Month: October 2016

Oltre l’approccio “bottom up”. I nuovi GAL alla prova dello “sviluppo locale condiviso”

Campo agricolo. Immagine Pixabay

Questo post pone in evidenza la necessità di superare la contrapposizione fra l’approccio “top down” e quello “bottom up” e sperimentare forme di “sviluppo locale condiviso”, in cui gli attori locali debbono avere un ruolo “propositivo e ricettivo”, al fine di perseguire interessi “endogeni, ma proiettati su scala sovra-locale”

La mappatura dei fondi europei per l’inclusione lavorativa e sociale

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Il post presenta una sintetica mappatura dei fondi dell’UE per contrastare disoccupazione e vecchie e nuove forme di esclusione sociale, rimarcando una volta di più la necessità, per tutti gli operatori interessati ai fondi dell’UE, di dotarsi di un approccio strategico in modo da acquisire una visione olistica delle molteplici opportunità di finanziamento di progetti di inclusione e di lotta alla povertà.

Perché e come valutare l’impatto sociale: una intervista all’esperto Christian Elevati

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In questa intervista, il collega del Fundraising Virtual Hub Christian Elevati, esperto di riferimento del network per la valutazione di impatto sociale, ci fornisce alcuni preziosi chiarimenti sul nuovo “approccio di Quadro Logico” adottato da EuropeAid (agenzia della Commissione Europea) per la formulazione dei progetti di cooperazione allo sviluppo e su, appunto, la valutazione di impatto sociale, tema su cui si sta finalmente sviluppando un interessante dibattito anche in Italia.

PON Città Metropolitane e innovazione sociale

Area urbana

Questo post pone in evidenza come la combinazione di azioni del terzo e del quarto Asse del PON Città Metropolitane possa consentire di finanziare interessanti progetti di innovazione sociale, ispirati a paradigmi emergenti nella gestione delle politiche sociali, quali “Housing First”, Community Hubs e Ambient Assisted Living.

Aree di governo, politiche pubbliche locali e nuove funzioni dei GAL

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Il post chiarisce meglio quali siano le motivazioni alla base della proposta di fare una riflessione sul possibile ruolo dei GAL 2014-2020 nell’ambito di una revisione del sistema di governo delle aree vaste che vada oltre la mera abolizione delle Province e sia in grado di (i) garantire una maggiore simmetria fra aree vaste “normative” e aree vaste “funzionali”, (ii) allocare meglio le competenze di policy fra livelli di governo (fra Regioni, enti intermedi di secondo livello e Comuni) e, non ultimo, (iii) favorire una più ampia partecipazione dei cittadini alla formulazione delle politiche pubbliche