progettuali e, inevitabilmente, vanno a detrimento delle forze produttive e sociali più innovative.

Formulazione dei progetti orientata ai risultati e “serendipity”

Projects - Logic models

La formulazione dei progetti se, opportunamente, orientata a risolvere i problemi dei destinatari finali, deve parimenti: (i) coinvolgere i destinatari finali nel processo di identificazione/formulazione, (ii) considerare il progetto non una “cianografia”, ma un processo.
Nel momento in cui si considera il progetto come un processo non deterministico, risulta naturale che eventualità criticità attuative possano condurre all’individuazione di soluzioni “non previste” e, quindi, innovative a dei problemi non previsti. Un progetto ben formulato è sempre conditio sine qua non per il suo successo, ma la “serendipity” può costituire, in modo inaspettato, un catalizzatore della sostenibilità dei risultati.