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Il PON Inclusione sociale e la valutazione di impatto

Rifugiati (foto ripresa da Pixhabay)

Il post presenta alcuni interventi del PON Inclusione sociale per sostenere le organizzazioni non profit e la qualità dei loro progetti e, non ultimo, favorire la sperimentazione di metodi e metriche di valutazione di impatto sociale. Come già fatto in altri post, rimarco che non tutte le organizzazioni non profit hanno disponibilità finanziarie per applicare i metodi più rigorosi. Inoltre, la scelta di metodi e metriche di valutazione va calibrata sulla base di molteplici parametri inerenti destinatari finali, settore di intervento e mission delle varie organizzazioni.

Approcci innovativi alla valutazione dell’impatto sociale. L’approccio “lean data” di Acumen

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Il post presenta l’approccio “lean data” alla raccolta di dati funzionali alla valutazione dell’impatto sociale che sta sperimentando, in questi anni, Acumen. L’approccio – ampiamente coerente con i principi del movimento “lean experimentation” – è particolarmente in linea con l’esigenza di consentire anche a piccole organizzazioni con budget limitati di effettuare valutazioni di impatto e, soprattutto, ha il pregio di essere fortemente focalizzato sui beneficiari finali dei progetti.

La valutazione dell’impatto sociale. Costa, ma fa bene anche alle organizzazioni

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Il post, prendendo le mosse da un paio di contributi del collega di FundraisingVirtualHub Christian Elevati, discute i principali vantaggi per le organizzazioni mission-driven di una sistematica valutazione del loro impatto sociale. La valutazione dell’impatto sociale è molto utile per tali organizzazioni, ma sovente anche eccessivamente onerosa per quelle più piccole. In questa luce andrebbe esaminato meglio e testato l’approccio “lean data” che sta sperimentando, in questi anni, la famosa charity Acumen.

Una proposta di mappatura dei fondi europei per la Pubblica Amministrazione

Borgo italiano

Gli Enti Locali, a causa dei vincoli di finanza pubblica che hanno comportato una forte flessione soprattutto degli investimenti pubblici locali, devono migliorare le loro strategie di accesso ai fondi europei. Sono, infatti, molteplici i canali di finanziamento che li vedono fra i possibili destinatari di tali fondi. Peraltro, non solo le opportunità ci sono, ma sono anche possibili molteplici sinergie fra le linee di finanziamento. Avrò modo di presentare meglio le opportunità di finanziamento europee per gli Enti Locali nel corso del Seminario del CEIDA“Riforme e nuovi modelli di finanziamento della Pubblica Amministrazione che si terrà a Roma il 5 e 6 aprile.

La ricerca di nuovi modelli di finanziamento della Pubblica Amministrazione: un passo obbligato se si vuole davvero cambiarla

Fontana di Trevi Post 20 luglio 2015

Enti Locali ed altre Istituzioni/aree della PA, a causa dei vincoli di finanza pubblica, devono ricercare nuovi canali di finanziamento per continuare a finanziare le politiche pubbliche. In particolare, appare opportuno che migliorino le strategie di accesso ai fondi europei e sperimentino la fattibilità di autentiche strategie di fundraising, raccogliendo nuova finanza grazie a donazioni liberali di operatori privati e al crowdfunding civico. La collega Elena Zanella – autrice del pregevole libro “Professione Fundraiser” – ed io, grazie alla fiducia dei dirigenti del Centro CEIDA, ne discuteremo insieme nel corso del Seminario “Riforme e nuovi modelli di finanziamento della Pubblica Amministrazione che si terrà a Roma il 5 e 6 aprile.

Matrice di finanziabilità e accesso ai fondi europei: l’analisi dei vincoli interni delle organizzazioni

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Il post, dopo aver richiamato le analisi funzionali alla formulazione della matrice di finanziabilità delle organizzazioni (analisi strategica, analisi operativa, analisi finanziaria e analisi dei vincoli interni) si sofferma su quest’ultima.
L’analisi dei vincoli interni è fondamentale per capire se sia opportuno o meno tentare di accedere a determinati canali di finanziamento pubblico o rispondere a determinati avvisi di finanziamento pubblici. Si tratta dei vincoli giuridico-amministrativi (ammissibilità o meno di determinate figure giuridiche o dei territori in cui una organizzazione è localizzata) e dei vincoli di capacità, vincoli stabiliti sempre dagli avvisi di finanziamento (vincoli di capacità finanziaria e di capacità esecutiva).