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Come applicare l’Approccio di Quadro Logico ai Programmi di Sviluppo Rurale

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Il post chiarisce come si applica l’Approccio di Quadro Logico (AQL) alla formulazione dei PSR.
Certamente l’applicazione è fortemente condizionata (per alcuni passaggi logici, quasi distorta) dalla necessità di rendere coerenti le scelte programmatiche a livello regionale con le politiche pubbliche sovraordinate dell’UE, ma come si spiega, per ciascuna Misura (e per l’intero PSR) è possibile definire una “teoria del cambiamento” e la “catena di causazione” che lega le operazioni stabilite dai Regolamenti dell’UE e gli impatti, a livello di Focus Area, Priorità ed intero PSR.

La “logica” dei Programmi di Sviluppo Rurale regionali

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Anche i PSR, così come gli altri Programmi “complessi” cofinanziati dai Fondi SIE, hanno una “struttura” che viene formulata sulla base dell’Approccio di Quadro Logico (AQL). Certamente, si tratta, come sostenuto da molti, di documenti strategici di non facile lettura e in cui l’applicazione dell’AQL registra diversi adattamenti che, in alcuni casi, implicano delle autentiche storture nel “quadro logico” dei PSR.

Enti Locali, fondi europei e obiettivi dei progetti

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Il post evidenzia che obiettivi e “quadro logico” delle proposte di progetto per accedere ai fondi europei devono essere attentamente differenziati a seconda che si voglia accedere ai fondi “tematici” (“diretti”) dell’UE o ai Fondi Strutturali e di Investimento Europeo (Fondi SIE). Fondi “tematici e Fondi SIE hanno obiettivi strategici diversi e di questo si deve tenere conto in sede di formulazione dei progetti.

Il dibattito sulla riforma della PAC post 2020

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Il post evidenzia che il dibattito, già avviato, sulla riforma della PAC post 2020 presenta delle criticità che meritano maggiore attenzione. Fra tali criticità, che emergono anche nel questionario on line della Commissione alla base della consultazione aperta che termina il 2 maggio p.v., spiccano le seguenti: (i) possibilità di un indebolimento dell’articolazione della PAC in due pilastri; (ii) eccessiva enfasi sui rischi di carenza di cibo e sulla funzione di produttore di cibo del comparto agricolo; (iii) ridimensionamento del carattere multi-funzionale della PAC e dell’ancoraggio forte ai territori – approccio “place-based” – degli interventi per lo sviluppo rurale.

Innovazione sociale e nuovi servizi di welfare nelle zone rurali

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Nei PSR regionali 2014-2020 diverse Sottomisure/operazioni potrebbero sostenere il consolidamento di esperienze imprenditoriali e di innovazione sociale che vanno oltre il concetto di “agricoltura sociale”. Il post rimarca l’esigenza di avviare delle indagini approfondite su interventi pubblici di sostegno e forme di incubazione che possano sostenere gli imprenditori agricoli più orientati ad ampliare ancora il concetto di “multifunzionalità” e progetti di innovazione sociale anche nelle zone rurali.

Studi sui modelli di business di imprese agricole e agro-sociali. La call RUR-09-2017 “Business Models for modern rural economies” di Horizon 2020

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Il post, in merito all’esigenza di ulteriori studi e ricerche sui business models di imprese agricole e agro-sociali, già rimarcata su questo blog in precedenza, pone in luce l’importanza della call di Horizon 2020 “Business models for modern rural economies” la cui prima scadenza è fissata al 14.02.2017.

Terziarizzazione delle aziende agricole: rischi e opportunità

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Il post evidenzia che la terziarizzazione delle aziende agricole e la c.d. “agricoltura sociale” possono essere importanti per ampliare l’offerta di servizi di cura alla persona e alla comunità, specialmente, nelle “aree interne” ed altre aree marginali, ma bisogna anche capire ancora meglio la dimensione effettiva del fenomeno. Inoltre, bisogna capire in che misura tale fenomeno non sia semplicemente il portato della “ritirata” del sistema di welfare pubblico.

Aree vaste, riforma delle autonomie locali e nuove funzioni dei GAL

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Il post chiarisce meglio la mia idea di andare oltre l’abolizione delle Province ed avviare una riflessione sui processi di rescaling istituzionale (inerenti enti e “aree vaste” intermedi fra Regioni e Comuni), che prenda anche in considerazione l’opzione di un forte processo di “empowerment” dei GAL, in modo da tratteggiarne un nuovo profilo che li caratterizzi come enti funzionali di secondo livello con una missione specifica (più ampia di quella stabilita dalla normativa europea e dai PSR) in relazione all’area geografica di loro pertinenza.