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La Sottomisura 7.5 del PSR Lazio: un pilastro per i Piani di Sviluppo dei Comuni

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Il post, muovendo dall’esame del recente bando della Misura 7 del PSR Lazio, evidenzia l’importanza della Sottomisura 7.5 del PSR per formulare dei Piani di Sviluppo dei Comuni di qualità Inoltre, presenta altri strumenti di finanziamento dell’UE che, mutatis mutandis, potrebbero finanziare anch’essi gli investimenti previsti dalla Sottomisura 7.5.

Il bando della Misura 7 del PSR Lazio sui Piani di Sviluppo dei Comuni

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Il post presenta il bando della Misura 7 del PSR Lazio inerente i Piani di Sviluppo dei Comuni, emanato il 7 giugno scorso. Una opportunità importante per tutti i Comuni non interessati dai GAL e dall’approccio LEADER. E quindi, il bando è anche la giusta occasione per chiarire in via definitiva quali siano i GAL selezionati dalla Regione con atti formali e chiudere la fase di impasse comportata dai numerosi ricorsi.

Il progetto Metropoli strategiche, le aree rurali del Lazio e i GAL

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Questo post tratta del potenziale ruolo di rappresentante degli interessi politici ed economici delle città medie e piccole del Lazio per i GAL, a fronte dell’ulteriore rafforzamento della Città Metropolitana di Roma. La centralità attuale, nel dibattito e a livello politico-istituzionale, delle Città Metropolitane, inter alia, implica una forte divaricazione nella distribuzione dei finanziamenti che vengono riservati alla Città Metropolitana di Roma (in primis tramite i PON Governance e Città Metropolitane) e agli altri territori del Lazio. In questa luce, è cruciale che i nuovi GAL del Lazio sappiano fare leva sul ruolo ad essi attribuito dalla normativa comunitaria nella gestione di finanziamento per lo sviluppo rurale, per accreditarsi come “agenzie di sviluppo locale”, capaci di esprimere una elevata capacità di lobbying e, non ultimo, di valorizzazione di ulteriori fonti di finanziamento pubbliche aggiuntive rispetto a quelle del PSR Lazio 2014-2020.

I nuovi GAL del Lazio: cruciale che si ritaglino un ruolo di rilievo nel negoziato sulla PAC post 2020

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Questo post, rimarcando di nuovo le potenzialità dei GAL come “agenzie di sviluppo locale” dell’area geografica interessata dai loro PSL, propone che i nuovi GAL sappiano definire autonomamente un percorso di empowerment rispetto alle funzioni ad essi delegate dalla normativa comunitaria, cimentandosi già nel 2017 nella sfidante prova di rappresentare gli stakeholders che partecipano alla loro base associativa nei due negoziati in corso sulla revisione di medio termine della PAC 2014-2020 e, ancor più importante, sull’architettura complessiva e sulle priorità strategiche della PAC post 2020.

I nuovi GAL e l’innovazione tecnologica e sociale nelle zone rurali

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Questo post evidenzia l’opportunità che i GAL rafforzino progressivamente le attività di analisi e di proposta tecnica e politica in modo non solo da migliorare la loro capacità di gestione dei PSL e di intercettare risorse pubbliche aggiuntive, ma anche da contribuire a riequilibrare un dibattito che esalta, esprimendo una visione abbastanza parziale, il ruolo delle città come motore dell’innovazione tecnologica e sociale. Alcuni esempi concreti che chiudono il post evidenziano, invece, che anche nel settore primario e nelle zone rurali si possono sviluppare sofisticati e utili progetti di innovazione tecnologica e sociale resi possibili dalle c.d. “tecnologie abilitanti”, finanche nelle aree più arretrate. I GAL dovrebbero farsene promotori, essendo l’innovazione una delle caratteristiche fondamentali dell’approccio LEADER.

I nuovi GAL del Lazio oltre il 2020. Due suggerimenti per un percorso di istituzionalizzazione

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Questo post, rimarcando di nuovo le potenzialità dei GAL come “agenzie di sviluppo locale” della loro area, propone due specifici percorsi di analisi e di proposta tecnica e politica di cui si dovrebbero rendere protagonisti i nuovi GAL, percorsi che riguardano il dibattito e il negoziato sui nuovi fondi europei post 2020 (a livello tecnico, già iniziato) e l’attuazione dell’agenda urbana anche nelle città piccole e medie delle zone rurali del Lazio

Oltre l’approccio “bottom up”. I nuovi GAL alla prova dello “sviluppo locale condiviso”

Campo agricolo. Immagine Pixabay

Questo post pone in evidenza la necessità di superare la contrapposizione fra l’approccio “top down” e quello “bottom up” e sperimentare forme di “sviluppo locale condiviso”, in cui gli attori locali debbono avere un ruolo “propositivo e ricettivo”, al fine di perseguire interessi “endogeni, ma proiettati su scala sovra-locale”

Aree di governo, politiche pubbliche locali e nuove funzioni dei GAL

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Il post chiarisce meglio quali siano le motivazioni alla base della proposta di fare una riflessione sul possibile ruolo dei GAL 2014-2020 nell’ambito di una revisione del sistema di governo delle aree vaste che vada oltre la mera abolizione delle Province e sia in grado di (i) garantire una maggiore simmetria fra aree vaste “normative” e aree vaste “funzionali”, (ii) allocare meglio le competenze di policy fra livelli di governo (fra Regioni, enti intermedi di secondo livello e Comuni) e, non ultimo, (iii) favorire una più ampia partecipazione dei cittadini alla formulazione delle politiche pubbliche

Aree vaste, riforma delle autonomie locali e nuove funzioni dei GAL

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Il post chiarisce meglio la mia idea di andare oltre l’abolizione delle Province ed avviare una riflessione sui processi di rescaling istituzionale (inerenti enti e “aree vaste” intermedi fra Regioni e Comuni), che prenda anche in considerazione l’opzione di un forte processo di “empowerment” dei GAL, in modo da tratteggiarne un nuovo profilo che li caratterizzi come enti funzionali di secondo livello con una missione specifica (più ampia di quella stabilita dalla normativa europea e dai PSR) in relazione all’area geografica di loro pertinenza.

I nuovi GAL 2014-2020 fra multi-level governance istituzionale e sistemi di governance partecipativi

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Il contributo, muovendo dal post del 10 agosto e da altre considerazioni sul peculiare sistema di governance dei GAL, delinea meglio alcuni obiettivi e alcune criticità di un percorso di riforma del Titolo V della Costituzione che istituisca un sistema di enti intermedi fra Regioni e Comuni (fra cui, eventualmente, annoverare anche i GAL), che sia maggiormente in linea con la scala territoriale ottimale delle giurisdizioni locali e, al contempo, sia più funzionale a una più ampia partecipazione diretta dei cittadini alle scelte pubbliche.